Ananas

L’ananas è una pianta di “recente” scoperta. È infatti solo grazie alla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, più esattamente del Brasile, che gli europei scoprirono questo gustoso dolce frutto, tipico del centro-sud America.

Il suo nome botanico, che non si discosta di molto dal nome comune, è infatti Ananas sativus Schult oppure Bromelia ananas Linneo, comunque sia sempre facente parte della famiglia delle Bromelliacee. Il suo nome comune è identico anche in spagnolo, francese e tedesco, mentre solamente gli inglesi lo hanno rinominato pineapple.

L’ananas è una pianta cespugliosa che dispone le sue foglie spinose a forma di rosetta base, come avviene per l’aloe, ma ancor più similmente come cresce il carciofo.

Le foglie sono strette e molto lunghe, tanto che a volte raggiungono anche il metro. Presentano anche delle spine lungo i margini dentati. Come già detto sono disposta a rosetta basale dal centro della quale prende origine lo scapo fiorifero.

L’infiorescenza portato dallo scapo è una spiga, ... continua


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      prosegui ... , formata da tantissimi piccoli fiori di colore blu-violaceo, che possono arrivare anche fino a cento di numero.

      I grossi succosi frutti che tutti conosciamo sono delle bacche che si sono saldate assieme tra di loro, con lo scapo diventato carnoso e con le brattee persistenti. Data la loro origine, gli ananas non sono da considerarsi dei veri e propri frutti, ma delle infruttescenze.

      Il frutto è molto grosso, fino ai 4 kg di peso, spinoso per la permanenza delle brattee, di color giallo all’interno, succoso e molto dolce. Nella parte superiore è presente un ciuffo di foglie, dal quale si può giudicare il grado di freschezza dell’ananas.

      Le parti utilizzate dell’ananas sono il frutto succoso e dolce

      La sua origine è del centro-sud America. Come precedentemente detto, l’ananas è stata scoperta durante le esplorazioni delle terre del Brasile. Il clima di questo paese, il caldo tropicale, è quello ideale, tant’è che il Brasile è forse il principale produttore di questo frutto. Ma non essendo l’unico paese ad avere questo tipo di clima, l’ananas è stato impiantato con successo anche in altri paesi non americani tropicali, come ad esempio il Madagascar, altro grande produttore, Costa d’Avorio o Costa Rica in Africa, oppure nelle Filippine in Asia.

      La propagazione della pianta di ananas avviene mediate talea delle nuove piantine, i polloni. Più precisamente si prelevano i polloni che vengono a crescere alla base delle foglie della rosetta. Questi sono formati da alcune foglie e dalle radici, delle piccole piante già complete.

      Altra tecnica di propagazione è quella che prevede la radicazione del ciuffo superiore del frutto. Lo si taglia con una piccola porzione di frutto, lo si lascia asciugare per circa una settimana e poi lo si poggia su di un terreno umido, e tale dobbiamo farlo rimanere, affinché radichi. Altresì il ciuffo può essere posto a contatto con dell’acqua, ma non immerso, e dopo circa due settimane, quando spunteranno le radici, si potrà invasarlo.

      Avendo una vita di soli 500 anni, l’ananas non può essere stato considerato come pianta curativa. Anche quando fu importato in Europa, il suo utilizzo era esclusivamente culinario, oltre ad essere molto limitato come diffusione. Solo dal 1700 circa iniziò ad avere più ampia diffusione, anche grazie ai più intensi commerci e scambi che l’Europa ebbe con le zone dell’Estremo Oriente, in modo particolare con i paesi a clima tropicale che potevano coltivare tale frutto.La raccolta avviene a mano per ogni singolo frutto. Bisogna utilizzare dei grossi guanti per evitare di pungersi durante la presa dell’ananas. I raccoglitori più esperti possono utilizzare anche una roncola per reciderlo dalla pianta madre, ma basta un piccolo errore di mira e si rovina il prodotto, che cosi non può più essere venduto intero, ma dovrà essere destinato alla lavorazione per i produzione di derivati, come le macedonie o confezioni di ananas a pezzi.

      Principalmente l’ananas è costituito di acqua, ma è anche uno dei frutti con il più alto valore energetico. Non solo possiede un elevato quantitativo di zuccheri, che ne fanno uno dei frutti meno indicati per le diete per diabetici e dimagranti, ma possiede anche un buon contenuto di vitamine A, B2 e C.

      Se mangiato fresco, è tra i più indicati per l’integrazione dei sali minerali, infatti possiede tutti i principali come i sali di potassio, di magnesio e di calcio.

      L’ananas ha conquistato la ribalta internazionale come uso erboristico grazie alla scoperta dell’enzima proteolitico bromelina, che ha la capacità, oltre che di facilitare la digestione, di avere azione antinfiammatoria e cicatrizzante.

      La bromelina è però termolabile, percui una esposizione a fonti di calore ne degrada l’attività. La sua concentrazione è maggiore nel “gambo” dell’ananas, cioè nella parte centrale, che spesso viene eliminata perché troppo dura e fibrosa da mangiare.

      È stato riscontrato che la bromelina ha efficacia con il dosaggio di 80 mg 3 volte/die di estratti titolati e standardizzati (in bromelina ovviamente).Il potere antinfiammatorio dell’ananas viene sfruttato contro le artriti reumatiche e tendinite e a tutte quelle infiammazioni sul tessuto connettivo.

      Il potere cicatrizzante, sempre associato a quello antinfiammatorio, è sfruttato per il trattamento delle ferite post operatorie (ma solo in Germania).

      Antiedema, anticellulite e diuretico

      La bromelina ha anche la capacità di ridurre i gonfiori dovuti ad edemi. La sua prerogativa di drenare i liquidi degli edemi è stata sperimentata con esiti positivi anche sul trattamento della cellulite, tanto che ora l’ananas è considerata un’arma di sicuro effetto contro questo inestetismo.

      Questa azione è coadiuvata anche dalla presenza di acidi organici quali il citrico, il malico e l’ossalico che hanno un'azione diuretica.

      Digestivo

      Prima della scoperta della sua efficacia contro la cellulite, l’ananas era conosciuta per la sua capacità di facilitare la digestione. Infatti la bromelina velocizza il disgregamento delle proteine più complesse.

      In commercio si trovano capsule e compresse con o a base di gambo di ananas, indicate per lo più per il trattamento della cellulite.

      L’estratto di ananas ha diverse controindicazioni da non sottovalutare.

      Non somministrare a chi è sotto trattamento farmacologico sulla coagulazione; l’ananas ha infatti azione ad attività anti aggregante piastrinica, ciò significa che potenzierebbe l’azione anticoagulante o ostacolerebbe quella coagulante.

      Non somministrare se si è sotto cura antibiotica. L’ananas ha infatti la capacità di aumentare l’efficacia di questi farmaci. Ma un buon medico potrebbe sfruttare questa dote, andando a diminuire il dosaggio del farmaco (chiedere sempre al medico prima di prendere decisioni in tal senso di propria iniziativa).

      Chi soffre di ulcera peptica dovrebbe moderarne l’assunzione per non acuire gli effetti dell’ulcera