Potatura lavanda

Lavanda

Potatura lavanda

La potatura della lavanda è fondamentale per la buona salute della pianta, purché venga eseguita con le tecniche corrette e gli strumenti più adatti

di Redazione

10 dicembre 2013

Benefici della potatura

La lavanda è una pianta che cresce con facilità nel territorio mediterraneo, poiché si tratta di una specie vegetale rustica che ben si adatta alle condizioni climatiche locali. La sua capacità di adattamento rende favorisce la crescita e lo sviluppo ampio della lavanda, pianta dalla natura cespugliosa in grado di raggiungere ampie dimensioni. Lo sviluppo naturale della lavanda è molto aperto, ma con la potatura è possibile controllare la sua forma e permettere un migliore aspetto, ma anche un migliore stato di salute. La lavanda ben potata, infatti, avrà una fioritura più raccolta e rigogliosa, mentre la riduzione dei rami secchi o non più produttivi permetterà alla pianta di concentrare le energie sui rami più giovani e produttivi, per una fioritura rigogliosa e uno sviluppo sano. La potatura permetterà inoltre alla lavanda di sviluppare rami sani anche tra le fronde più interne, che in assenza di controllo rischiano di venire soffocati dai rami più esterni, senza la possibilità di ricevere sufficiente luce o di essere esposto al ricambio d'aria utile a ricreare un ambiente poco idoneo allo sviluppo di parassiti.

Tecniche di potatura

Potare non significa solamente tagliare qualche ramo senza criterio per alleggerire la pianta o per conferirle la forma preferita: nella potatura della lavanda, il desiderio di ricreare un cespuglio simmetrico e folto dovrà scendere a patti con le esigenze specifiche legate alla salute della pianta stessa. La potatura deve poter eliminare le spighe secche e buona parte della vegetazione presente: la lavanda è una pianta che non teme gli interventi decisi, che al contrario sono estremamente benefici. Eliminare due terzi della chioma permetterà una crescita altrettanto rigogliosa l'anno successivo. L'eliminazione dei rami deve tenere conto della necessità della pianta di liberare le fronde più interne in modo tale che anche esse possano ricevere la corretta illuminazione, della quale la lavanda ha notevole bisogno. Alleggerire la chioma permetterà inoltre di esporre la lavanda ad un ricircolo dell'aria anche tra le fronde, importante per non favorire la proliferazione di parassiti che potrebbero uccidere la pianta. La potatura deve quindi essere effettuata nel mezzo del fogliame, lasciando un paio di gemme per ramo, per garantire la crescita delle nuove gettate. Tagli troppo vicini alla base, al contrario, potranno essere causa di morte della pianta, se le ferite sono troppo ampie e non restano gemme per la nuova fioritura della stagione successiva. Particolare attenzione, in questo senso, deve essere effettuata con l'invecchiamento della pianta, che tende a sviluppare le parti legnose e non più produttive.

Periodo di potatura

La potatura è pur sempre un intervento invasivo sulla pianta e non la lavanda non fa eccezione: pur essendo una pianta forte e resistente, anch'essa risente delle ferite provocate e necessita di tempo per la guarigione. Per questo motivo, la potatura deve essere effettuata nel momento più adatto, che nel caso della lavanda corrisponde a quello immediatamente successivo la fioritura. In questa fase la lavanda si prepara ad un periodo di riposo vegetativo, andando verso l'autunno, durante il quale la lavanda non dovrà affrontare le fatiche della fioritura e avrà tutto il tempo di riprendersi. Con una potatura effettuata in questo periodo, inoltre, non ci sarà il rischio di compromettere la successiva fioritura, cosa che invece accade con interventi nel periodo tardo invernale o primaverile. Il tipo di potatura varierà anche in base agli anni di vita della pianta: gli interventi più decisi saranno necessari se la lavanda sarà giovane e dunque dall'accrescimento molto rapido, mentre ci vorrà più oculatezza per esemplari più vecchi. Solitamente gli interventi vengono effettuati con cadenza annuale.

