Apparato digerente

Gonfiore di pancia

Il gonfiore di pancia è una problematica estetica che il più delle volte è passeggera. Cosi come è arrivata, spesso cosi va via.

di Redazione

18 marzo 2013

Due tipi di gonfiore di pancia

Il gonfiore di pancia è una problematica estetica che il più delle volte è passeggera. Cosi come è arrivata, cosi va via. Le cause che innescano il rigonfiamento sono spesso legate al cibo che si è consumato o al modo in cui si è mangiato, che essendo stata troppo veloce ha comportato la deglutizione esagerata di aria (aerofagia). Vi sono alcuni cibi, tipo i fagioli, i ceci, le uova e le ciliegie che tendono a produrre aria all’interno dell’organismo. Quest’accumulo di aria può permanere nello stomaco, per poi spostarsi nell’intestino; in entrambi i casi si ha un evidente gonfiore della regione addominale. Una differenza sta poi nella via d’uscita dell’aria, che se è nello stomaco, potrebbe uscire dalla bocca, come accade nei casi aerofagia; mentre se è nell’intestino, uscirà… dal basso, dando luogo alle flatulenze. Fintanto che questi gas permangono diciamo entro limiti normali, bisogna solo fare attenzione a non espellerli in pubblico. Trattenerli non è risulterà un problema insormontabile, che al limite si può risolvere con una fugace visita al bagno. La questione diventa di difficile soluzione quando l’accumulo del gas diviene una costante e in quantità tale che non si riesce né a trattenere né poter stare continuamente al bagno.

Come evitare il gonfiore

Come per molti i piccoli fastidi che l’organismo deve sopportare per causa del nostro stile di vita non propriamente salutare, anche per i gonfiori di pancia il modo migliore per evitarli è la prevenzione. Nel caso di aerofagia, molto comune nella classica pausa “mordi e fuggi”, sarebbe opportuno rallentare i ritmi del pranzo. Dedicare dieci minuti in più, per masticare meglio, per rendere alternata la masticazione con la respirazione, evitando in questa maniera di deglutire aria e quindi ritrovarsi l’addome gonfio. Altra precauzione è limitare o eliminare del tutto le bevande gassate, cola e birra in primis, data l’alta diffusione tra le popolazione. Infatti l’anidride carbonica contenuta nelle bibite con le bollicine gonfia in maniera quasi esponenziale lo stomaco. Se invece i gonfiori sono dovuti a gas intestinali, la loro produzione è dovuta primariamente alla fermentazione di un determinato cibo. L’individuazione di questo e quindi la sua esclusione dalla dieta, o quanto meno evitarlo quando la situazione lo richiederebbe, sarebbe un primo passo molto efficace. Come detto i legumi sono tra gli imputati; il loro alto contenuto di zuccheri come galattani e pentosani, fa si che fermentino nell’intestino. Fortunatamente per gli amanti di questi vegetali, solo grandi quantità, quindi attenzione se siete vegetariani, o particolari sensibilità portano ad abbondante produzione di gas, con aumento volumetrico dell’addome.

Piante carminative e carbone vegetale

Quando anche con la dieta equilibrata non si riesce ad eliminare quel gonfiore antiestetico, allora un cucchiaino di carbone vegetale attivo, se si presenta in polvere, disperso in un bicchiere di acqua o una compressa, se si trova in questa forma adatta per gli spostamenti fuori casa, preverranno il gonfiore di pancia. Quello migliore è quello prodotto dal legno di tiglio o pino, ma anche la torba è un buon materiale di partenza. I milioni di pori che il carbone attivo dispone servono per intrappolare l’aria accumulata e quindi attenuare i gonfiori da essa dati. Esistono anche molte piante capaci di evitare il gonfiarsi della pancia attraverso l’assorbimento dei gas: le cosiddette piante carminative. Alcune di esse sono molto conosciute e usate da sempre, come possono confermare gli anziani nei paesi. Di alcune di esse, le proprietà carminative sono ormai note a tutte, forse anche grazie alle tante pubblicità, come ad esempio i semi di finocchio, di anice (ma anche di anice stellato) e le foglie di rosmarino, timo e melissa. Le tisane preparate con questi elementi hanno un forte potere assorbente, che diventa maggiore se si unisce del carbone vegetale. Anche semplicemente mangiati come insalata o come condimenti (a crudo ma non a cotto) evitano che l’addome si gonfi. Ma esistono molte altre piante con queste capacità, la cui notorietà non è tale da renderle famose al grande pubblico, ma solamente ai più appassionati o agli studiosi; come il levistico, l’angelica, la lavanda, l’origano. In caso si beva del vino durante i pasti, ci si può preparare un macerato vinoso, prendendo due piccioni con una fava: si continua a bere il vino e al contempo si evitano i gonfiori. Basta mettere a macerare per tre o quattro giorni del vino, bianco o nero è indifferente, con alcune foglie di origano, oppure di rosmarino, o ancora di levistico. I più audaci possono aggiungere gli stimi secchi di zafferano. Nessuno vieta di utilizzare l’erba aromatica più gradita.

