Frangula

Caratteristiche della pianta

Frangula, classificata come Rhamnus frangula L. o Rhamnus alnus Mill., prende il nome dalla fragilità dei suoi rami.

Questa pianta è nota con di frangola (non fragola!!) alno nero, spino cervino minore, ionizza falsa, capotosto, fragna, trigna, bucaco.

In inglese ha il nome di Alder buckthorn, in francese è la nerprun bourdaine. Faulbaum e freangula sono i due nome rispettivamente tedesco e spagnolo.

La pianta si presenta come un arbusto cespuglioso, che arriva a misurare anche i cinque metri di altezza.

Ha le foglie che crescono in maniera alterna, sono semplici di forma ellittica e caduche.presentano una certa lucentezza sulla pagina superiore, mentre sono pubescenti in quella inferiore.

I piccoli fiori ermafroditi possono essere solitari o riuniti in piccole cime all’ascella. La loro colorazione ha varie sfumature tra il bianco e i verde. Presentano 5 sepali ovati e carenati all’interno. 5 sono anche i petali che risultano più corti dei sepali, smarginati.

Il frutto è una drupa globosa, carnosa di colore rosso scuro-nero, che all’interno contengono i semi.

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Coltivazione e origine

Originaria della regione Attica della Grecia, si è diffusa senza problemi su tutto il territorio dell’Europa.

Predilige esposizioni soleggiate e calde, ma deve avere sempre a disposizione una buona quantità d’acqua, tanto che la si trova spesso lungo le sponde dei ruscelli, dei fiumi o dei laghi. Il terreno ideale è umido e morboso. Il luogo d’origine, una penisola circondata dal mare, dimostra come questa pianta sia particolarmente resistente all’aria di mare ricca di salsedine.

È possibile anche una coltivazione in vaso, attraverso una talea legnosa o la crescita da seme; stessi mediti di propagazione utilizzati in campo. I semi devono essere seminati appena i frutti sono maturati e non vanno conservati fino alla primavera successiva. Le piantine, invece, devono essere libere da erbacce e vanno piantate in autunno.

Parti utilizzate

Si utilizza la corteccia sia del fusto che dei rami, che deve essere raccolta a primavera e deve essiccare per almeno due anni prima di poter essere utilizzata oppure essere riscaldata a cento gradi per un’ora: queste due tecniche fanno si che gli la frangula perda la capacità di irritare la mucosa intestinal, effetto secondario tipico delle droghe con antrachinoni.

La corteccia essiccata varia considerevolmente nell’apparenza a seconda dell'età del ramo o del tronco da cui è stata presa. La corteccia giovane, che è da preferire, è stretta, di consistenza cartacea. Di colore grigiastro o bruno-nerastro al di fuori, con numerose piccole verruche biancastre. Gli strati interni sono lisci di colore cremisi, molto finemente striati.

La corteccia è quasi inodore, il suo sapore è gradevole, dolce e leggermente amaro. Quando viene masticata, colora di giallo la saliva.

tecniche di raccolta

La raccolta avviene come quella che si pratica quando si deve prelevare la corteccia o il sughero. Si incide la parte da raccogliere con una lama ben affilata, in modo tale da recidere la corteccia senza intaccare il legno. E la si stacca con delicatezza. Se non dovesse venire via con facilità allora la si lascia sull’albero per un paio di giorni per poi ritornaci e staccarla con più facilità.


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Proprietà e uso nella storia

Non si hanno notizie storiche degne di nota per questa pianta. Le proprietà lassative e purganti sono conosciute dall’antichità, soprattutto nel Ramnunte, regione dell’Attica dove la pianta cresceva copiosa e vi era il tempio della dea Nemesi detta Ramnusis, da cui forse ha tratto ispirazione Linneo nell’assegnarle il nome.

descrizione dei principi attivi

I principali principi attivi sono della categoria degli antrachinoni. Possono essere liberi come la frangula-emodina, oppure legati ad uno zucchero come la frangula-emodin-ramnoglucoside e la frangulina, ma in entrambi i casi eslicano la medesima azione lassativa - purgante.

Sono stati isolati anche dei bis-glucosidi simili ai sennosidi della Senna, sempre con potere lassativo, che sicuramente potenziano la già energica azione degli antrachinoni.


Frangula: Benefici e avvertenze

Lassativa – purgativa

La corteccia di frangula è un lassativo della categoria di quelli “a contatto”, ovvero la sua azione si esplica poiché il contatto degli antrachinoni con la mucosa intestinale provoca una irritazione che induce i muscoli dell’intestino a contrarsi per espellere la tossina.

È della stessa classe dell’Aloe, della Senna e del Ricino, ma ha una azione meno energica rispetto a questi.

A basse dosi si può dire che agisca come lassativo, mentre a dosi più elevate come vero e proprio purgante, ma in questo caso l’irritazione provocata sulla mucosa può evolvere ulcera.

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Controindicazioni

È controindicata in gravidanza ed allattamento e nei bambini, per i quali è preferibile la manna di frassino, più delicata, dolce e altrettanto funzionale.

È vietata a chi soffre di colite o ulcere.

Avvertenze

La corteccia non andrebbe utilizzata fresca per il forte potere di irritazione dell’intestino.

L’uso prolungato tende a impigrire il colon che diventa atonico e può provocare la perdita di elettroliti.

Pur essendo una pianta che può essere usata per la preparazione di integratori vegetali, questa può essere venduta solamente da farmacisti in farmacia.



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