Lavanda

Coltivazione lavanda

La lavanda è nota per il suo colore viola e il suo profumo fresco e dolce. Si tratta di una pianta che cresce spontaneamente dove il clima è abbastanza tiepido.

di Redazione

07 marzo 2013

La lavanda

La lavanda è una pianta decorativa tipica delle zone del Mediterraneo. In genere questa specie vegetale è associata alla Provenza, zona della bassa Francia caratterizzata da immense distese di viola. E viola è, infatti, il colore caratteristico dei fiori di questa meravigliosa pianta. La lavanda non ha solo un grande potere decorativo, ma da questa pianta è possibile trarre numerosi derivati come oli, fiori ed altre parti che vengono comunemente utilizzate nella vita quotidiana. La lavanda è una delle specie maggiormente presenti nei giardini domestici in quanto oltre a rendere esteticamente più invitante l’ambiente, essa produce un profumo capace di rilassare immediatamente chi se ne trova in prossimità e di allietare i frequentatori del giardino. Si consiglia, infatti, di piantare, all’interno di un giardino privato, un numero discreto di piante di lavanda proprio in quell’area destinata ad ospitare amici e parenti per sorseggiare comodamente una bevanda o per conversare comodamente. Disponendo della lavanda proprio nell’area relax si sarà allietati da un profumo fresco e delicato che apporta subito grande quiete e relax. Come molti già sanno, la lavanda è contraddistinta dal suo profumo dolce e proprio per questa straordinaria caratteristica che la contraddistingue, si usa normalmente far essiccare i fiori della pianta e di raccoglierli in un sacchetto da mettere negli armadi per deodorarli. Anche l’olio che se ne produce è spesso utilizzato come essenza per profumi per la casa o la persona.

Tipologie

La lavanda ha dunque molteplici funzioni che sono date soprattutto dai colorati fiori e dal profumo fresco ed estivo. Proprio per queste importanti caratteristiche aggiunte alle diverse proprietà curative e mediche che possono esserle attribuite, la lavanda resta una delle piante più presenti all’interno dei giardini. La lavanda rende uno spazio all’aperto colorato, delicato, fresco e profumato. Crea un piacevole ambiente ospitale e rilassante. Esistono diversi tipi di lavanda, ognuno con le proprie caratteristiche e con le proprie esigenze in materia di condizioni di coltivazione. Generalmente la lavanda cresce in zone particolarmente calde e a clima temperato, ma esistono anche alcune qualità che resistono ai climi più freddi. Un esempio di quest’ultimo tipo è la lavanda vera. La lavanda spica, invece, richiede delle condizioni di crescita caratteristiche di un clima più caldo e di terreni calcarei. Inoltre rispendo alla lavanda vera presenta dei steli più lunghi. Il periodo di fioritura è successivo a quello del primo tipo descritto. Altri tipi di lavanda sono quella marittima e gli ibridi denominati lavanda farfalla e lavandino.

Fasi di Coltivazione

Come ogni specie vegetale, anche la lavanda non può crescere in tutte le condizioni climatiche e territoriali e dunque, prima di prendere in considerazione di coltivare questa specie vegetale bisogna scegliere la varietà di lavanda più adeguata al territorio e al clima in cui se ne vuole realizzare una coltura. Se esistono i presupposti necessari alla sua crescita come un terreno asciutto e alcalino ed una esposizione assoluta con temperature calde, allora si può passare alla coltivazione vera e propria.in genere una pianta di lavanda può essere coltivata in vaso o in terreno. Il periodo ideale è all’inizio dei mesi primaverili, ma è chiaro che tutto dipende dal tipo di lavanda scelta. Generalmente, la vita di queste piante va dai sette ai dieci anni, ma con le dovute attenzioni il suo ciclo vitale potrebbe allungarsi. Uno dei metodi più produttivi per coltivare la lavanda è tramite talea. La prima cosa da fare è tagliare una talea in buona salute, verde e sana che hanno più possibilità di attecchire in maniera immediata. Tagliato il rametto o talea in questione è necessario eliminare tutte le foglie che sono presenti nella parte superiore, dopodiché è possibile piantare la talea. Il periodo in cui può avvenire questa operazione è, come detto precedentemente, l’inizio della primavera. Dopo aver irrigato e lasciata riposare, la talea dovrebbe sviluppare le radici e attecchire bene al terreno. Dopo pochi mesi si svilupperà una pianta bella e vitale.

