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Boldo

Aggiornato il 23 gennaio 20135 capitoli4 domande frequenti

Caratteristiche della pianta

Peumus boldus M. è una albero sempreverde di cinque – sei metri originario del Cile e nazioni limitrofe. Comunemente chiamato Boldo, mantiene questo nome in tutte le principali lingue europee. Fa parte della Famiglia delle Monimiacee, una particolare Famiglia che vede le proprie specie diffuse quasi esclusivamente nell’emisfero australe: Sud America, Australia e Nuova Zelanda in modo particolare. Non solo, il Boldo è anche un monotipo, ovvero il Genere Peumus è formato da una sola specie, il Peumus boldus, per l’appunto. Ha foglie opposte, coriacee e ovali di colore verde opaco, con un picciolo molto breve. È una pianta dioica, per cui presenta sia fiori maschili che femminili, che in questa specie sono presenti sul alberi diversi. Per la loro impollinazione c’è bisogno dell’assistenza degli insetti-impollinatori. Entrambi i tipi di fiori sono di colorazione bianca e presentano sette petali. Crescono raggruppati in infiorescenze terminali in numero di circa 12 per volta. I frutti sono drupe di piccole dimensioni di circa 2 centimetri di diametro, di colore verde e dal sapore dolce per la presenza di abbondanti zuccheri. Nel loro habitat originario, le drupe vengono prodotte tra dicembre e febbraio, mesi in cui nell’emisfero australe corrisponde l’estate.

Coltivazione e origine

Il Boldo è originario del Cile, ma dato che questo paese confina con il Perù e la Boliva, anche in queste regioni è facilmente reperibile, tanto da essere considerato naturalizzato. In Europa e nel bacino mediterraneo, anche lungo le coste africane, è stato importato ed ha trovato un ambiente adatto per diventare un albero da coltivazione, tanto da diventare naturalizzato. Parti utilizzate La parte vegetale principale da utilizzarsi nel Boldo sono le foglie, giovani e meno. Da evitare quelle già “vecchie” in quanto poco efficaci. E’ anche ammesso l’uso della corteccia, ma questa possiede un effetto molto più blando rispetto alle foglie che spesso non viene presa in considerazione. tecniche di raccolta La raccolta delle foglie avviene come per molte altre colture di alberi e arbusti da cui si devono prelevare le sole foglie. Il passaggio a piede e la raccolta a mano è decisamente fuori dal tempo, anche se per pochi alberi e l’assenza di mezzi meccanici, può essere messa in pratica. L’ideale è l’impiego di macchinari capaci di strappare le foglie dai rami senza rovinare in maniera irreversibile i rami. Più conveniente per la pianta è la tecnica che prevede una potatura mirata: taglio dei rami da eliminare e quindi la seguente raccolta delle foglie in essi attaccate. Se poi la quantità di fogliame non è sufficiente, si interviene con un successivo passaggio, sempre mirato e non casuale, fino al raggiungimento della quota voluta.

Proprietà e uso nella storia

Le notizie storiche sull’uso di questa pianta sono particolarmente limitate e giovani, dato che la sua scoperta è avvenuta con quella del Sud America, durante il 1500. si era notato che sia animali, in particolare le capre e le pecore, che alcune tribù insediate in Cile, erano solite cibarsi delle foglie del Boldo. In un primo momento non fu data particolare importanza al fatto, se non che la pianta era sconosciuta agli europei. In seguito, alcune osservazioni mediche e veterinarie, notarono che tali individui non erano soggetti ad affezioni epatiche. Cosa che in effetti si rivelò veritiera in quanto, non solo protegge il fegato, ma lo stimola anche nella produzione di bile. descrizione dei principi attivi: I principi attivi in essa contenuto sono di tipo alcaloide, come la bolina, la isocoridina la norisocoridina, e la N-metil-laurotetanina. Questo fa si che sia una pianta trattabile esclusivamente da medici e farmacisti, e sono esclusi gli erboristi. Dalla foglie, per mezzo del metodo di estrazione per mezzo di corrente di vapore (distillazione), si ricava un olio essenziale particolarmente aromatico e anche aromatico, che contiene ascaridolo, cineolo, eucaliptolo. Le analisi degli estratti hanno poi portato all’isolazione di un glucoside, la boldoglucina, di un glucoside flavonoico e di tannini.

