iperico

Generalità e caratteristiche della pianta

L’iperico è una delle piante medicinale più attive sui processi fisiologici del nostro organismo tanto che ne è stato vietato l’utilizzo da parte degli erboristi se i suoi principi attivi sono superiori ad uno stabilito limite. Oltre questi, gli unici professionisti autorizzato al suo uso sono i medici e i farmacisti, anche se magari non sanno a cosa serve e con quali farmaci interagisce; per questo, me abbiamo sempre ripetuto in questo sito, è doveroso da parte di un utente rivolgersi a professionisti competenti.

L’origine del suo nome, Hypericum perforatum L. cambia a seconda delle fonti. Tutte possono essere vere, ma nessuna ha la certezza di esserlo. Linneo fece derivare il nome hypericum dal greco ύπερεικον probabilmente composta da ύπερ = sopra e da είκών = immagine, senza però specificare a quale immagine si riferisse. Da un’interpretazione dei vocaboli e una comparazione dall’uso di questa pianta, alcuni traducono il nome come “allontano, scaccio” “le immagini, gli spiriti”, poiché si appendevano mazzetti di iberico sull’uscio della casa per allontanarne gli spiriti maligni, da cui un suo nome volgare cacciadiavoli.

Decisamente certo invece è il significato del nome specifico, perforatum, in relazione alla caratteristiche punteggiature nere che lo fanno sembrare traforato, bucato, perforato.

Nella lingua anglosassone viene definito come common Saint John’s wort, i francesi lo hanno battezzato come millepertuis officinale, i tedeschi come tupfel-hartheu.

Il nome inglese, tradotto alla lettera, significa “erba di San Giovanni”, nome comune che viene usato spesso anche in Italia per identificare l’iperico. Altri appellativi sono cacciadiavoli, pelico, millebuchi, erba pertusa, erba trona, erba dell’olio rosso, solo per citarne alcuni

Pianta erbacea perenne, legnosa alla base, ma flessibile e resistente nelle parti più giovani del caule, che può arrivare anche al metro di altezza. Nel fusto glabro e angoloso si individuano anche due nervature salienti.

Le foglie sono opposte, ovali, a margine intero e sessili. Presentano dei punti neri ai margini (ghiandole) e numerosi punti traslucidi nella pagina, che sono le tasche secretrici.

I fiori presentano 5 petali ben separati tra di loro, di un lucente colore giallo-oro, dai quali sembrano esplodere verso l’esterno una miriade, da 50 a 60 per l’esattezza, di lunghissimi stami.

Il frutto, una capsula trilobata ovoidale, contiene numerosi e piccolissimi semi.

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Origine e coltivazione

Il fiore di iperico Pianta originaria del sud dell’Europa e del Medio Oriente, oggi si trova diffusa, oltre che in queste zone, anche nel nord dell’Africa, Asia e nord America.

Si trova lungo campi incolti o le strade, o lungo le siepi, ma sempre dove il terreno è soleggiato e tendenzialmente asciutto. È una pianta rustica che si adatta facilmente a tutti i tipi di terreno, climi e altitudini. La sua coltivazione non risulta perciò particolarmente difficoltosa sia che sia effettuata in campo che più semplicemente in vaso come sola pianta da abbellimento.

Bisogna però innaffiare abbondantemente, senza ristagni però, e concimare quando si mettono a dimora giovani piantine, per potergli dare il sostentamento adeguato per la radicazione.

La miglior tecnica di propagazione è quella della talea cespugliosa, ma se si ha tempo e pazienza, data la scarsa germinazione dei semi, si può tentare la semina diretta. Per quest’ultima bisogna lavorare finemente il terreno, a causa delle minuscole dimensioni del seme, che poi deve essere depositato sul terreno o leggermente coperto, ma non interrato, poiché per germinare abbisogna della luce.