Strumenti e attenzioni

Uno dei punti più trascurati nelle fasi di potatura risulta essere l'attenzione agli strumenti utilizzati e alla loro pulizia. Questo, in realtà, è un errore molto grave perché può influire sulla salute della pianta al pari della tecnica di taglio. Le forbici devono essere pratiche e delle dimensioni adatte per permettere l'agile movimento, ma anche il taglio netto e ben definito: tagli sfilacciati saranno molto più difficili per la pianta da affrontare e da guarire. Rimanendo aperte più a lungo, queste ferite sono un viatico per la diffusione di parassiti e organismi infestanti che possono uccidere la pianta. Durante le fasi di potatura sarà inoltre accortezza importante quella di sterilizzare gli strumenti con dell'alcol, in modo tale da evitare che lo sporco possa favorire infezioni a contatto con i rami della lavanda. Avere a che fare con una pianta rustica e resistente non significa che non sarà necessario mettere in atto delle attenzioni specifiche per la salute e la cura durante la delicata fase della potatura. Per una maggiore sicurezza anche di chi effettua le operazioni, si consiglia l'utilizzo di guanti protettivi che possano garantire lo svolgimento delle operazioni nella più completa sicurezza.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per potare la lavanda?
    Il periodo ideale per la potatura della lavanda è immediatamente dopo la fine della fioritura, generalmente verso la fine dell'estate o l'inizio dell'autunno. In questa fase, la pianta entra in un periodo di riposo vegetativo e ha tutto il tempo necessario per guarire dalle ferite prima dell'inverno. Evita di potarla in tarda primavera o inizio estate, poiché rischiereesti di asportare i boccioli dei fiori e compromettere la fioritura dell'anno corrente. Una potatura annuale è solitamente sufficiente per mantenere la pianta sana e vigorosa.
  • Quanto posso accorciare i rami della lavanda senza ucciderla?
    Puoi eliminare tranquillamente fino a due terzi della chioma totale, poiché la lavanda tollera bene i tagli decisi. Tuttavia, è essenziale non tagliare mai il legno vecchio e completamente privo di foglie, poiché la pianta fatica a ricacciare da zone lignificate. Devi intervenire sulle parti verdi, lasciando sempre un paio di gemme vitali per ramo. Se la pianta è molto vecchia e legnosa, riduci gradualmente il taglio negli anni per evitare shock fatali alla pianta.
  • Perché devo pulire e disinfettare le forbici prima di potare?
    La pulizia degli attrezzi è vitale quanto la tecnica di taglio. Le forbici sporche possono trasmettere funghi e batteri direttamente nei tessuti della pianta attraverso le ferite di taglio. Inoltre, un taglio netto e pulito facilita la guarigione rapida; i tagli sfilacciati o schiacciati rimangono aperti più a lungo, diventando porte d'ingresso ideali per parassiti e agenti patogeni. Disinfetta le lame con alcol prima di iniziare e tra una pianta e l'altra per massimizzare la salute del tuo giardino.
  • Cosa succede se lascio la lavanda crescere libera senza potature?
    Senza potatura, la lavanda tende a diventare aperta, disordinata e legnosa alla base. I rami interni soffrono la mancanza di luce e aria, creando un microclima umido favorevole a muffe e parassiti. La fioritura diventa rada e meno profumata, poiché la pianta disperde energie in rami vecchi e improduttivi. Una potatura regolare concentra le energie sui nuovi germogli, garantendo cespugli compatti, sani e una fioritura abbondante e rigogliosa ogni anno.
  • Posso potare la lavanda se ho già tagliato via tutto il verde?
    No, non dovresti mai tagliare la lavanda oltre il punto in cui inizia il legno nudo e marrone. La lavanda non possiede la capacità di emettere nuovi getti dal legno antico e morto. Se i rami sono completamente spogli di foglie e gemme verdi, il taglio causerà la morte di quel ramo o dell'intera pianta. Intervieni solo sulle porzioni verdi, lasciando sempre almeno 2-3 centimetri di vegetazione viva sopra il legno vecchio per garantire la ripresa vegetativa.

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