Benefici

E’ ormai risaputo dell’azione che le foglie di Boldo esplicano a livello epatico, dove viene stimolata la produzione di bile. Usato quindi come coleretico per favorire la digestione dei grassi al livello intestinale. Questa azione coleretica ha anche un riflesso sull’appetito, che viene stimolato, sfruttabile quindi nei casi di inappetenza, soprattutto quella dovuto a malesseri generali non gravi. Non solo, il Boldo riesce anche esplicare una azione epatoprotettrice, che lo classifica come uno dei migliori fitoterapici per l’impiego nelle epatopatie generali e nell’insufficienza epatica in particolare, al pari del comune carciofo e del cardo mariano, le quali però sono piante che anche l’erborista può prescrivere e vendere. L’olio essenziale, infine, ha anche una azione diuretica associata ad un leggero potere antisettico dovuto alla presenza degli alcoli cineolo ed eucaliptolo

Prodotti e avvertenze

Prodotti in commercio In Italia sono presenti molteplici preparazioni a base di Boldo. Si va dalle compresse alle tisane, dalle tinture agli estratti; in pratica qualunque tipo di preparazione farmaceutica, anche le più avanza e costose come la micronizzazione. Ricordiamo che in caso di preparazioni per infusione, 2-5 grammi di al giorno è la quantità massima consigliata, mentre di 1-3 ml è quella di riferimento per le soluzioni idroalcoliche. È consigliabile non supera le quattro settimane di trattamento, onde affaticare il fegato. Controindicazioni Data la stimolazione epatica, il boldo è sconsigliato se persistono epatopatie gravi e importanti, se non altrimenti prescritto dal medico. Il Boldo è controindicato in gravidanza poiché ha mostrato effetti sia abortivi che teratogeni negli esperimenti da laboratorio. . Avvertenze Per la presenza di alcalodi e la sua interazione diretta con la fisiologia dell’uomo la pianta è stata inserita dal Ministero della Salute nell’allegato A della circolare Aniasi, ovvero l’elenco delle piante che sono vendibili solo ed esclusivamente dai farmacisti e prescrivibili dai medici.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici del Boldo per la salute?
    Il Boldo è principalmente noto per le sue proprietà epatiche e digestive. Agisce come coleretico, stimolando la produzione di bile da parte del fegato, il che facilita la digestione dei grassi e migliora il processo digestivo generale. Inoltre, esercita un'azioneepatoprotettiva, proteggendo il fegato e supportandolo nelle funzioni di depurazione, risultando utile in casi di insufficienza epatica lieve. Grazie allo stimolo sulla produzione biliare, può anche aiutare a combattere l'inappetenza legata a piccoli malesseri. Infine, l'olio essenziale estratto dalle foglie possiede proprietà diuretiche e un leggero potere antisettico.
  • Chi può acquistare e utilizzare il Boldo? Serve ricetta medica?
    Sì, l'utilizzo del Boldo è regolamentato. A causa della presenza di alcaloidi attivi e delle loro interazioni con la fisiologia umana, il Ministero della Salute ne ha inserito la vendita esclusiva nei farmaci da banco gestiti dai farmacisti. Di conseguenza, il Boldo non è acquistabile liberamente in erboristeria generica o online da chiunque, ma deve essere acquistato presso una farmacia. L'uso è consigliato sotto controllo medico o farmacologico, specialmente per determinare il dosaggio corretto e la durata del trattamento, che generalmente non dovrebbe superare le quattro settimane per evitare di affaticare il fegato stesso.
  • In quali casi il Boldo è controindicato o pericoloso?
    Il Boldo presenta diverse controindicazioni importanti. È assolutamente sconsigliato in gravidanza, poiché studi hanno dimostrato effetti abortivi e teratogeni. Deve essere evitato anche in caso di epatopatie gravi o ostruzioni delle vie biliari, a meno che non sia espressamente prescritto da un medico specialista. Poiché stimola fortemente la produzione di bile, un uso improprio potrebbe aggravare condizioni preesistenti. Inoltre, data la sua potenza e la presenza di composti attivi, non è adatto per l'auto-prescrizione prolungata. Chi soffre di patologie epatiche croniche deve consultare il proprio curante prima di assumere qualsiasi integratore a base di Boldo.
  • Come si assumono correttamente le preparazioni a base di Boldo?
    Le modalità di assunzione variano in base alla forma farmaceutica scelta. Per le infusioni o tisane, la dose giornaliera massima raccomandata è di 2-5 grammi di foglie secche. Per le soluzioni idroalcoliche, come le tinture madri, la dose standard si attesta tra 1 e 3 millilitri al giorno. È fondamentale rispettare questi limiti e non protrarre il trattamento oltre le quattro settimane consecutive, per prevenire potenziali effetti collaterali o sovraccarico epatico. Le forme più avanzate, come gli estratti micronizzati, seguono indicazioni specifiche riportate sul prodotto. Consultare sempre il foglietto illustrativo o un professionista sanitario per personalizzare il dosaggio.

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