Emorroidi

Un disturbo che può affliggere uomini e donne è costituito dalle emorroidi che sanguinano, ossia la cosiddetta malattia emorroidaria. Spieghiamo innanzitutto cosa sono le emorroidi, termine che deriva dal greco haîma che significa "sangue" e rhéó, che significa "scorrere", e sono cuscinetti vascolari interni all’ano che svolgono una funzione importante nel mantenimento della continenza fecale. Può accadere che questi cuscinetti si infiammino e si verifichi un prolasso della mucosa del retto che fa slittare verso il basso le emorroidi che, fuoriuscite dalla loro sede naturale, possono cominciare a sanguinare.

La funzionalità della continenza dipende dal corretto funzionamento dello sfintere anale che deve avere un buon tono muscolare e da una buona attività delle emorroidi; lo sfintere, infatti, esercita una compressione meccanica sui cuscinetti emorroidari e ne condiziona l’attività mediante la modulazione del flusso ematico all’interno delle emorroidi e a loro volta le emorroidi perfezionano l’attività contenitiva del tratto finale del retto. Attraverso questa attività sinergica l’ano riesce a trattenere efficacemente il materiale solido, ... continua


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      prosegui ... , i liquidi e il gas.In passato ma talvolta ancora oggi in presenza di emorroidi dolenti si procedeva con l’emorroidectomia, ossia si asportava il tessuto vascolare che era scivolato verso il basso, in quanto si riteneva che le emorroidi fossero patologiche. Oggi invece si ritiene che le emorroidi non siano la causa della patologia quanto l’effetto di altra patologia che è il prolasso della mucosa del retto, ossia il suo dislocamento che provoca un’alterazione della struttura vascolare dei cuscinetti emorroidari, che vengono allungati e stirati perdendo gran parte della loro funzione di coadiuvante della continenza. Queste alterazioni determinano una stasi del sangue nei tessuti che causa il rigonfiamento dello stesso con conseguente dolore e eventuale sanguinamento.

      L’intervento alle emorroidi può eseguirsi in diversi modi. Uno di questi è la cosiddetta legatura elastica una tecnica chirurgica poco invasiva ma che allo stesso tempo dà ottimi risultati. L’intervento, eseguito ambulatorialmente, viene effettuato al di sopra della linea pettinea, una parte generalmente priva di sensibilità dolorifica, il tessuto in eccesso viene aspirato e si effettua una legatura elastica alla base, vengono cioè applicati uno/due elastici che determinano una ischemia del tessuto che poi cadrà nell’arco di 7/8 gg. Si forma una cicatrice che determina un’aderenza destinata ad impedire in modo efficace la recidiva del prolasso. E’ sicuramente la tecnica meno invasiva che solo in rari casi dà dolore postoperatorio e il paziente è in grado di riprendere le normali attività in breve tempo.

      In alcuni casi però non si può intervenire con la tecnica di legatura elastica e si ricorre alla procedura laser di emorroidectomia che offre il vantaggio di un’estrema precisione di taglio e consente di lasciare inalterati i tessuti e le strutture dello sfintere; infatti la chirurgia laser avviene senza grosse perdite di sangue, perché il raggio laser è in grado di suturare rapidamente i capillari.

      Altro intervento è l'emorroidopessi, una recente tecnica chirurgica che corregge e riposiziona il tessuto in eccesso senza asportare le emorroidi, ma soltanto una banda circolare di mucosa del retto, che evita per il futuro lo scivolamento del tessuto attraverso il canale anale e riposiziona i cuscinetti emorroidali e l'anoderma nella loro posizione originaria. L’intervento viene eseguito con una suturatrice circolare che consente di asportare il prolasso e contemporaneamente si ricongiunge la mucosa realizzando una cucitura sterile muco-mucosa con microclips al titanio.Vedremo più nello specifico che anche in gravidanza si può soffrire di emorroidi sanguinanti e dolenti e spesso accade alle donne che in precedenza già soffrivano di questo disturbo ma possono insorgere anche nelle donne che non ne avevano mai sofferto. La gravidanza infatti aumenta il rischio di emorroidi dolenti o di vene varicose in quanto l’utero preme sulle vene della zona pelvica e sulla vena cava inferiore che è situata nella parte destra del corpo e riceve il sangue dagli arti inferiori; questo può comportare un ritardo nel ritorno del sangue dalla parte inferiore del corpo e aumenta la pressione delle vene al di sotto dell’utero risultando più gonfie e dilatate. Inoltre questo problema può aggravarsi se durante la gravidanza si soffre di stitichezza; infatti quando la defecazione è faticosa possono infiammarsi le emorroidi. E’ quindi di fondamentale importanza evitare la stitichezza seguendo una dieta ricca di fibre in cui si beve molta acqua e si pratica regolare esercizio fisico e nei casi più difficili, su consiglio del medico, si possono assumere integratori di fibre o qualcosa che ammorbidisca le feci.

      Altro accorgimento che può aiutare è evitare di stare seduta o in piedi per lungo tempo. Se al lavoro occorre stare seduti è bene alzarsi e camminare per un paio di minuti ogni ora e quando si è casa sul divano o a letto è consigliabile sdraiarsi sul fianco sinistro, diminuendo la pressione sulle vene rettali e favorendo il ritorno del sangue dalla parte inferiore del corpo. Solo in rari casi può essere necessario ricorrere alla chirurgia per la riduzione delle emorroidi.

      In questa sezione parleremo inoltre delle cure naturali per le emorroidi e di creme che possono essere applicate nella zona infiammata e dolorante. Auguriamo quindi una buona lettura a tutti coloro che desiderano approfondire questo argomento relativo a un disturbo purtroppo abbastanza diffuso.