Gambe gonfie

Gambe gonfie

Lunghe camminate, troppo tempo in una posizione statica, sia essa seduta e maggiormente in piedi, ma anche il caldo estivo oppure la ritenzione idrica sono tutti fatto che, sebbene abbiano diverse origini , portano tutte ad aver le gambe gonfie a fine giornata. Solitamente il gonfiore è accompagnato da una sensazione di pesantezza e di stanchezza, sempre a carico degli arti inferiori.

Fortunatamente la maggior parte delle cause che determina il rigonfiamento delle gambe non sono date da una malattia, ma semplicemente una alterazione della metabolismo o un sovraccarico di lavoro che il corpo non riesce a smaltire nel breve periodo.

Questo accumulo di fatica è facilmente evitabile ed eliminabile. Innanzitutto e come sempre lo stile di vita quotidiano va modificato in uno migliore. Non c’è bisogno di scombussolarlo, ma basta adattarlo alle nostre esigenze, senza strappi ma in maniera graduale, a piccoli passi, modificandolo e spostandolo a seconda delle situazioni.

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Evitare gambe gonfie

Evitare gambe gonfie Evitare che alla fine della giornata ci si ritrovi con due dirigibili al posto delle gambe è abbastanza facile se la causa che produce il rigonfiamento è il lavoro, o meglio la postura della giornata. Stare molto in piedi o seduti senza muoversi non facilita la circolazione sanguigna. La posizione eretta determina una sorta di ristagno del sangue nelle gambe, è come se non vi ci fosse la forza per spingere il sangue all'insù verso il cuore. In modo analogo, la posizione seduta rende difficile l’arrivo del sangue alle gambe. In entrambi i casi il cambio di posizione donerà sollievo alle nostre gambe.

Anche i tacchi a spillo o le calze strette, soprattutto quelle degli uomini che sono dotate di un elastico ad effetto laccio emostatico, creano degli scompensi nella circolazione, ma purtroppo non sempre ci si può togliere le scarpe o allentare i calzini…


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Ritenzione idrica e caldo estivo

ritenzione idrica gambe Le due cause principali che colpiscono soprattutto le donne, i principali soggetti delle gambe gonfie, sono la ritenzione idrica e il caldo estivo.

Ovunque, da internet ai giornali, si legge di diete, bevande e creme contro la ritenzione idrica che causa il rigonfiamento delle gambe. Il fatto che molte persone soffrano di questo risentimento ha fatto si che diventassero target di prodotti di consumo. Alcuni validi altri un po’ meno, ma l’obiettivo è sempre vendere.

Le cellule tendono a trattenere acqua quando tra il loro interno c’è una di “salinità” maggiore rispetto all’esterno e quindi tendono a diluire assorbendo acqua. L’effetto estetico che ciò comporta sono le gambe gonfie con la comparsa della classica buccia ad arancia. Massaggi e tisane diuretiche aiutano ad eliminare questo eccesso d’acqua, ma al contempo bisogna bere e assumere sali minerali perché il pericolo è quello di disidratarsi.

Il gran caldo tipico dell’estate è anche esso causa delle gambe gonfie, soprattutto nelle persone già avanti con l’età e in chi non ha una buona circolazione sanguigna. Infatti in questo caso vie è una dilatazione delle vene, che riduce la spinta del sangue verso il cuore e quindi tende a “ristagnare” in basso. Anche in questo caso dei massaggi, linfodrenanti, con un movimento dal piede alla coscia verso il cuore, di tipo diverso rispetto alla ritenzione, e delle tisane aiutano l’equilibrio venoso. Un altro efficace consiglio che si può seguire è quello di pediluvi o docce alle gambe con acqua fredda. Il freddo infatti restringe le vene e tende a portare il sangue verso le parti più interne del corpo sia per riscaldarlo sia per preservare gli organi. Basta che l’acqua sia anche solamente cinque gradi sotto la temperatura ambiente per poter avere i primi sollievi. Non deve essere gelata per avere un effetto negativo da shock termico.


Gambe gonfie da ritenzione idrica

combattere gambe gonfie Come detto, chi soffre di gambe gonfie ha solamente l’imbarazzo della scelta su quale prodotto orientarsi date le tante pubblicità, ma forse proprio per il loro gran numero si potrebbe essere confusi sul quello da acquistare.

Il primo obiettivo è individuare la causa che ha portato alle gambe gonfie, quindi scegliere la soluzione migliore.

Per primo analizziamo il caso della ritenzione idrica. Abbiamo già accennato che i prodotti migliori in questo caso sono i cosiddetti diuretici. Non servono quelli con una azione forte, sono migliori quelli con un effetto moderato-leggero, a seconda della situazione, ma continuo tale che le cellule si adeguino gradatamente al cambiamento di volume e non che si svuotino all’improvviso.

Tra le principali piante diuretiche troviamo il Tarassaco, la Gramigna, la Dentella e il Ruscus aculeatis o Pungitopo. Una o due di queste piante, con l’aggiunta di altre come la menta o la cannella o scorza di arancio amaro, che rendano la bevanda più gradevole, aiuteranno il corpo a liberarsi dei liquidi in eccesso. Non bisogna però prolungare troppo l’assunzione di tali tisane per evitare di andare incontro a disidratazione.

Lo stesso effetto si può ottenere con l’inserimento nell’alimentazione di ananas, the verde, barbabietola e asparagi, anche se questi hanno l’effetto negativo di far puzzare alquanto l’urina.


Gambe gonfie da insufficienza venosa

contrastare gambe gonfie Se invece la causa delle gambe gonfie è il caldo che procura una insufficienza venosa, allora le piante diuretiche non vanno bene. Infatti portando via acqua, questa viene prelevata anche dal sangue, che tenderà ad essere più viscoso e quindi ad avere ancor maggior difficoltà nella risalita verso il cuore.

Serve invece qualcosa che dia tonicità alla vena, la renda più forte e più reattiva.

Tra le piante migliori in questo troviamo il ribes nero e il mirtillo nero. Sono ricchi di flavonoidi, tannini, e vitamina C, donando un azione di rinvigorimento alle vene e quindi un miglioramento della circolazione.

Se invece si ha il tempo per farsi fare dei massaggi, allora è d’obbligo farsi fare con una crema o una lozione a base di semi di ippocastano, ricchi di escina, principale molecole rinvigorente le vene. Sfortunatamente però l’ippocastano è utilizzabile sono per via esterna, in quanto le sue “castagne della morte” sono mortali se vengono ingerite.




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