Caratteristiche della pianta
Rauwolfia serpentina Benth è una delle piante esotiche ritenute dal Ministero della salute molto attive da un punto di vista fisiologico nonostante la sua alta tossicità. Per questo motivo il suo utilizzo non solo è proibito nell’ambito alimentare e erboristico, ma è anche altamente limitato nell’uso medico terapeutico come pianta in se. È invece fonte naturale per l’estrazione della reserpina, alcaloide usato in importanti farmaci. La Rauwolfia, oltre che con questo nome, è conosciuta anche come reserpina; non è indicare semplicemente con il solo nome di serpentina poiché questo è un aggettivo che si ritrova spesso in molte piante che in comune hanno solamente la tortuosità della radice, simile allo strisciare del serpente; cosa che invece non è tipica della rauwolfia. Altri nomi sono Java devil pepper in inglese, ma più facilmente è nota come Nakultkanda, nome indiano, Sarpagandha, in hindi. Raramente Nakuli, dal sanscrito. Questa pianta, che fa parte della Famiglia delle Apocinacee, si presenta sotto forma di piccolo arbusto sempreverde con una altezza che arriva a mala pena al metro. La radice è piuttosto grossa per essere un piccolo arbusto, in forma di segmenti cilindrici, tortuosi e con striature longitudinali per tutta la loro lunghezza. Le foglie sono verticillinate, ovvero raggruppate, da tre a cinque. Sono intere, oblunghe e acute. I fiori sono per lo più bianchi, ma in alcuni esemplari possono tendere al rosato molto leggero. Presentano un lungo tubo corollino pentalobato. Il frutto è una drupa doppia, di colore nero a maturità e di forma ovoidale. Al suo interno contiene solamente un seme.
Coltivazione e origine
L’origine della Rauwolfia è stata chiaramente identificata in India, dove per secoli è stata una delle principali piante usate dalla medicina ayurvedica. La sua diffusione spontanea, però, non è solamente limitata a questo paese, ma si estende anche in quelli limitrofi, come il Pakistan, Ceylon, Malesia e Thailandia. L’habitat da ricreare per una coltivazione ideale è ovviamente quello che riproduce il clima tropicale e sub-tropicale tipico dei paesi d’origine. Abbisogna di una buona quantità di acqua, ma non devono crearsi ristagni, quindi è necessario aggiungere della sabbia ai terreni troppo compatti, oppure alcuni cocci di vaso o pietrisco se si coltiva in vaso. Il pH del terreno deve essere leggermente acido, 5,5 – 6. Se non fosse a disposizione, lo si può “modificare” aggiungendo opportuni acidificanti per terra a base di ferro e zolfo, seguendo le istruzioni d’uso o chiedendo lumi ai più esperti, altrimenti si rischierebbe non solo di non riuscire a coltivare la pianta, ma addirittura di rendere inutilizzabile il terreno per un po’ di tempo. Per il trapianto da vaso a campo aperto, il periodo ideale è quello del fine inverno – inizio primavera, quando oramai il freddo invernale è ormai mitigato dall’entrante temperata primavera. Parti utilizzate Le parti che sono considerati droga della pianta sono le radici e rizoma. Però non è raro che nelle miscele utilizzate dalla medicina ayurvedica entrin a far parte anche frammenti di corteccia. Le radici si presentano di colore grigio-giallastri e si spezzano con una frattura irregolare. Il sapore è amaro e l’odore lievo. tecniche di raccolta La raccolta prevede lo sradicamento dell’intera pianta per il prelevamento delle radici, che non sarebbe possibile in altre maniere. Nelle coltivazioni estensive destinate all’industria estrattiva della reserpina, si impiegano macchinari che con apposite lame dissotterrano le piante, portando all’aria le radici, e al contempo stesso raccogliendole. Solamente dopo si separano le radici dal resto della pianta.
Proprietà e uso nella storia
L’uso nella storia della Rauwolfia è relegato alle regioni di origine. Da sempre la medicina ayurvedica, la tipica medicina indiana, ha sfruttato il potere farmacologico della sedazione nelle psicopatie, che le sue tisane posseggono. Il nome di serpentina deriva da un altro uso tipico che si fa in India: quello di usarla nelle pozioni contro i morsi dei serpenti, ma anche di ratti e scorpioni. Tutti animali di cui si riscontra una popolazione molto numerosa e problematica in India. descrizione dei principi attivi come detto il principale costituente della Rauwolfia è un alcaloide che è stato battezzato reserpina. Ma non è il solo, in questa pianta ne sono stati isolati ben trenta, che sono stati in tre diversi gruppo di appartenenza. Tra i vari alcaloidi, dopo la reserpina, è la ajmalina quello che riveste un interessante e considerato ruolo farmacologico, dato che è la sua struttura chimica e la sua azione è molto simile al quelle della chinidina, alcaloide utilizzato nel trattamento delle aritmie cardiache. Altri importanti alcaloidi presenti sono la aimalicina, la ajmalinina e la serpentina.