Irrigazione e altre operazioni

Il periodo di fioritura della lavanda è l’estate, periodo in cui è possibile raccogliere i fiori e farli essiccare per la realizzazione di fiori secchi decorativi per profumazione o oli. In autunno è opportuno potare la pianta a circa 3 cm così che sarà maggiormente forte e protetta per il periodo invernale. Nel periodo della primavera, ovvero nei mesi di marzo o aprile è opportuno procedere ad una seconda potatura, questa volta a 5 cm. In questo modo in estate se ne garantirà una splendida fioritura. Queste piccole operazioni servono a far durare più a lungo la propria lavanda e a farla apparire sempre vitale e sana. Per mantenere sempre in salute la lavanda bisogna stare attenti a dare il giusto quantitativo di acqua alla pianta senza creare dei ristagni estremamente dannosi. Inoltre, bisogna porre la massima attenzione alla crescita delle erbe cattive che potrebbero sottrarre alla pianta tutte le sue sostanze nutritive necessarie per vivere.

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Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore per piantare la lavanda e quali sono i metodi di moltiplicazione più efficaci?
    Il periodo ideale per la messa a dimora della lavanda è l'inizio della primavera, quando le temperature iniziano a mitigare il freddo invernale. È fondamentale scegliere la varietà adatta al proprio clima: la Lavanda Vera resiste meglio al freddo, mentre la Spica preferisce climi caldi e terreni calcarei. Per la moltiplicazione, il metodo più produttivo e rapido è l'utilizzo di talee. Si prelevano rametti sani e verdi, si eliminano le foglie inferiori e si interrano direttamente nel substrato dopo averli irrigati. Con le cure adeguate, le radici si sviluppano rapidamente, garantendo una pianta vitale entro pochi mesi.
  • Quanto spesso devo innaffiare la lavanda e quali rischi comporta l'eccesso d'acqua?
    La lavanda predilige terreni asciutti e ben drenati; pertanto, l'irrigazione deve essere moderata e saltuaria. L'errore più comune è l'eccesso di acqua, che causa ristagni idrici fatali per le radici, portando rapidamente al marciume radicale e alla morte della pianta. Bisogna attendere che il terreno sia completamente asciutto tra un'annaffiatura e l'altra. Questa esigenza deriva dall'origine mediterranea della pianta, abituata a climi caldi e secchi. Una corretta gestione dell'acqua garantisce una fioritura rigogliosa e una longevità della pianta che può superare i dieci anni.
  • Quando e come effettuare la potatura per garantire una lunga fioritura?
    La potatura è essenziale per mantenere la forma compatta e stimolare la fioritura estiva. Si eseguono due interventi principali: il primo in autunno, tagliando la pianta a circa 3 cm dal suolo per proteggerla dal gelo e favorirla in inverno; il secondo avviene a marzo-aprile, con un taglio a 5 cm. Questo secondo intervento prepara la pianta a produrre fiori abbondanti durante l'estate. Evitare di potare troppo drasticamente o in periodi sbagliati evita danni irreparabili. Una manutenzione regolare mantiene la lavanda vitale, sana e esteticamente gradevole per molti anni.
  • Esistono varietà di lavanda adatte ai climi freddi o solo a quelli mediterranei?
    Sì, sebbene la lavanda sia tipicamente associata al clima mediterraneo caldo, esistono varietà specifiche per zone più fredde. La 'Lavanda Vera' (Lavandula angustifolia) è la più resistente al freddo e può sopravvivere in inverni rigidi, purché il terreno sia ben drenato. Al contrario, la 'Lavanda Spica' richiede climi più miti e terreni calcarei, mostrando una fioritura leggermente successiva. Altre varianti includono la lavanda marittima e ibridi come la 'Lavanda Farfalla'. Scegliere la cultivar giusta in base alla temperatura minima della propria zona è cruciale per il successo della coltivazione.
  • A cosa servono i fiori di lavanda essiccati e come si raccolgono?
    I fiori di lavanda essiccati sono versatili: si usano per profumare armadi e cassetti grazie al loro aroma rilassante, per preparare tisane o come elemento decorativo. La raccolta avviene durante l'estate, nel pieno periodo di fioritura, quando i boccioli stanno appena aprendosi per massimizzare il contenuto aromatico. Dopo il taglio, i fiori vanno fatti essiccare all'ombra in un luogo aerato per preservarne il colore e il profumo. Possono poi essere conservati in sacchetti di tessuto o vasetti ermetici. Oltre all'uso domestico, da questi fiori si estraggono oli essenziali utilizzati in aromaterapia per le proprietà calmanti.

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