Piante medicinali

Senna

La Senna, ovvero la Cassia angustifolia o Cassia senna, è una della piante azione purgante più importanti e conosciute. A volte viene chiamata in modo improprio Cassia.

di Redazione

11 aprile 2013

Caratteristiche della pianta

La Senna, ovvero la Cassia angustifolia o Cassia senna, è una della piante azione purgante più importanti e conosciute. A volte viene chiamata in modo improprio Cassia; questo nome però comunemente identifica la Cassia nomame, che seppur appartenendo allo stesso Genere, non ha le stesse proprietà. Un tempo si pensava che esistessero due specie distinte: quella sudanese (C. senna o acutifolia) e quella Tinnevelly, dal nome della località indiana dove fu scoperta (C. indiana), ma gli studiosi le hanno poi riunite in una unica specie sebbene morfologicamente siano leggermente differenti . La Farmacopea Ufficiale, però, continua a mantenerle separate. La Senna è un arbusto o un suffrutice di modeste dimensioni, della Famiglia delle Leguminose, che solo in rari casi riesce a raggiungere un’altezza di due metri. Presenta foglie alterne composte, sono imparipennate, il cui numeroso varia da cinque a nove a seconda della subspecie. Visibilmente le foglie assomigliano a dei rametti sui quali sono disposte delle “foglie” una di fronte all’altra e una sull’apice di detto “rametto”. In pratica tutto il “rametto” è la foglia (similmente come sono quelle di rosa). Le singole “foglioline” sono ovoidali e a margine liscio. I fiori sono riuniti in grappoli ascellari e terminali. Il calice si presenta con cinque elementi, pentamero, regolari. La corolla a cinque petali è di colore giallo con venature brunastre. Il frutto è un legume lungo e secco che erroneamente viene chiamato bacello. Le due parti del legume sono piuttosto strette e ricurve e al loro interno sono presenti da sei a sette semi.

Coltivazione e origine

L’origine della pianta è sicuramente afro-arabica; più precisamente della parte orientale dell’Africa, quella che confina con l’Arabia. La sua coltivazione è diffusa anche per scopi ornamentali, dato che il suo fiore assomiglia a quelli del glicine o della ginestra. Essendo di origine africana, la senna predilige i luoghi esposti al sole, ma riparati dai forti e freddi venti. Nonostante ciò riesce a sopportare bene anche le basse temperature. Il terreno ideale è quello sciolto, composto da torba e sabbia, che dreni bene l’acqua. L’apporto idrico di cui abbisogno è veramente irrisorio, tanto che le sono sufficienti le quantità provenienti dalle piogge. Bisogna intervenire solamente nei periodi di lunga siccità o alte temperatura come in estate. Se si desidera, si può concimare utilizzando un concime granulare complesso, preferendo quello più ricco in fosforo prima della fioritura in modo da aiutare la pianta a produrre fiori più belli. Parti utilizzate La droga della Senna sono le foglie, più precisamente sono solamente le foglioline in cui è suddivisa, senza la presenza del “rametto” che le mantiene unite. tecniche di raccolta Nelle grandi piantagioni la raccolta avviene con macchinari che tagliano la pianta senza alcuna distinzione, mentre nei piccoli appezzamenti sono gli operai a passare pianta per pianta e staccare le singole foglie con le forbici. In entrambi i casi, vi è una seconda operazione da effettuare in un secondo momento: quella di staccare le singole foglioline ed eliminare tutti i rametti. Il prodotto cosi ottenuto passerà poi in un trituratore che li taglierà alla grandezza impostata per infusi o decotti, oppure in polverizzatore da cui si otterrà la polvere per compresse e capsule.

Proprietà e uso nella storia

Sono poche le notizie storiche sulla Senna, per lo più di tradizione orale. È indubbio però che il suo impiego è sempre stato quello di tipo lassativo – purgante. “La sena è ripiena di sali lisciviosi, che purgano benissimo l’umore malinconico, che è contenuto nelle parti basse, perché queste forti di rimedi discendono sempre”, così veniva descritto l’effetto dei decotti di Senna nel secolo scorso. Sempre in quel periodo veniva suggerito un rimedio purgante che veniva chiamato “decotto cattolico”. descrizione dei principi attivi Le Senna ha l’onore di possedere dei principi attivi particolarmente caratteristici, da non solo avergli dato il proprio nome, ma di averne battezzato anche la classe: i sennosidi. Nella Cassia senna se ne riscontrano diversi e sono stati chiamati semplicemente sennoside A, B, C e D. Questi sono dei glucosidi antranoidi molti simili a quelli che si ritrovano in altre piante purganti come l’Aloe, il Rabarbaro e la Cascara. È alta anche la percentuale di glucosidi, in modo particolare del pinitolo. Poi sono stati riscontrate presenze di flavonoidi, mucillagini (le responsabili dei dolori addominali causati dalla Senna) e ossalati di calcio.

