Alloro

Piante aromatiche

Alloro

Scheda sull'alloro con le sue carattaristiche curative, i principi attivi ed i principali utilizzi in erboristeria.

di Redazione

20 maggio 2012

Generalità e caratteristiche

L’alloro è chiamato anche Lauro, dal suo nome botanico, Laurus nobilis. In Gran Bretagna è chiamato Laurel o sweet bay, in Francia Laurier, Lorbeerbaum in Germania e Laurel in Spagna. Nella specie Laurus nobilis si possono identificare due diversi tipi di varietà: l’angustifolia con foglie strette e lunghe e l’aurea con foglie tendenti al giallo, ma entrambi sempre Laurus nobilis, appartenenti al genere Laurus, famiglia delle Lauraceae. Come pianta l’alloro si presenta come un arbusto che può raggiungere anche le dimensioni di un albero, solitamente di piccole dimensioni, ma alle volte se terreno e clima sono congeniali, può arrivare anche agli otto metri di altezza. È una pianta sempreverde, ciò vuol dire che non perde mai completamente le foglie e quindi possono essere reperibili tutto l’anno, dato che sono principalmente queste le parti che si utilizzano. Le foglie oblunghe-lanceolate presentano un piccolo picciolo, un margine intero e una pagina coriacea. Sono lisce, leggermente ondulate e con un intenso e caratteristico profumo aromatico. All’ascella delle foglie, crescono le infiorescenze a grappolo o cime ascellari di color giallo tenue, quasi bianco, dovuto al delicato colore dei petali dei piccoli fiori dioci. Gli stami sono 12, con i filamenti liberi tra di loro. L’ovario è invece uniloculare e uniovulare. La fioritura avviene coi primi tepori primaverili di marzo e aprile. Il frutto che deriva è una bacca ovoidale di colore nerastro, che si può raccogliere in settembre - ottobre. Al suo interno è contenuto un solo seme.

Origine e coltivazione

È una pianta originaria dell’Asia Minore, ma già da tempi immemori si è adattata alle temperature del bacino mediterraneo, sia in Europa che in Africa, tanto che ora la si può considerare facente parte della flora locale. Infatti la si ritrova sia inselvatichita che coltivata, dato l’ambio uso culinario che se ne fa delle foglie, dalla pianura sin ai primi tratti montagnosi. È una pianta molto resistente, rustica, che cresce senza difficoltà sia in campo aperto che in vaso, sia che sia esposta in pieno sole, sia che sia posta all’ombra. Teme le correnti d’aria, ma non le zone arieggiate, e i ristagni idrici. Per questo il terreno migliore da utilizzare per piantare l’alloro è uno soffice, ben drenante, molto importante se si intende porre la pianta in vaso. Se si dovesse osservare che le foglie sono imbrunite, vuol dire che si sta innaffiando troppo o che sono presenti dei ristagni. Mentre se le foglie sono gialle e caduche, allora è il contrario: poca acqua o il terreno drena troppo velocemente. Per brevi periodi è capace di sopportare anche le temperature di qualche grado al di sotto dello zero. La propagazione avviene o per seme, che prima devono essere resi permeabili all’acqua e gas mediante piccoli graffi sul tegumento esterno, oppure per talea, che segue le comuni regole di questo tipo di trapianto.

Utilizzazione

La droga di questa pianta sono le foglie e le bacche. Il tempo balsamico per la raccolta delle oglie è luglio, mentre quello delle bacche è a fine estate, inizi autunno quando ormai sono diventate mature. Tecniche di raccolta: La tecnica migliore, ma forse anche più costosa, è quella a mano dato che in questa maniera non si rovina né il raccolto né la pianta. Quella invece più veloce, prevede l’utilizzo di un macchinario che strappa tutta le foglie dal ramo senza particolari attenzioni. Proprietà - descrizione dei principi attivi: I principi attivi dell’alloro li si ritrovano nell’olio essenziale che si estrae principalmente dalle foglie, ma anche dalle bacche mature. Ben la metà dell’olio che si riesce ad estrarre è formato dall’ 1,8 cineolo. I restanti componenti sono l’alfa pinene, il linalolo, il terpinolo; questo per quanto riguarda la presenza degli alcoli, ma si ritrovano tracce anche di tannini, zuccheri, resine e mucillagini. Nota particolare riguarda la presenza di due molecole caratteristiche di questa pianta, il laurenobiolide e il costunolide, due lattoni sesquiterpenici.

