Noce vomica

Caratteristiche della pianta

La noce vomica, che in botanica viene chiamata Strychnos nux vomica, è una particolare pianta del genere Strychnos, caratterizzata dalla presenza di stricnina, e della Famiglia delle Loganiacee, il cui margine tra dose terapeutica e dose letale è estremamente ravvicinato tanto che è scarsamente utilizzata. Per questo fatto è anche una pianta che agli erboristi non è concesso trattare, ma medici e farmacisti sono i soli autorizzati al suo commercio e prescrizione.

La Strychnos nux vomica è un albero di medie dimensioni con un tronco breve ma grosso, molto somigliante ad un melo per la sua corteccia: liscia e di colore grigio-giallastra. I rami sono biforcati e con nodi rigonfi.

Le foglie sono persistenti e spicciolati. Di forma ovale ma con un apice appuntito.

I fiori sono di colore bianco verdastro, sono raccolti in grappoli e fioriscono durante la stagione fredda. Purtroppo hanno un odore sgradevole.

Il frutto ha le dimensioni di una mela ma l’esterno (l’esocarpo) è duro e spesso, di colorazione rosso o arancione. L’interno invece è gelatinoso e biancastro, con un numero variabile di semi, da 2 a 10.

I semi sono duri, grossi, piatti e con i bordi ispessiti; assomigliano a delle monete. Una delle due facce risulta concava, mentre l’altra è convessa. Caratteristico è l’ilo centrale prominente da cui parte una cresta radiale detta rafe. Sono poi ricoperti da una peluria sericea

piccoli fiori, verde-bianco, imbuto forma, in cime terminali di piccole dimensioni, che fiorisce nella stagione fredda e con un odore sgradevole. Frutto delle dimensioni di una grossa mela con crosta liscia e dura o guscio che a maturazione è un bel colore arancio, riempito con un morbido bianco polpa gelatinosa contenente cinque semi coperti con un panno morbido di lana sostanza simile, bianco e cornea internamente. I semi vengono rimossi quando maturi, puliti, essiccati e ordinati, sono esportati da Cochin, Madras e altri porti indiani. I semi hanno la forma di dischi appiattiti densamente coperto di peli satinati strettamente appressed, irradia dal centro dei lati appiattiti e dando ai semi una lucentezza caratteristica, sono molto difficili, con un grigio scuro endosperma corneo in cui l'embrione è piccolo incorporato, nessun odore, ma un sapore molto amaro.

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Coltivazione e origine

L’origine della pianta è generalmente indicata come indo-asiatica poiché non è stata stabilita con precisione. È infatti spontanea dell’India, ma anche dell’isola di Giava, del Vietnam, del Siam, del Laos e della Thailandia.

Oggi si trova facilmente anche in Africa e in Australia. In Europa e in America non è presente allo stato spontaneo data la predilezione del clima tropicale, ma è possibile trovare delle coltivazioni di appassionati che con cure adatte sono riusciti ad farla crescere al di fuori del suo habitat naturale.

Parti utilizzate

La droga che si ricava dalla pianta sono i semi che però non vengono usati cosi come sono. Una volta raccolti, questi devono essere sottoposti a macinazione per poterne ricavare una polvere che poi verrà ulteriormente lavorata per la preparazione del prodotto finale.


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Proprietà e uso nella storia

L’uso principale che si è fatto della noce vomica è quello di ratticida. La stricnina presente nei semi non da scampo ai topi, che muoiono per asfissia per blocco muscolare.

Tale impiego mortale non è mancato ad essere applicato anche agli uomini. Non è stato raro l’utilizzo della polvere dei semi di noce vomica per avvelenare individui indesiderati, fossero essi re o coniugi gelosi.

Sono stati riportati anche alcuni casi in cui tali semi sono stati impiegati quali stimolanti o per indurre il vomito. L’efficacia di tali cure con questa pianta, grazie alle conoscenze che abbiamo oggi, si può definire come un vero e proprio “terno al lotto”.

descrizione dei principi attivi

Il più rilevante principio attivo presente nei semi di noce vomica è il ben noto alcaloide indolico stricnina, come suggerisce il nome stesso della pianta, che va a costituire ben il 5% degli alcaloidi totali (compresi tra il 3 e il 5 %). Gli altri alcaloidi presenti sono la brucina, anch’essa presente in alte concentrazioni, l’ alfa e la beta colubrina,la icaiina, la vomicina e la novacina.

Un altro importante costituente, questa volta un glucoside iridoide, è la longanina.

È stata anche riscontrata la presenza di acido clorogenico, di grasso, di proteine ed di un olio fisso.


Noce vomica: Benefici e avvertenze

Ratticida

I semi della noce vomica sono stati sfruttati per la fabbricazione di prodotti destinati all’eliminazione degli animali molesti, in modo particolare all’eliminazione dei topi.

Omeopatica

Mentre in erboristeria e nella medicina tradizione la noce vomica non viene impiegata, questa trova utilizzo nei prodotti omeopatici. In questo tipo di medicina sono usati i semi, che vengono essiccati e poi messi a macerare in alcool. Il prodotto ottenuto viene poi lavorato per ottenere poi preparati a diversi CH.

Il prodotto finito risulta essere un rimedio costituzionale ed è uno dei principali poliresti (che ha ampia azione; un’azione generale riequilibrante usata per varie patologie)

Infatti viene prescritto dai medici omeopatici per tantissimi problemi, che vanno dal sistema nervoso a quello scheletrico, dai problemi di fegato a quelli della testa, dall’apparato cardiovascolare a quello riproduttore.

Potenziali medici

I semi in polvere sono impiegati nella dispepsia atonica, mentre la tintura è spesso usata in miscele con cascara e altri lassativi per la stimolazione della peristalsi intestinale in casi di stipsi cronica per atonia intestinale. In bocca agisce come amaro, eupeptico, aumentando l’appetito e la produzione del succo gastrico.

I sensi di olfatto, tatto, udito e visione sono resi più acuti, migliora il polso e aumenta la pressione sanguigna ed è di grande valore come tonico per il sistema circolatorio in caso di insufficienza cardiaca e shock chirurgico.

Usata come antidoto contro gli avvelenamenti da cloralio o cloroformio.

Prodotti in commercio

Sono presenti esclusivamente farmaci omeopatici in quanto qualsiasi altra commercializzazione è proibita.

Le forme in commercio sono soprattutto quelle della tintura madre e dei granuli, reperibili in diversi CH di diluizione.

Controindicazioni

Una dose contenente tra i 30 e i 90 milligrammi di polvere di semi di noce vomica risulta mortale.

Avvertenze

È una pianta che solo farmacisti e medici possono trattare. Inoltre non è consentito il suo impiego per la produzione di integratori alimentari o erboristico.

La dose letale e quella terapeutica sono estremamente vicine tra di loro per cui l’uso amatoriale e casalingo di tale pianta è decisamente sconsigliato.

Tetano, respirazione spasmodica, rapidi cambiamenti nella pressione sanguigna, asfissia sono alcuni dei sintomi che appaiono per sovradosaggio


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