Altre tisane

Una gustosa tisana a tale scopo è quella formata dalla miscela di foglie di melissa, limone e menta, preferibilmente piperita, che infonde un gusto intenso in quantità minori rispetto agli altri tipi. Se invece aggiungiamo del timo e del cardo mariano o del cardo santo, allora si deve preparare un decotto. La differenza tra i due è che il decotto aiuterà anche la digestione dei grassi, grazie alla presenza del cardo mariano, rinomato epatoprotettore. Decisamente fuori dal comune, nel senso che bisogna andare a cercare le erboristerie veramente fornire per trovare gli ingredienti, è la tisana che prevede la decozione di radice di poligala, trifoglio, corteccia di cannella, e foglie di rosmarino e timo, oppure quella preparata, sempre per decozione, con radice di angelica, di cariofillata, enula e poligala, con l’aggiunta di foglie di menta e/o rosmarino. In conclusione le preparazioni erboristiche per evitare il gonfiori di pancia o eliminarli sono numerose e varie, a tal punto da essere formulabili anche tenendo conto del gusto del cliente. Inoltre possono contenere piante che facilitano la digestione, la produzione di bile o di acido gastrico. Insomma coadiuvare tutto il processo digestivo facendo in modo che vi sia un regolare decorso senza che si concentrino gas addominali che aumentano il giro vita.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze tra il gonfiore causato dall'aerofagia e quello intestinale?
    La distinzione fondamentale risiede nella sede dell'accumulo di gas e nel suo percorso di eliminazione. L'aerofagia, spesso dovuta a una deglutizione rapida di aria durante i pasti ('mordi e fuggi'), provoca un accumulo nello stomaco che tende a fuoriuscire verso l'alto sotto forma di eruttazione. Al contrario, il gonfiore intestinale nasce dalla fermentazione di specifici alimenti (come legumi ricchi di galattani) nell'intestino; qui i gas si muovono verso il basso, causando flatulenza. Mentre il primo è legato principalmente allo stile alimentare e alla velocità di consumo, il secondo dipende più dalla composizione chimica degli cibi ingeriti e dalla flora batterica.
  • Come funziona il carbone vegetale attivo contro il gonfiore addominale?
    Il carbone vegetale attivo agisce come un potente assorbitore fisico dei gas intestinali. Grazie alla sua struttura porosa, costituita da milioni di micro-pori, intrappola le molecole di gas accumulate nello stomaco e nell'intestino, impedendone la proliferazione e riducendo il volume addominale. Per ottenere risultati ottimali, si consiglia l'uso di carbone derivato da legno di tiglio, pino o torba, disponibili in polvere da sciogliere in acqua o in compresse per maggiore comodità. È importante notare che il carbone assorbe anche nutrienti e farmaci, pertanto il suo utilizzo dovrebbe essere limitato ai momenti di forte disagio e mai associato all'assunzione di integratori o medicinali contemporaneamente.
  • Quali piante carminative sono più efficaci per prevenire il gonfiore post-prandiale?
    Le piante carminative sono erbe capaci di favorire l'espulsione dei gas e ridurre la formazione di nuovi. Tra le più diffuse ed efficaci troviamo i semi di finocchio e di anice (anche stellato), le foglie di rosmarino, timo e melissa. Queste piante possono essere consumate fresche in insalata, utilizzate come condimenti a crudo o trasformate in tisane dal forte potere assorbente. Per chi ama il vino, esiste un rimedio tradizionale: lasciare macerare per pochi giorni foglie di origano, rosmarino o levistico nel vino stesso. Questa pratica permette di sfruttare le proprietà digestive delle erbe mantenendo il piacere della bevanda, contrastando efficacemente il gonfiore dopo i pasti.
  • Cosa sono i decotti e quando sono preferibili alle semplici infusioni per il gonfiore?
    I decotti sono preparazioni ottenute bollendo le parti dure della pianta (radici, cortecce, semi) in acqua, a differenza delle infusioni che prevedono solo il versaggio di acqua calda su foglie o fiori. Sono preferibili quando si utilizzano ingredienti come il cardo mariano, il cardo santo, la radice di poligala, la cannella o l'enula. La bollitura estrae meglio i principi attivi responsabili della stimolazione della digestione dei grassi e della protezione epatica. Ad esempio, un decotto con cardo mariano non solo riduce il gonfiore, ma supporta attivamente il fegato nella produzione di bile, facilitando una digestione più completa e prevenendo la stagnazione dei gas legata a pasti particolarmente ricchi di lipidi.

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