Benefici e prodotti

Le indicazioni d’uso dell’alloro vedono il suo principale utilizzo come antireumatico. Il suo oleolita, nell’uso esterno, risulta essere uno dei migliori prodotti che associano il potere intrinseco dell’olio con quello dei massaggi. La presenza di cineolo e alfa pinene conferiscono alle foglie un potere balsamico di non lieve entità, molto apprezzato come alternativa alla canfora o all’eucaliptus. Un inconveniente dell’utilizzo come balsamico dell’alloro forse sta nel suo aroma, dato che può essere associato alle anguille arrosto. Infatti le foglie di alloro sono il classico condimento nella cottura di questo gustoso piatto. Affianco al potere balsamico, si esplica anche quello espettorante e carminativo, ovvero che elimina l’aria dallo stomaco e dall’intestino. Le foglie hanno poi anche un potere antisettico esterno, sulla pelle, ma anche delle mucose esterne, della bocca in modo particolare. Prodotti in commercio In commercio si trovano facilmente le foglie intere o sminuzzate, usate non solo in cucina, ma anche per preparare infusi e decotti. Esistono anche estratti fluidi e olio essenziale. I primi usati per via interna, il secondo per massaggi o come stimolante energetico nei bagni e docce aromatiche. Controindicazioni Non eccedere nelle consumo. Avvertenze Tutte le piante “Laurus” sono velenose, quindi attenzione a non confondersi nella raccolta, soprattutto a non confonderlo con il lauroceraso, a cui assomiglia molto.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici terapeutici dell'alloro?
    L'alloro è renowned principalmente per le sue proprietà antireumatiche e balsamiche, grazie alla presenza di 1,8-cineolo e alfa-pinene nell'olio essenziale. Viene utilizzato esternamente sotto forma di oleoliti o massaggi per alleviare dolori articolari e reumatismi, offrendo un'alternativa efficace alla canfora. Internamente, le foglie agiscono come carminativi, aiutando a eliminare i gas intestinali e migliorando la digestione, oltre ad avere effetti espettoranti utili per le vie respiratorie. Inoltre, possiede spiccate proprietà antisettiche, utili per disinfettare la pelle e le mucose orali.
  • Come si coltiva correttamente l'alloro in giardino o in vaso?
    L'alloro è una pianta rustica e resistente che ama il sole ma tollera anche l'ombra parziale, temendo però le correnti d'aria fredde. Richiede un terreno soffice, ben drenante e ricco di sostanza organica; il ristagno idrico è il nemico numero uno, poiché causa il marcescimento radicale e l'imbrunimento delle foglie. In vaso, assicurati che il sottopiatto non accumuli acqua. Se le foglie ingialliscono e cadono, significa che la pianta soffre la siccità o che il terreno drena troppo rapidamente. Resiste bene al freddo, tollerando brevi periodi sotto lo zero, ma protegila dai venti gelidi invernali.
  • Quali sono i principi attivi contenuti nell'alloro?
    I principi attivi dell'alloro si concentrano principalmente nell'olio essenziale estratto da foglie e bacche mature. Il componente predominante è l'1,8-cineolo, che costituisce circa la metà dell'olio, responsabile del tipico effetto balsamico. Altri costituenti importanti includono l'alfa-pinene, il linalolo e il terpinolo. Oltre agli oli essenziali, la pianta contiene tannini, zuccheri, resine e mucillagini. Una nota distintiva è la presenza di due lattoni sesquiterpenici specifici, il laurenobiolide e il costunolide, che contribuiscono alle sue peculiari proprietà farmacologiche.
  • Esistono controindicazioni o rischi di tossicità nell'uso dell'alloro?
    Sì, è fondamentale prestare attenzione. Tutte le piante del genere 'Laurus' possono essere considerate potenzialmente velenose se consumate in grandi quantità o utilizzate impropriamente. Il rischio maggiore è la confusione durante la raccolta spontanea con il lauroceraso (Prunus laurocerasus), una pianta simile ma altamente tossica. Per gli usi domestici e culinari, le foglie di vero alloro sono sicure, ma non bisogna eccedere nel consumo di preparati concentrati. Si consiglia di evitare l'ingestione di bacche crude e di consultare un professionista prima di usare estratti fluidi o oli essenziali a scopo terapeutico.
  • In quali forme commerciali si trova l'alloro e come si usano?
    In commercio si trovano principalmente foglie intere o sminuzzate, usate sia in cucina come aromatizzante che per preparare infusi e decotti. Per scopi erboristici specifici, sono disponibili estratti fluidi, generalmente destinati all'uso interno per le proprietà digestive, e olio essenziale. Quest'ultimo va impiegato esclusivamente per uso esterno: può essere diluito per massaggi antireumatici o aggiunto ai bagni e alle docce come stimolante energetico e tonificante. Assicurati sempre di acquistare prodotti da fornitori affidabili per garantire la purezza e la corretta identificazione della specie Laurus nobilis.

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