anice stellato

Piante medicinali

Anice stellato

L'anice stellato è una pianta medicinale molto utilizzata nelle problematiche digestive ed intestinali. In commercio si trova sotto forma di compresse o di olio essenziale.

di Redazione

02 giugno 2012

Generalità e caratteristiche della pianta

L’Anice stellato prende questo nome dalla forma della sua infruttescenza che ha per l’appunto la forma di una stella che può avere da otto a dodici punte. Oltre che con questo nome è conosciuto anche come Badiana della Cina, traduzione simile si ha anche in inglese, Chinese anice o Star anise, francese, Anis etoile o Badiane, e spagnolo con Anis de la China o Anis estrellado. Sternanis in tedesco. Il suo nome botanico è Illicium stellatum L. o Illicium verum H. (Hooker) che deriva dal latino illicere, cioè allettare (per l’intenso profumo dei suoi frutti) e verum, cioè vero. Fa parte della famiglia delle Illiciaceae o Magnoliacee, che comprende piante di origine esotiche . È una pianta legnosa, con la corteccia bianco-grigiastra, che si può presentare sotto forma di arbusto, ma la maggior parte delle volte è un albero, di diversi metri di altezza; caratteristica di questa pianta è la forma che prende durante l’accrescimento: a piramide. Le foglie sono semplici ed isolate con forma ovalo-lanceolate; lucide e persistenti, ne fanno un albero sempreverde. All’ascella delle foglie crescono i fiori di colore bianco-gialli oppure rosati. Il perianzio è a composto da 15 pezzi inseriti a spirale. Gli stami sono numerosi, mentre i carpelli sono 8-12. Questi una volta avvenuta la fecondazione daranno origine ai follicoli, ognuno dei quali conterrà un solo seme, del frutto a forma stellata. I follicoli del frutto sono duri e rugosi, di colore rossastro e a forma di carena di nave. Nel loro mesocarpo sono contenute le molecole odorose e dal gusto di anice. I semi al contrario sono insapori ed inodori. La loro forma è ovoidale, sono lisci e di colore marron chiaro. Non hanno alcuna appendice acuminata o uncino come invece ha il velenoso anice del Giappone, con il quale si tendono a confondere (ed ad usare nelle sofisticazioni. Per questo è pressoché imperativo utilizzare solamente materiale di provenienza certa).

Tecniche di coltivazione e raccolta

Originario del sudest asiatico, più precisamente del sud della Cina e del settentrione del Vietnam. Questa pianta è stata da sempre diffusa in Estremo Oriente, India, Giappone compresi, mentre in Europa è stata introdotta nel VI secolo, soprattutto per opera degli inglesi. La coltivazione dell’anice stella è ancora molto diffusa nei paesi di origine. Oggi anche lo si coltiva anche in Europa, dove una esposizione al sole o anche in ombra parziale fa si che cresca rigoglioso. Il terreno deve essere acidofilo e ricco di humus. Bisogna innaffiarlo spesso affinché il terreno rimanga umido, ma senza esagerare per non creare dei ristagni idrici; in tal caso un buon drenaggio aiuta. La tecnica di raccolta è molto simile a quella che avviene da noi per la raccolta delle olive. Una volta che i frutti sono maturi, si stende un telo che abbia una trama abbastanza fitta da non far passare le “stelle”. Dopodichè di battono le fronde dell’albero per far si che i frutti maturi caschino a terra, da dove poi verranno raccolti. In questo processo, molti semi vengono persi poiché le carene che li contengono si aprono a maturazione. Comunque si procede ad un esame visivo ed ad un intervento manuale se ci fosse bisogno. Infine si lasciano asciugare all’aria, ma al riparo dal contatto diretto con i raggi solari che potrebbero alterarne la qualità. La droga di questa pianta sono i frutti a forma di stella che erroneamente si tende a chiamare semi. In realtà i semi veri e propri si scartano perché sono senza odore o sapore.

Proprietà e benefici

Utilizzato da sempre in Cina e in Giappone, luoghi dove è sacro, l’anice stellato veniva bruciato davanti alla pagode sin dai tempi della Dinastia imperiale cinese Sung (960-1279). Da sempre usato come aromatizzante, al posto dell’anice, ma anche come eupeptico e digestivo. In medicina popolare è usato come galattagogo, ma l’intensità del suo aroma (oltre alla possibile tossicità per il neonato) può essere trasferito al latte e non essere gradito al neonato, per cui oggi se ne sconsiglia l’uso per tale impiego L’aroma dei frutti è dovuto alla presenza di olio essenziale contenuto nel mesocarpo (cioè nella parte interna) delle carene che compongono il frutto. Per composizione, proprietà e usi è spesso usato in vece di quello di anice nostrano, ma ne differisce per odore e sapore. L’estrazione in corrente di vapore dà una resa del 5-8%, decisamente non poco, e l’olio essenziale che se ne estrae è ricco di trans-anetolo (può arrivare al 90% del totale). Gli altri componenti sono fellandrene, limonane, cineolo estrapolo e metilcarvicolo (derivato dell’anetolo). Eupeptico stomachico Come l’anice nostrano, anche quello stellato presenta capacità eupetico-digestive interessanti, che trovano applicazione proprio nelle preparazioni che aiutano la digestione. carminativo L’anice stellato ha la capacità di eliminare i gas che si formano nello stomaco e nell’intestino. Qui impedisce anche le fermentazioni intestinali che creano i gas. Bronco secretolitico Usato nelle flogosi delle mucose delle vie respiratorie risulta essere un ottimo secretolitico del muco, facilitandone cosi l’eliminazione e aiutando la respirazione. Spasmolitico Nel tratto gastroenterico, riesce a svolgere anche una azione spasmolitica sulla muscolatura, riportando l’armonia nelle contrazioni e quindi riuscendo a stimolare la peristalsi nei casi atonie intestinali.