È un’erba conosciuta sin dall’antichità e “dedicata” a San Giovanni. Una leggenda dice che le macchie scure che si intravedono in controluce, siano il sangue di San Giovanni che macchiò questa pianta quando il Santo fu decapitato.

Nell’antichità si appendevano mazzetti di iberico alla porta per scacciare i diavoli e gli spettri. Si portavano anche rametti sotto le vesti, per lo stesso motivo, oppure si mettevano sotto il cuscino perché non si avessero incubi.

Meno leggenda e più storico è il fatto che riporta che i Cavalieri di San Giovanni, divenuti poi Cavalieri di Malta, curassero i propri feriti durante la Prima Crociata proprio con i fiori di iperico, che in quei luoghi cresceva abbondante. Utilizzo che oggi è stato ampiamente confermato e validato.

L’utilizzo dell’iperico per curare le ferite ed ustioni si è poi tramandato nei secoli a seguire. Nel 1700 erano ampiamente diffusi i rimedi all’olio, la tintura e anche il balsamo e gli impiastri.

La droga di questa pianta sono le foglie e le sommità fiorite, che vengono raccolta tra giugno e settembre quando stanno sbocciando i fiori. Una così ampia finestra per il tempo balsamico è data per il fatto che in non tutte le latitudini si ha una contemporanea fioritura allo stesso tempo.

La raccolta su piccoli appezzamenti può avvenire tranquillamente a mano, mentre nelle grandi estensioni è consigliato l’uso di macchinari meccanici come le falciatrici-raccoglitrici.

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iperico: Proprietà e benefici

pianta officinale -ipericoTra i principi attivi troviamo degli diantrachinoni specifici di questa pianta, quale l’ipericina e i suoi derivati, da non trascurare la presenza di flavonoidi semplici, quali la rutina, l’iperoside e laquercetina.

Presenti anche i tannini, che costituiscono più del 10% dei componenti, e l’olio essenziale.

Degna di nota è la presenza di una molecola specifica dell’iperico, l’iperforina, che ha un’attività antibiotica.

In secondo piano, ma sempre presenti, ci sono vitamina C, carotene, colina, acido caffeico e pectina.

Benefici

Cicatrizzante

È l’attività principale e più utilizzata di questa pianta. Il suo infuso è impiegato per la pulizia e la disinfezione di piaghe da decubito, ferite, ustioni ed ecchimosi. Allo stesso scopo potrebbe essere usato l’olio essenziale, ma questo tende a provocare reazioni di irritazione, mentre si può tranquillamente sostituire con l’olio di iperico (ottenuto dalla macerazione in olio di oliva, di girasole o di grano).

Antidepressivo

Come uso interno ha avuto effetti sorprendenti come antidepressivo (per questo scopo può essere consigliato solo dai medici). Si è notato che rallenta il riassorbimento cellulare della serotonina, dopamina e noradrenalina, tutte molecole che regolano il nostro umore, determinando in assenza di esse lo stato di depressione. I risultati clinici hanno dimostrano una sua efficacia comparabile ai triciclici, i farmaci di prima scelta contro la depressione.

antidiarroico

Sempre per uso interno, ma questa volta con possibilità di utilizzo erboristico, l’iperico esplica un’azione positivo nel contrastare attacchi di diarrea, grazie alla massiccia presenza dei tannini.

Prodotti in commercio

Ampiamente diffusa nella mercato italiano erboristico, lo ritroviamo sotto forma di droga tagliata o polverizzata per la preparazione di tisane, sia per uso interno che esterno.

Per il trattamento di scottature e piaghe si trovano flaconi già pronti di olio di iperico.

Meno diffuso e da utilizzare con più cautela, l’olio essenziale.

Controindicazioni e avvertenze

L’utilizzo intenso dell’olio di iperico su pelli chiari potrebbe far insorgere macchie cutanee se la pelle venisse esposta al sole. Questo sgradito effetto è causato della ipericina, fotosensibile ai raggi solari.



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