Apparato digerente

Gastrite

Nonostante la diffusa tendenza a credere che la gastrite sia una malattia con tanto di sintomi, il termine si riferisce ad una infiammazione dello stomaco.

di Redazione

04 febbraio 2013

Cosa è la gastrite

Nonostante la diffusa tendenza a credere che la gastrite sia una malattia con tanto di sintomi, come dolori addominali, bruciore e senso di gonfiore, il termine si riferisce ad una infiammazione dello stomaco, e più esattamente della mucosa, lo strato più interno dello stomaco, quello a contato con i succhi gastrici. Oggi soffre di gastrite la ma maggioranza della popolazione italiana, soprattutto quella che ha già superato i quarant’anni; ma non sono poi cosi rari i under quaranta che già soffrono di questo problema a causa della sregolatezza della loro vita mondana. Le cause che scatenano la gastrite sono molteplici e differenti, ma si possono raggruppare in due categorie, quelle che danno origine alla gastrite acuta, come alcool, fumo, farmaci (i maggiori imputati sono i FANS cioè i farmaci antinfiammatori non steroidei) ed alimentazione scorretta; e quelli che scaturiscono nella gastrite cronica, come il batterio Helicobacter pilori.

La gastrite acuta

Come detto le cause della gastrite acute sono da ascrivere alla sregolatezza della vita odierna, che sottopone non solo lo stomaco, ma tutto l’organismo, a degli elementi distruttivi. Alcool e fumo, che spesso vanno a braccetto, sono ormai due abitudini usuali nella vita di oggi, nonostante sia stato più e più volte dimostrato che sono deleteri sotto ogni loro aspetto. Non sono da sottovalutare nemmeno i danni causati dai farmaci antinfiammatori detti FANS, come ad esempio l'acido acetilsalicilico, meglio noto con il nome commerciale di aspirina, l’ibuprofene, il ketoprofene, il nimesulide, portato alla ribalta con il nome di Aulin. L’infiammazione della mucosa gastrica che questi farmaci portano è scaturita dall’abuso che se ne fa. Se la loro assunzione è ponderata e associata con un protettore gastrico, allora non causerebbe attacchi di gastrite. Fortunatamente la gastrite acuta passa spontaneamente quando vengono meno le cause che l’hanno prodotta, per il aiutare la guarigione si possono somministra dei farmaci o utilizzare delle piante che proteggano la mucosa dello stomaco o che riducano la produzione di acido.

La gastrite cronica

Atonia gastrica, amiloidosi, uremia occlusioni, anemia perniciosa, interventi chirurgici, sono alcuni dei principali motivi che possono causare una gastrite cronica; il responsabile numero uno di questo problema è un batterio, l’Helicobacter pylori. Un particolare batterio, scoperto in tempi relativamente recenti, che ha la capacità di vivere un ambiente altamente ostile come può essere quello acido del nostro stomaco. Per adattare l’ambiente gastrico alle proprie esigenze, l’Helicobacter produce una serie di metaboliti che neutralizzano l’acido attorno a lui e al contempo stesso intaccano la parete interna dello stomaco, la mucosa, andando a creare nei casi più gravi delle ulcere. Il primo esame da fare per verificare la presenza del batterio si può fare in maniera non invasiva, attraverso il test del fiato. Infatti l’Helicobacter pylori catabolizza l’urea introdotta per bocca producendo ammonio e anidride carbonica (CO2), che verrà espulsa dalla bocca. Se si introduce un’urea con un isotopo carbonio (C), questo verrà facilmente rilevato nel respiro del paziente, avallando l’ipotesi iniziale della presenza del batterio. Ovviamente se non viene rilevato l’isotopo del carbonio, le cause della gastrite sono da ricercasi in altre sedi e allora per avere la certezza che si tratti di gastrite cronica bisogna effettuare una biopsia, ovvero prelevare un pezzetto di mucosa gastrica, attraverso un esame endoscopico e sottoporla ad esami clinici.

