Ribes nero - Ribes nigrum

Caratteristiche della pianta

Ribes è il nome che gli arabi diedero ad una serie di piante, poi scoperte essere appartenenti tutte allo stesso genere, che avevano la comune caratteristica di produrre frutti acidognoli

Un suo sinonimo è quello di cassis (da non confondere con cassia, che è un’altra pianta), che ritroviamo come denominazione tale quale anche in spagnolo e in francese. Molto simile anche in tedesco cassistee anche se preferiscono il nome johannisbeer. Gli inglese invece lo chiamano black currant.

Tra i nome dialettali si annoverano: piperella, boessaro nero, uva ramà, uva spina nera, giostrei de bosch, oeèta.

Il ribes nero è una pianta suffrutice spontanea, che può svilupparsi come arbusto e a volte, soprattutto per opera di sapienti potature e indirizzamenti, come alberello.

È alta fino 2 metri e nonostante l’apparenza spigolosa, non presenta spine.

I fusti sono legnosi, eretti, di colore brunastro, ma solo quando sono adulti. Da giovani presentano una colorazione giallognola.

Le foglie sono alterne, palmate e divise in 3-5 lobi triangolari con margine dentato e cordati alla base. Quelle presenti alla base presentano una leggera peluria e piccole ghiandole gialle..

I fiori sono formati da 5 petali e sono raccolti in infiorescenze a grappolo ascellare, pendente e lasso.

I frutti sono delle bacche nere, sferiche, polpose con un sapore aromatico astringente-acidulo.

I semi piccoli e nerastri non sono particolarmente numerosi.

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Coltivazione e origine

Allo stato spontaneo, il ribes nero è possibile trovarlo nei boschi umidi e ombrosi, nelle macchie e più in generale nelle zone montane. La sua diffusione è mondiale, lo ritroviamo in tutta l’Europa, l’Asia, e perfino nei monti dell’himalaya.

Sebbene cresca su quasi tutti i tipi di terreno, predilige i substrati soffici, ricchi di humus, leggermente acidi (pH 6.2-6.7) e ben drenati. In queste condizioni si avranno rese maggiori, mentre se si coltiva su terreni poveri si avrà una resa minore, ma i frutti saranno più profumati.

Il fatto che si riesca a coltivarlo anche in montagna a quote relativamente alte, risiede nel fatto che resiste all’inverno freddo, anche se necessita di qualche raggio di sole.

Viene coltivato a controspalliera, similmente alla vite, o a cespuglio. A volte, più per ornamento e vezzo, più che per praticità, si vuole farlo crescere tipo alberello.

Parti utilizzate

Di questa pianta si utilizzano sia le foglie, da raccogliersi in giugno, che i frutti, raccolti a maturazione negli ultimi mesi estivi.

tecniche di raccolta

La raccolta dei frutti avviene rigorosamente a mano, tagliando i grappoli con delle cesoie e riponendoli in delle ceste o delle cassette. Il lavoro è da effettuarsi è del tutto simile, se non praticamente uguale, a quello che viene fatto in autunno durante la vendemmia per la raccolta dell’uva.


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Proprietà e uso nella storia

Pressoché assente il suo utilizzo fitoterapico nella storia. A volte si trovano citazione sull’uso dei frutti di ribes, ma solamente come frutti da mangiarsi come marmellate, anche se sono molto più frequenti le indicazioni che sconsigliano di mangiarlo in quanto molto aspro e quindi “malevolo e cagionevole per la salute”.

descrizione dei principi attivi

La principale classe di componenti è quella dei flavonoidi, che però sono solo lo 0,5% dell’insieme. In modo particolare risultano essere derivati del kampferolo e della quercitina.

Sono stati isolati anche dei glicosidi della mircetina e della ramnetina.

Presenti anche proantocianidine, oligosaccaridi, diterpeni, e acido ascorbico (vitamina C) e tannini in gran quantità.

Chiudono la composizione del fitocomplesso, una sostanza colorante nera-violacea, pectine, zuccheri, sostanze azotate.


Benefici

Diuretico

L’utilizzo del ribes nero come mezzo di cura ha riscontri prevalentemente in medicina popolare, che lo indica come un valido diuretico per combattere gli stati gottosi e gli edemi. L’indicazione diuretica viene consigliata anche per la depurazione del sangue.

Astringente

La presenza dei tannini conferisce al ribes nero un potere astringente più o meno potente, che riesce a contrastare gli stati diarroici.

Vitaminico

La gran quantità di acido ascorbico fa si che sia un ottimo integratore della vitamina C. Certamente non è il migliore come sapore, dato che i frutti sono particolarmente aspri e astringenti anche se ben maturi, ma ciò non toglie che alcune persone gradiscano questo mix e quindi assumano ribes nero in frutti sia freschi che secchi.

Fungicida

Recenti studi hanno dimostrato che il ribes nero possiede anche una interessante attività antifungine, derivata dalla presenza della sacuranetina. Questa attività sembra esplicarsi bene attraverso gli impacchi di cataplasmi sull’epidermide interessata dall’attacco fungineo.


Ribes nero: Prodotti ed avvertenze

Prodotti in commercio

Abbastanza diffusa sul mercato italiano, il ribes nero si ritrova in molteplici preparazioni e formulazioni. Le più diffuse sono le bustine filtro per la preparazioni ovviamente delle tisane. In alcune di queste, viene inserito al semplice scopo colorante.

Sono altrettanto diffuse le capsule di polvere di frutti secchi; più raramente la povere viene impiegata per la produzione di compresse.

Al pari delle tisane sono diffusi gli estratti totali, acquosi o alcolici, sia informa secca che in quella liquida. È bene far attenzione al tipo di contenitore per questa preparazione, che deve essere di vetro scuro e con un tappo a chiusura ermetica per evitare che i raggi sole o la troppa esposizione all’aria, degradino il prodotto, rendendolo inutile.

Controindicazioni

Sebbene sia utilizzato contro gli edemi, non va assolutamente assunto se questi sono di origine patologica come per da insufficienza renale o cardiaca. In tal caso è sempre necessario il consulto con il medico curante.

Avvertenze

Bisogna conservare la droga al ripara da luce e umidità affinché mantenga intatti i propri principi attivi.


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