Benefici e avvertenze
Sedativo La reserpina, se somministrata a piccolissime dosi, agisce sul livello nervoso centrale e su quello simpatico, sia come sedativo che tranquillante negli stati eccitatori o come riequilibrante in quelli di psicosi o schizofrenie. Ipotensivo L’azione della reserpina ha la sua applicazione migliore nell’abbassare la pressione, nei casi di ipertensione, poiché agisce sui centri regolatori della pressione. Questo uso è però diminuito con la scoperta di nuovi farmaci che comportano minori effetti indesiderati. La sua presenza è però ancora riscontrabile, a base dosi, in associazione con molecole diuretiche, sempre in farmaci contro la pressione alta. Veterinaria Per uso esclusivamente veterinario sono presenti delle preparazioni ideali per la sedazione di animali di grossa taglia, come cavalli e mucche. Prodotti in commercio Difficilmente si troveranno in commercio farmaci contenenti reserpina, visto che in Italia sono stati ritirati per gli effetti collaterali. Cosi come non si troveranno parti di pianta per uso erboristico o alimentare in quanto vietate data l’evidente e comprovata azione farmacologica. Controindicazioni La Rauwolfia è controindicata in stati depressivi, anche leggeri, e ulcere gastriche. Evitare anche se si soffre di ricorrenti bruciori di stomaco, dato che aumenta la produzione di acido gastrico. È da evitare accuratamente in caso di gravidanza e di allattamento. Avvertenze Gli effetti indesiderati della Rauwolfia sono molti e importanti: sonnolenza, bradicardia, salivazione, nausea, ipersecrezione gastrica, disfunzioni endocrine di tipo sessuali. Può indurre stati depressivi molto gravi.
Domande frequenti
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La Rauwolfia serpentina può essere utilizzata liberamente come integratore erboristico per abbassare la pressione?No, l'utilizzo della Rauwolfia serpentina come integratore o rimedio erboristico è severamente vietato. Questa pianta è estremamente attiva e tossica, contenente reserpina e altri alcaloidi potenti. In Italia e in molti altri paesi, le parti della pianta per uso alimentare o erboristico sono proibite a causa degli seri effetti collaterali che possono causare, tra cui depressione grave, bradicardia e ulcere gastriche. L'unico uso consentito è strettamente medico, sotto controllo specialistico, per l'estrazione industriale della reserpina, anch'essa oggi poco utilizzata a favore di farmaci più sicuri.
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Quali sono i principali effetti collaterali associati alla reserpina estratta dalla Rauwolfia?Gli effetti indesiderati della reserpina e della Rauwolfia sono significativi e possono coinvolgere diversi sistemi corporei. Tra i più comuni vi sono sonnolenza marcata, bradicardia (rallentamento del battito cardiaco), aumento della salivazione e nausea. Un effetto particolarmente critico è l'aumento della secrezione acida gastrica, che può aggravare o provocare ulcere e bruciore di stomaco. Inoltre, la reserpina è nota per poter indurre stati depressivi gravi, rendendo il suo impiego clinico attuale molto limitato e riservato a casi specifici dove i benefici superano i rischi.
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Perché la Rauwolfia era chiamata 'serpentina' e qual era il suo uso tradizionale in India?Il nome 'serpentina' deriva principalmente da due fattori. In primo luogo, la radice della pianta presenta una forma tortuosa e striata che ricorda visivamente il movimento di un serpente. In secondo luogo, nella tradizione ayurvedica indiana, la pianta era utilizzata in pozioni specifiche per contrastare i morsi di serpenti, ratti e scorpioni, animali comuni nelle zone di origine. Storicamente, la medicina ayurvedica sfruttava le proprietà sedative della Rauwolfia per trattare disturbi psichiatrici e stati di eccitazione nervosa, attribuendole poteri protettivi contro le punture velenose.
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È possibile coltivare la Rauwolfia serpentina in giardino in Italia?Tecnicamente è possibile coltivare la Rauwolfia serpentina, ma richiede condizioni climatiche specifiche difficili da replicare nel nostro Paese. Originaria dell'India e delle aree tropicali/subtropicali, questa pianta necessita di un clima caldo e umido, con un pH del terreno leggermente acido (tra 5,5 e 6,0). Richiede annaffiature costanti senza ristagni idrici e protezione dal gelo rigido. Poiché la raccolta comporta lo sradicamento dell'intera pianta per ottenere le radici, e considerando la sua tossicità e la illegittimità del suo uso personale, la coltivazione rimane un'operazione complessa e sconsigliata per fini terapeutici.
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In quali casi medici viene ancora considerata l'uso della reserpina?Oggi l'uso della reserpina è fortemente ridotto rispetto al passato, sostituita da farmaci antipertensivi e psicotropi con minori effetti collaterali. Tuttavia, può ancora essere impiegata, spesso in associazione con diuretici, per il trattamento dell'ipertensione arteriosa resistente ad altre terapie. Viene inoltre utilizzata, seppur con cautela, in alcune forme di psicosi o schizofrenia per il suo potente effetto sedativo e tranquillante sul sistema nervoso centrale e simpatico. L'uso veterinario, invece, è più diffuso per la sedazione di grandi animali come bovini ed equini, dove i rischi per la salute umana non sono rilevanti.



