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Acidità di stomaco

Aggiornato il 28 gennaio 20134 capitoli4 domande frequenti

Le cause dell’acidità di stomaco

Chi prima, chi dopo, ma tutti sono stati almeno una volta colpiti da acidità di stomaco, cioè quella sensazione di bruciore, più o meno intensa, che viene localizzata per l’appunto nella regione gastrica. Sono diversi i fattori che causano questo spiacevole sintomo, tra i più comuni e diffusi ci sono le grandi abbuffate, come avviene nelle tradizionali festività come il Natale o la Pasqua, la cui riunione di tutto il parentado porta immancabilmente a pranzi infiniti che si protraggono fino al tardo pomeriggio – inizio sera; da non trascurare nemmeno qualche ricorrenza particolare una tantum come un matrimonio o un anniversario di nozze dove, al grido di “viva gli sposi”, si ingurgita qualche boccone di cibo o sorsata di vino di troppo. Ecco che questo cibo extra, per non parlare dell’alcool, porta il nostro stomaco oltre il livello di guardia, mandandolo quasi in tilt. A questo punto lo stomaco non riesce più a dosare la giusta quantità di acido cloridrico, ovvero acido gastrico, necessario e ne produce un surplus nel tentativo di aumentare al velocità di digestione, causando invece solo dolori, i bruciori di stomaco. Questa è anche un’ottima una maniera per farci sapere che non è più in grado di sostenere una tale mole di lavoro e che non riuscirà a lavorare efficacemente se non gli diamo un attimo di “respiro”, evitando di continuare a mangiare e bere. Quando la causa di questa forma di acidità sono le abbuffate, allora non ci preoccupiamo più di tanto poiché ne sappiamo la causa e sappiamo anche che con un po’ di riposo lo stomaco si riprende. Se saremo pronti per iniziare nuovamente… Alle volte però i bruciori sono dovuti a fattori che, sebbene siano conosciuti, sono difficili da eliminare vuoi perché sono delle abitudini ormai entrate appieno nella vita comune, come il bere caffé o alcool, o fumare le sigarette, vuoi perché non se ne può fare a meno, come ad esempio il ritmo stressante della vita lavorativa cittadina. Se poi si tiene conto che spesso i fattori sigarette, caffé, alcool e stress vanno sempre a braccetto, allora si può dare la colpa dei bruciori di stomaco semplicemente alla vita moderna.

L'Helicobacter pilori

Lo stress è stato per moltissimo tempo il capro espiatorio della gastrite, termine scientifico per indicare i bruciori di stomaco, quando i medici non erano in grado di determinarne la causa, dopo averle eliminate tutte una ad una. Poi con il progredire della scienza si è scoperto l’esistenza di un batterio capace di vivere nell’ambiente acido dello stomaco, prima ritenuto sterile proprio a causa della sua acidità; e questa rivelazione valse ai suoi scopritori Marshall e Warren il premio Nobel per la medicina nel 1995. i due scienziati hanno appurato successivamente che Helicobacter pilori risulta essere presente in circa il 90% dei pazienti sofferenti di gastriti cronica. Per poter vivere in un ambiente estremo come lo stomaco, questo batterio si è adattato in modo tale che il suo metabolismo riesca ad neutralizzare l’acidità dello stomaco, cosa che riesce a fare perché produce ammoniaca, oltre ad anidride carbonica. Tra l’altro proprio la CO2 è il parametro di riferimento nel test del fiato per determinare la presenza o meno dell’ Helicobacter p. Una volta neutralizzata l’acidità dello stomaco, il batterio continua la sua vita producendo anche le lipasi e le fosfolipasi, ovvero gli enzimi che scindono i grassi, che vanno danneggiare direttamente la mucosa gastrica, determinando cosi le ulcere.

Farmaci contro i bruciori

Ormai in commercio sono presenti moltissimi farmaci antiacido, di diverse categorie e “potenza” per cosi dire. Esistono prodotti a base di bicarbonato di sodio, che sono utili in caso di pesantezza di stomaco con leggeri bruciori; ci sono prodotti che invece hanno una azione più energica, spesso usati per aver un po’ di sollievo da chi è affetto da ulcera cronica, e sono quei prodotti come il maloox, il più conosciuto, ovvero delle sospensioni orali contenenti idrossido di magnesio e idrossido di alluminio (gli idrossidi sono basi neutralizzano l’eccesso di acido). Gli esempi fatti rientrano nella categoria degli antiacidi, che hanno solo un effetto sintomatico, che elimina i bruciori derivanti dall’aumento di acidità senza eliminare la causa, e che si possono acquistare liberamente senza ricetta medica. La ricetta del medico, invece, è essenziale per l’acquisto dei farmaci capaci di inibire la pompa protonica, ovvero cellule che producono protoni H+ che vengono poi riversati nel lume gastrico determinandone l’acidità. Questi farmaci hanno la caratteristica bloccare la pompa in maniera irreversibile e la secrezione acida gastrica è bloccata completamente fintanto che nuove cellule non le sostituiranno.