Benefici e avvertenze

Purgante L’effetto principale, nonché unico, ascritto a questa pianta è quello purgante. In dosi molto ridotte si può ottenere anche un effetto lassativo, meno potente, ma molto dipende anche dalla reazione personale che ogni individuo manifesta. La Senna esplica la sua azione a livello dell’intestino crasso, stimolando la peristalsi e così l’avanzamento del contenuto. La peristalsi però è dovuta all’azione irritante che gli antrachinoni della senna esercitano sulla mucosa dell’intestino. Praticamente l’effetto si sviluppa a causa di una vera e propria irritazione sull’intestino che conseguentemente spinge per espellere la sostanza irritante. Omeopatia Anche in omeopatia si fa uso della Senna, ma per questa medicina alternativa la tintura madre non si usa per ottenere un effetto lassativo, ma quello riequilibrante per problemi digestivi. In modo particolare va a curare le crisi di acetonemia, meglio noto come acetone, che si manifesta nei bambini. Prodotti in commercio Sebbene sia una pianta azione energica e drastica, il suo uso erboristico e farmaceutico in caso di stipsi è molto diffuso. I principali preparati erboristici sono infusi, decotti e marmellate. Spesso sono composti da una miscela contenente altre piante lassative come aloe, manna o frangola e altre che ne modificano il sapore, rendendolo più gradevole (fragola, malva e liquirizia). Come specialità mediche, invece, sono più usate invece le compresse, ma ancor di più le capsule, che permettono di nascondere il sapore ed essere deglutite più facilmente. Per chi avesse problemi di deglutizione, invece, sono disponibili gli sciroppi. Controindicazioni È controindicata in caso di blocchi intestinali, emorroidi, cistiti, gravidanza, allattamento e infiammazioni del colon. In questi casi sarebbe opportuno prediligere piante purganti con una azione più leggere e meno irritante. Avvertenze Dato il modo di agire irritante della senna è sconsigliato un uso prolungato o l’uso elevato di prodotti a base di senna. Perché la droga mantenga la sua efficacia è necessario che venga conservato al riparo dalla luce e dall’umidità. È una pianta che può ricadere sia come uso farmaceutico che erboristico. La limite tra le due viene determinato sulla quantità di eterosidi idrossiantracenici (sennoside B): oltre il 2,5% è per uso farmaceutico, al di sotto può essere venduto in erboristeria.

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Domande frequenti

  • Come agisce esattamente la Senna sull'intestino e perché può causare crampi?
    La Senna esercita il suo effetto purgante stimolando la motilità intestinale attraverso un meccanismo irritativo. I suoi principi attivi, gli antrachinoni (in particolare i sennosidi), entrano in contatto con la mucosa del colon, provocando una lieve irritazione che accelera la peristalsi e favorisce l'espulsione delle feci. Questa stessa azione irritativa sulle pareti intestinali è spesso responsabile degli effetti collaterali più comuni, come dolori addominali e crampi. Pertanto, la sua efficacia è diretta ma richiede cautela nell'utilizzo per evitare disagi gastrointestinali significativi.
  • Quali sono le principali controindicazioni e quando è vietato assumere la Senna?
    L'assunzione di Senna è severamente controindicata in diverse condizioni cliniche specifiche. Non deve essere utilizzata in caso di ostruzioni intestinali, poiché potrebbe aggravare il blocco; durante la gravidanza e l'allattamento, per i rischi potenziali sul feto o sul neonato; e in presenza di emorroidi, cistiti o qualsiasi forma di infiammazione del colon. In questi casi, l'azione irritante della pianta potrebbe peggiorare i sintomi. Si consiglia sempre di consultare un medico e di optare per alternative più blande se si rientra in queste categorie di rischio.
  • È sicuro usare la Senna per lunghi periodi per combattere la stitichezza cronica?
    No, l'uso protratto della Senna è fortemente sconsigliato. Poiché il suo meccanismo d'azione si basa sull'irritazione della mucosa intestinale, un consumo continuativo può portare a dipendenza fisica, indebolimento naturale della muscolatura intestinale e squilibri elettrolitici dovuti alla perdita eccessiva di liquidi. Inoltre, l'esposizione cronica agli antrachinoni può causare melanosi coli, una colorazione scura della parete intestinale. Per la stitichezza occasionale è efficace, ma per problemi cronici è necessario rivolgersi a uno specialista per terapie più adatte e sicure.
  • In quali forme commerciali è disponibile la Senna e qual è la più indicata?
    La Senna è reperibile in varie forme: infusi, decotti, marmellate lassative, compresse, capsule e sciroppi. Le formulazioni in capsule sono spesso preferibili perché mascherano il sapore amaro e sgradevole tipico della pianta, facilitando l'ingestione. Gli sciroppi rappresentano un'ottima alternativa per chi ha difficoltà a deglutire le pillole. Spesso i prodotti contengono miscele con altre erbe (come malva o liquirizia) per migliorare il gusto e mitigare l'irritazione. La scelta dipende principalmente dalle preferenze personali e dalla capacità di ingestione.
  • Qual è la differenza tra Senna e Cassia e come si riconosce la droga corretta?
    Spesso c'è confusione terminologica: la Senna corretta è *Cassia angustifolia* o *Cassia senna*, mentre il termine generico 'Cassia' viene talvolta usato impropriamente per riferirsi ad altre specie come la *Cassia nomame*, priva delle stesse proprietà purganti. La droga officinale è costituita esclusivamente dalle foglioline, separate dal rachide centrale (il rametto). Per garantire qualità e sicurezza, i prodotti farmaceutici devono contenere almeno il 2,5% di sennoside B, distinguendoli dai prodotti erboristici generici. Verificare sempre l'etichetta per assicurarsi di acquistare la specie corretta.

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