Senna

Caratteristiche della pianta

La Senna, ovvero la Cassia angustifolia o Cassia senna, è una della piante azione purgante più importanti e conosciute. A volte viene chiamata in modo improprio Cassia; questo nome però comunemente identifica la Cassia nomame, che seppur appartenendo allo stesso Genere, non ha le stesse proprietà.

Un tempo si pensava che esistessero due specie distinte: quella sudanese (C. senna o acutifolia) e quella Tinnevelly, dal nome della località indiana dove fu scoperta (C. indiana), ma gli studiosi le hanno poi riunite in una unica specie sebbene morfologicamente siano leggermente differenti . La Farmacopea Ufficiale, però, continua a mantenerle separate.

La Senna è un arbusto o un suffrutice di modeste dimensioni, della Famiglia delle Leguminose, che solo in rari casi riesce a raggiungere un’altezza di due metri.

Presenta foglie alterne composte, sono imparipennate, il cui numeroso varia da cinque a nove a seconda della subspecie. Visibilmente le foglie assomigliano a dei rametti sui quali sono disposte delle “foglie” una di fronte all’altra e una sull’apice di detto “rametto”. In pratica tutto il “rametto” è la foglia (similmente come sono quelle di rosa). Le singole “foglioline” sono ovoidali e a margine liscio.

I fiori sono riuniti in grappoli ascellari e terminali. Il calice si presenta con cinque elementi, pentamero, regolari. La corolla a cinque petali è di colore giallo con venature brunastre.

Il frutto è un legume lungo e secco che erroneamente viene chiamato bacello. Le due parti del legume sono piuttosto strette e ricurve e al loro interno sono presenti da sei a sette semi.

Senna

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Coltivazione e origine

L’origine della pianta è sicuramente afro-arabica; più precisamente della parte orientale dell’Africa, quella che confina con l’Arabia.

La sua coltivazione è diffusa anche per scopi ornamentali, dato che il suo fiore assomiglia a quelli del glicine o della ginestra.

Essendo di origine africana, la senna predilige i luoghi esposti al sole, ma riparati dai forti e freddi venti. Nonostante ciò riesce a sopportare bene anche le basse temperature.

Il terreno ideale è quello sciolto, composto da torba e sabbia, che dreni bene l’acqua. L’apporto idrico di cui abbisogno è veramente irrisorio, tanto che le sono sufficienti le quantità provenienti dalle piogge. Bisogna intervenire solamente nei periodi di lunga siccità o alte temperatura come in estate.

Se si desidera, si può concimare utilizzando un concime granulare complesso, preferendo quello più ricco in fosforo prima della fioritura in modo da aiutare la pianta a produrre fiori più belli.

Parti utilizzate

La droga della Senna sono le foglie, più precisamente sono solamente le foglioline in cui è suddivisa, senza la presenza del “rametto” che le mantiene unite.

tecniche di raccolta

Nelle grandi piantagioni la raccolta avviene con macchinari che tagliano la pianta senza alcuna distinzione, mentre nei piccoli appezzamenti sono gli operai a passare pianta per pianta e staccare le singole foglie con le forbici. In entrambi i casi, vi è una seconda operazione da effettuare in un secondo momento: quella di staccare le singole foglioline ed eliminare tutti i rametti.

Il prodotto cosi ottenuto passerà poi in un trituratore che li taglierà alla grandezza impostata per infusi o decotti, oppure in polverizzatore da cui si otterrà la polvere per compresse e capsule.


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Proprietà e uso nella storia

Sono poche le notizie storiche sulla Senna, per lo più di tradizione orale. È indubbio però che il suo impiego è sempre stato quello di tipo lassativo – purgante.

“La sena è ripiena di sali lisciviosi, che purgano benissimo l’umore malinconico, che è contenuto nelle parti basse, perché queste forti di rimedi discendono sempre”, così veniva descritto l’effetto dei decotti di Senna nel secolo scorso. Sempre in quel periodo veniva suggerito un rimedio purgante che veniva chiamato “decotto cattolico”.

descrizione dei principi attivi

Le Senna ha l’onore di possedere dei principi attivi particolarmente caratteristici, da non solo avergli dato il proprio nome, ma di averne battezzato anche la classe: i sennosidi.

Nella Cassia senna se ne riscontrano diversi e sono stati chiamati semplicemente sennoside A, B, C e D. Questi sono dei glucosidi antranoidi molti simili a quelli che si ritrovano in altre piante purganti come l’Aloe, il Rabarbaro e la Cascara.

È alta anche la percentuale di glucosidi, in modo particolare del pinitolo. Poi sono stati riscontrate presenze di flavonoidi, mucillagini (le responsabili dei dolori addominali causati dalla Senna) e ossalati di calcio.


Senna: Benefici e avvertenze

Purgante

L’effetto principale, nonché unico, ascritto a questa pianta è quello purgante. In dosi molto ridotte si può ottenere anche un effetto lassativo, meno potente, ma molto dipende anche dalla reazione personale che ogni individuo manifesta. La Senna esplica la sua azione a livello dell’intestino crasso, stimolando la peristalsi e così l’avanzamento del contenuto. La peristalsi però è dovuta all’azione irritante che gli antrachinoni della senna esercitano sulla mucosa dell’intestino. Praticamente l’effetto si sviluppa a causa di una vera e propria irritazione sull’intestino che conseguentemente spinge per espellere la sostanza irritante.

Omeopatia

Anche in omeopatia si fa uso della Senna, ma per questa medicina alternativa la tintura madre non si usa per ottenere un effetto lassativo, ma quello riequilibrante per problemi digestivi. In modo particolare va a curare le crisi di acetonemia, meglio noto come acetone, che si manifesta nei bambini.

Prodotti in commercio

Sebbene sia una pianta azione energica e drastica, il suo uso erboristico e farmaceutico in caso di stipsi è molto diffuso. I principali preparati erboristici sono infusi, decotti e marmellate. Spesso sono composti da una miscela contenente altre piante lassative come aloe, manna o frangola e altre che ne modificano il sapore, rendendolo più gradevole (fragola, malva e liquirizia).

Come specialità mediche, invece, sono più usate invece le compresse, ma ancor di più le capsule, che permettono di nascondere il sapore ed essere deglutite più facilmente. Per chi avesse problemi di deglutizione, invece, sono disponibili gli sciroppi.

Controindicazioni

È controindicata in caso di blocchi intestinali, emorroidi, cistiti, gravidanza, allattamento e infiammazioni del colon. In questi casi sarebbe opportuno prediligere piante purganti con una azione più leggere e meno irritante.

Avvertenze

Dato il modo di agire irritante della senna è sconsigliato un uso prolungato o l’uso elevato di prodotti a base di senna.

Perché la droga mantenga la sua efficacia è necessario che venga conservato al riparo dalla luce e dall’umidità.

È una pianta che può ricadere sia come uso farmaceutico che erboristico. La limite tra le due viene determinato sulla quantità di eterosidi idrossiantracenici (sennoside B): oltre il 2,5% è per uso farmaceutico, al di sotto può essere venduto in erboristeria.


  • senna pianta Il nome latino è Cassia angustifolia, o Senna alexandrina, a testimoniare come questa pianta venga talvolta attribuita a
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