Piante contro la gastrite

In natura esistono diverse tipologie di piante ed erbe che possono aiutare a controllare la gastrite, ma non curare. Al massimo ve ne sono alcune che si possono affiancare alle cure farmacologiche per aumentarne l’efficacia. Tra le piante (con la relativa droga da usare) maggiormente indicate vi sono le bacche di ginepro, l’intera pianta dell’ortica, le foglie di piantaggine e il rizoma di enula. Con queste si prepara un infuso da assumere due volte al giorno, una alla mattina e una alla sera. C’è da considerare che la presenza dell’ortica rende la bevanda leggermente diuretica, percui non sarebbe indicato berla poco prima di andare a dormi, a meno che non ci si voglia svegliare nel mezzo della notte per andare in bagno… Radice di cicoria, di tarassaco e di liquirizia, uniti alla corteccia di frangula, messi a bollire per circa 10 minuti, producono un infuso altrettanto efficace, da bersi due volta al giorno lontano dai pasti. Questa bevanda però risulta leggermente amara, un gusto particolare che se apprezzato può anche essere provato con l’infuso di fiori di cardo santo, di tiglio, bacche di ginepro, radice di genziana e foglie di menta. Le indicazioni di questa tisana sono le stesse della precedente, solamente che cambia il gusto e in alcuni soggetti anche l’efficacia. Il gusto amaro però non è gradito a tutti, allora in questo caso si consiglia di preparare un infuso di fiori di salvia e sambuco, decisamente più delicati, oppure di fiori di timo, borragine e melissa. Queste ultime piante possono essere miscelate tra di loro, anche tutte quante, aumentando o diminuendo le quantità per cambiarne il sapore, senza però squilibrare troppo il loro rapporto per non alterarne anche l’effetto. L’assunzione di questo tipo di infuso deve avvenire prima dei pasti, e solamente una tazzina da the o da caffé ma abbondante. Non però una quantità da tazza da latte. Se il tempo a nostra disposizione non ci consente la preparazione di tisane, si possono anche preparare degli sciroppi che si conservano bene dato il loro alto contenuto di zucchero, che però preclude il loro utilizzo da parte di soggetti a rischio di diabete. Lo sciroppo di cicoria e limone, sia singolarmente che miscelati tra di loro è una soluzione alle nostre esigenze. Così come quello di frassino. Questi tipi di sciroppi vanno assunti a cucchiai tre volte al giorno, mentre quello di altea, va assunto solamente prima dei pasti perché ha una azione preventiva.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra gastrite acuta e cronica?
    La gastrite acuta è un'infiammazione temporanea della mucosa gastrica causata principalmente da fattori esterni e stili di vita sregolati, come consumo eccessivo di alcol, fumo, assunzione di farmaci FANS (come aspirina o ibuprofene) e alimentazione scorretta. Si risolve spontaneamente eliminando le cause scatenanti. La gastrite cronica, invece, è un'infiammazione persistente dovuta a cause interne o biologiche, tra cui atonia gastrica, interventi chirurgici o, soprattutto, l'infezione da Helicobacter pylori, un batterio capace di sopravvivere nell'ambiente acido dello stomaco danneggiando progressivamente la mucosa.
  • Come si diagnostica la presenza dell'Helicobacter pylori?
    Il metodo di screening più comune e non invasivo è il test del respiro (breath test). Questo esame rileva la presenza del batterio sfruttando la sua capacità di scomporre l'urea in ammonio e anidride carbonica. Al paziente viene fatta ingerire un'urea contenente un isotopo del carbonio; se l'H. pylori è presente, rilascerà CO2 marcata che viene misurata nell'alito del soggetto. In assenza di risultati positivi al test del respiro, per confermare definitivamente la gastrite cronica e valutare lo stato della mucosa, è necessario procedere con una gastroscopia e prelevare un campione di tessuto (biopsia) da analizzare in laboratorio.
  • quali piante sono consigliate per alleviare i sintomi della gastrite?
    Esistono diverse erbe utili per proteggere la mucosa gastrica o ridurre l'acidità, anche se non curano la patologia di base. Tra le più indicate vi sono bacche di ginepro, ortica, foglie di piantaggine e rizoma di elenboro. Un'altra combinazione efficace include radice di cicoria, tarassaco, liquirizia e corteccia di frangula. Per chi preferisce sapori più delicati, si possono usare infusi di salvia, sambuco, timo, borragine e melissa. È importante notare che alcune piante, come l'ortica, hanno effetti diuretici, quindi è meglio evitarne il consumo serale per non disturbare il sonno.
  • Come si preparano e assumono correttamente gli infusi contro la gastrite?
    Gli infusi devono essere preparati seguendo ricette specifiche per massimizzare l'efficacia. Ad esempio, la miscela con radice di cicoria, tarassaco e liquirzia richiede una bollitura di circa 10 minuti. Generalmente, questi decotti si assumono due volte al giorno, lontano dai pasti. Al contrario, gli infusi più delicati a base di fiori di salvia, sambuco, timo o melissa vanno presi prima dei pasti, in quantità ridotte (circa una tazzina da tè o caffè abbondante, non una tazza intera), per agire preventivamente sulla mucosa durante la digestione. Non superare mai le dosi indicate per evitare effetti collaterali.
  • Quando è preferibile usare sciroppi naturali invece delle tisane?
    Gli sciroppi naturali, come quelli a base di cicoria, limone, frassino o altea, rappresentano un'alternativa pratica alle tisane quando non si ha tempo per preparare gli infusi. Vengono generalmente assunti a cucchiaiate, solitamente tre volte al giorno. Tuttavia, poiché sono ricchi di zucchero per conservarsi, non sono indicati per soggetti diabetici o a rischio glicemia. Un uso specifico riguarda lo sciroppo di altea, che va preso esclusivamente prima dei pasti per la sua azione protettiva e preventiva sulla mucosa gastrica, a differenza degli altri che possono essere assunti in momenti diversi della giornata.

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