Prodotti e avvertenze

In commercio si trovano flaconi di olio essenziale, da conservare al riparo dalla lucee che potrebbe alterare la composizione. Per lo più però sono usate compresse, capsule e polveri in associazione ad altre erbe, destinate ad un problema specifico Controindicazioni e avvertenze Non superare le dosi consigliate. Evitare l’uso in stato di gravidanza o di allattamento in quanto l’anetolo si potrebbe trasferire al neonato creando problemi di tossicità (essendo piccolo e senza difese immunitarie, anche piccole dosi che ad un adulto non fanno male, potrebbero essere dannose al neonato). Bisogna prestare attenzione a non confonderla con l’anice stellato giapponese (Illicium religiosum o shikimi, volgarmente detto anice stellato bastardo) che è altamente tossica. I semi sono molto simili, ma quelli dell’anice stellato giapponese sono più piccoli, tondeggianti e presentano un uncino, assente nei semi dell’anice vero. Ad alti dosaggi risulta essere uno stupefacente e un veleno nervino.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra anice stellato vero e anice stellato giapponese?
    È fondamentale distinguere l'Illicium verum (vero anice stellato) dall'Illicium religiosum (anice stellato giapponese o shikimi), quest'ultimo altamente tossico. La differenza principale risiede nei semi: quelli del vero anice stellato sono lisci, marroni chiari e privi di uncini, mentre quelli del Giappone sono più piccoli, tondeggianti e presentano un caratteristico uncino. Inoltre, l'anice stellato giapponese contiene anisatina, una sostanza neurotossica che può causare convulsioni, specialmente nei bambini. Per sicurezza, acquistate sempre prodotti da fonti certificate e verificatene l'origine.
  • Quali sono i principali benefici digestivi dell'anice stellato?
    L'anice stellato agisce principalmente come eupeptico, carminativo e spasmolitico. Come eupeptico, facilita la digestione dei cibi pesanti; come carminativo, elimina i gas intestinali e previene le fermentazioni nocive che li generano. Grazie alla sua azione spasmolitica, rilassa la muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, armonizzando le contrazioni e stimolando la peristalsi in caso di atonia intestinale. Queste proprietà lo rendono un alleato efficace contro gonfiore addominale, crampi e difficoltà digestive post-prandiali.
  • Perché è sconsigliato l'uso dell'anice stellato durante l'allattamento?
    Sebbene tradizionalmente considerato un galattagogo, l'uso dell'anice stellato durante l'allattamento è oggi sconsigliato. Il motivo principale è la presenza di anetolo nell'olio essenziale, che può trasferirsi nel latte materno. Questo trasferimento può impartire un sapore sgradevole al latte, rendendolo rifiutato dal neonato. Inoltre, i lattanti hanno sistemi enzimatici immaturi e difese immunitarie deboli: anche piccole quantità di composti presenti nell'erba possono risultare tossiche o pericolose per la loro salute, a differenza degli adulti.
  • Come si riconosce e si conserva correttamente l'olio essenziale di anice stellato?
    L'olio essenziale di anice stellato si ottiene per distillazione in corrente di vapore dai frutti e ha un profumo intenso simile all'anice comune, ma con sfumature diverse dovute all'alto contenuto di trans-anetolo (fino al 90%). Si presenta come un liquido limpido. Per preservarne le proprietà aromatiche e chimiche, va conservato rigorosamente al riparo dalla luce diretta e dal calore, preferibilmente in bottiglie di vetro scuro ben tappate. L'esposizione alla luce può alterare rapidamente la composizione dell'olio, riducendone l'efficacia terapeutica e aromatica.
  • L'anice stellato ha effetti sulle vie respiratorie?
    Sì, l'anice stellato possiede proprietà bronco-secretolitiche utili per le vie respiratorie. In caso di flogosi delle mucose respiratorie, favorisce la fluidificazione e l'eliminazione del muco accumulato nei bronchi. Questo effetto secretolitico aiuta a liberare le vie aeree, facilitando la respirazione e riducendo la tosse produttiva. Viene spesso utilizzato in fitoterapia per supportare la risoluzione di raffreddori e bronchiti, agendo in sinergia con altre piante espettoranti per migliorare il drenage bronchiale.

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