Piante antiacido

Quando soffriamo di acidità e non vogliamo indirizzarci verso farmaci di sintesi, possiamo andare in erboristeria e chiedere qualcosa di più naturale. Sono infatti diverse le piante che possono fare al caso nostro. Una tra le più efficaci è la Malva officinalis, grazie alla presenza di abbondanti quantitativi di mucillagini che ne fanno una delle pianti gastro-protettrici per eccellenza. La gran quantità di mucillagini va a creare una sorta di barriera impermeabile attorno alla mucosa gastrica, proteggendola dall’aggressione dell’acido gastrico. Al contempo stesso svolgono un'azione emolliente e lenitiva. In alternativa alla Malva si può usare l’Altea, facente parte della stessa Famiglia, le Malvacee; l’Altea possiede la medesima azione protettrice sempre attraverso la presenza di mucillagini. Entrambe le piante sono utilizzabili anche contro il reflusso gastr-esofageo, ovvero quando i succhi gastrici tendono a salire attraverso l’esofago. Meno conosciuta e probabilmente più difficile da recuperare è la barba di becco o Tragopogon pratensis, il cui infuso di radici viene usato per neutralizzare i leggeri bruciori di stomaco. Esistono poi moltissime altre piante che agiscono a livello delle mucose, ma sono più indicate per le mucose più facilmente raggiungibili come quella orale o le genitali, mentre per quella gastrica non hanno sufficiente resistenza e verrebbero meno una volta nello stomaco. Passiflora, melissa, camomilla, tiglio e biancospino sebbene non siano indicate contro la gastrite sono utili per allentare le tensioni nervose, lo stress e quindi di conseguenza anche l’acidità di stomaco dovuta a motivi psicologici piuttosto che a quelli patologici.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali cause dell'acidità di stomaco e come influisce lo stile di vita?
    L'acidità di stomaco, o pirosi, è spesso provocata da eccessi alimentari come grandi abbuffate, consumo di alcol e caffeina, nonché dal fumo. Tuttavia, lo stress legato al ritmo di vita moderno gioca un ruolo cruciale: aumenta la produzione di acido cloridrico e indebolisce le difese della mucosa. Inoltre, l'infezione da Helicobacter pylori, un batterio che vive nell'ambiente acido gastrico neutralizzando parzialmente l'acidità tramite ammoniaca, è responsabile della maggior parte delle gastriti croniche. Questo microrganismo danneggia la mucosa producendo enzimi specifici, portando potenzialmente a ulcere. Pertanto, la gestione del sintomo richiede non solo la correzione dietetica, ma anche il controllo dello stress e, in casi persistenti, la verifica della presenza batterica.
  • Come agiscono i farmaci antiacidi rispetto agli inibitori della pompa protonica?
    I farmaci antiacidi, disponibili anche senza ricetta (come bicarbonato di sodio o idrossidi di magnesio/alluminio), offrono un sollievo immediato ma temporaneo. Il loro meccanismo d'azione è puramente sintomatico: neutralizzano chimicamente l'eccesso di acido già presente nello stomaco, senza interferire con la produzione acida. Al contrario, gli inibitori della pompa protonica richiedono prescrizione medica e agiscono sulla causa fisiologica. Bloccano irreversibilmente le pompe cellulari responsabili della secrezione di protoni H+, riducendo drasticamente la produzione di acido gastrico finché le cellule non vengono rinnovate. Mentre gli antiacidi tamponano il sintomo, gli inibitori della pompa agiscono preventivamente sull'eccesso di acidificazione.
  • Quali piante medicinali sono più efficaci per proteggere la mucosa gastrica?
    Le piante più indicate per l'acidità di stomaco sono quelle ricche di mucillagini, sostanze gelatinose che formano una barriera protettiva impermeabile sulla mucosa gastrica, isolandola dall'aggressione dell'acido cloridrico. La Malva officinalis e l'Altea (entrambe delle Malvacee) sono eccellenti esempi: le loro mucillagini esercitano anche un'azione emolliente e lenitiva, risultando utili persino contro il reflusso gastroesofageo. Un'altra opzione meno nota è la Barba di Becco (Tragopogon pratensis), il cui infuso di radici aiuta a neutralizzare lievi bruciori. È importante notare che molte piante benefiche per le mucose orali o genitali non sono efficaci per lo stomaco, poiché le mucillagini verrebbero degradate dai succhi gastrici prima di poter agire.
  • È possibile utilizzare rimedi naturali anche per l'acidità di origine nervosa?
    Sì, quando l'acidità è scatenata da ansia, tensione o stress psicologico, l'intervento sulle cause emotive è fondamentale. Piante come la Passiflora, la Melissa, la Camomilla, il Tiglio e il Biancospino non agiscono direttamente neutralizzando l'acido, ma svolgono un'azione sedativa e rilassante sul sistema nervoso. Riducendo il carico di stress e l'ansia, diminuiscono indirettamente la stimolazione vagale che provoca la ipersecrezione acida gastrica. Questi rimedi sono particolarmente indicati nei casi in cui i sintomi peggiorano in situazioni di forte pressione emotiva o lavorativa, offrendo un approccio olistico che unisce il benessere mentale alla salute digestiva.

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