Cascara

Caratteristiche della pianta

La denominazione botanica è Rhamnus purshianus DC, ma è conosciuta semplicemente come Cascara sagrada, nome usato tale e quale in tutto il mondo, sin dal tempo della sua scoperta al tempo dei Conquistadores spagnoli. E’ una delle piante più famose e utilizzate per i problemi di stitichezza.

La pianta si presenta sotto forma di albero, che può andare dai tre metri ai quindici. Il tronco presenta una corteccia rugosa e bruna all’esterno, mentre internamente è di un pallido giallo-marrone e quasi liscia. Non ha un odore marcato, ma il sapore è particolarmente amaro.

La corteccia dei rami, invece, si presenta liscia e di color bianco – grigiastra.

Le foglie sono ovali ellittiche, con margini regolarmente dentati, penninervie con 13-15 paia di nervature laterali.

I piccoli fiori pentameri sono ermafroditi e di colore bianco; riuniti in corimbi ascellari, danno origine a delle drupe speriche o ovoidali, nerastre e triloculari.

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Coltivazione e origine

E’ una pianta originaria del centro-nord America, per la precisione del Messico, della Colombia e degli stati sud occidentali degli Stati Uniti, in modo particolare della California. Una volta importato in Europa, l’albero si è ambientato al nostro clima, cosi come a quello africano, crescendo senza molti problemi. Grazie al clima particolarmente adatto alla sua coltivazione, il Kenia ne ha fatto una importante fonte di reddito impiantandolo in vaste aree.

Il nome di Cascara sagrada, pelle sacra, quindi corteccia sacra fu dato dai conquistatori spagnoli che in questa maniera identificavano subito la pianta in quanto era appunto reputata sacra dai nativi del Nuovo Mondo. Tale denominazione fu mantenuta anche da de Candolle, il botanico che per primo la classificò.

Parti utilizzate

La droga della pianta è la corteccia, che deve avere almeno un anno di riposo prima di poter essere assunta. La si usa quasi esclusivamente allo stato secco, passaggio che può avvenire o per azione diretta dei raggi solari oppure per mezzo di essiccatoi a 120 gradi. L’azione purgativa però viene esplicata anche se la si impiega fresca, ma in questo stato non usata poiché i principi attivi sono troppo forti e sono quasi certi catarsi violente e crampi intestinali.

tecniche di raccolta

La raccolta della corteccia di Cascara avviene come quella che si pratica per la raccolta del sughero dalle querce. La si incide fino ad arrivare al legno, ma senza intaccarlo in modo tale che possa continuare a produrne negli anni successivi. Le incisioni vanno effettuate con lame particolarmente affilate per poter avere un taglio netto. Dopo di che o la si “spella” direttamente dall’albero con l’aiuto di arnesi per far leva o la si lascia un paio di giorni attaccata al tronco: poi sarà più facile staccarla.


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Proprietà e uso nella storia

Gli americani, nel senso più largo del significato, hanno da sempre usato la corteccia di Cascara per liberarsi dalle costipazioni prolungate. Proprietà che veniva impiegata anche sugli animali.

Avevano due metodi di preparazione: uno prevedeva il versare dell’acqua bollente sulla polvere di corteccia essiccata; l’altro invece sfruttava la corteccia fresca, ma era un procedimento molto lungo in quanto il decotto che veniva preparato doveva cuocere per molte ore.

In un primo momento la pianta fu snobbata dai Conquistadores, i quali era più interessati all’oro che alle piante, ma successivamente con lo sbarco anche di scienziati e avventurieri, la cascara venne “riscoperta”. Infatti si notò che l’azione purgativa era efficace come la Frangula europea, ma rispetto a questa aveva una azione decisamente più dolce, meno traumatica.

descrizione dei principi attivi

Il principio attivo responsabile dell’azione lassativa della Cascara è una miscela di antrachinoni. Questa classe di molecole è nota per le sue proprietà purganti, ma anche per loro aggressività che spesso causa irritazione, e ulcere nei peggiori dei casi, all’intestino.

Gli antrachinoni, esattamente, agiscono a livello del colon, dove una volta metabolizzata dalla flora batterica, determinano un blocco del riassorbimento dei liquidi, un aumento degli elettroliti e del muco intestinale. In questa maniera il contenuto dell’intestino tende ad ammorbidirsi e con la contemporanea stimolazione delle contrazioni, viene facilitata la fuoriuscita.

Il fitocomplesso contiene poi emodina, di natura simile a quella della corteccia di frangola, amido, glucosio, un olio volatile odoroso, acido malico e acido tannico, e glucosidi.


Cascara: Benefici e avvertenze

Lassativo:

L’unico ma efficace impiego che si fa della Cascara è quello di lassativo. E’ un lassativo di leggera - media potenza che risulta indicato nel trattamento della stitichezza occasionale, non prolungata e severa. La durata del trattamento però non deve essere prolungata, tre o quattro giorni al massimo, poiché i principi attivi che determinano l’aumento della motilità intestinale, gli antrachinoni, rischiano anche di causare disidratazione e irritazione del colon.

Prodotti in commercio

In commercio si trovano varie preparazioni, ma le più diffuse sono le capsule e le compresse, spesso rivestite per mascherare il sapore amaro di questo pianta, prodotte a partire dalla polvere della corteccia essiccata.

Sono reperibili anche gli estratti, secchi, molli o alcolici, i quali però vengono sconsigliati come tali dato che anch’essi, come le compresse, risultano molto amari. Alcune produzioni, aggiungono zucchero o altri aromi nel tentativo di mitigare il sapore, per renderlo più accettabile.

Controindicazioni

E' sconsigliata l’assunzione durante la gravidanza e nei bambini ( in questi casi è più indicata la manna, o resina, di frassino).

Patologie gastrointestinali, cosi come la presenza di emorroidi consigliano un consulto medico prima dell’assunzione.

Avvertenze

La Cascara va usata solo per brevi periodi per non irritare l’intestino..

L’uso frequente, anche per brevi periodi ma continuazione, determina la sindrome da intestino pigro, ovvero l’incapacità dell’intestino di compiere movimenti peristaltici autonomi senza la presenza della Cascara.



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