Partenio - Chrysanthemum parthenium

Caratteristiche della pianta

Il Partenio è una pianta dalla duplice anima: una benefica, l’altra malefica. La capacità di prevenire e attenuare il mal di testa viene infatti compromessa dalla presenza della possibile intossicazione da tujone. A causa di ciò sarebbe bene usarlo con cautela o meglio sarebbe optare per un’altra pianta.

Chrysantemum parthenium Bernh o Tanacetum parthenium L. sono i due nomi botanici più usati. Tendenzialmente si usa il primo poiché con il secondo c’è la possibilità di confonderlo con il tanaceto comune, Tanacetum vulgare L.

Chiamato anche amarareggiola, erba majà, camomillone, metassa, erba faelsa, matricala, aumidda sarvaggia.

Nelle lingue straniere è detto feverfew in inglese, matricaire officinale in francese, mutterkraut-wucherblume in tedesco e amargaza in spagnolo.

È un’erba perenne, poco coltivata, ma presente spesso nei campi. È alta circa 80 centimetri con un odore penetrante e sgradevole.

La radice è fittonante, lunga e grossa, che all’estremità si biforca in due.

Il fusto è sottile ma rigido, che lo rende eretto e flessibile. Presenta parecchi rami.

Le foglie sono pennatosette, incise fino alla nervatura centrale, tanto da far sembrare le sezioni come tante foglioline ravvicinate. I margini delle sezioni sono anch’essi profondamente incisi. La colorazione è verde chiaro e non vi è presenza di peluria.

I fiori sono raccolti in infiorescenze a capolino, molto simili a quelli della camomilla. A loro volta sono raggruppate in corimbi terminali. I fiori sono tubulosi e gialli centralmente, ligulati e bianchi esternamente.

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Coltivazione e origine

L’origine del partenio è euro-asiatica, più precisamente della parte occidentale dell’Asia. Oggi si trova diffusa su tutta la fascia temperata.

Come molte asteracee, preferisce i campi incolti e luoghi abbandonati e la sua diffusione praticamente ovunque ci suggerisce che la sua coltivazione risulterà essere non troppo impegnativa ed esigente, per quanto queste non siano molto rare.

Ovviamente anch’essa ha la sua preferenza per determinati tipi di terreno, che in questo caso devono mostrare un buon drenaggio e una prevalenza di carattere argilloso. Anche la buona concimazione è assai gradita.

Per la propagazione possono essere effettuate sia talee che divisioni delle radici che semina diretta.

Il periodo migliore per seminarla è febbraio-marzo, quando le gelate invernali cominciano a svanire. La semina può essere fatta anche in autunno, ma in questo caso in semenzaio, mentre il successivo trapianto in campo bisogna effettuarlo in giugno, maggio per le regioni più calde, in maniera tale da non sottoporre le giovani piantine a stress da gelate. Poi bisogna fare particolare attenzione quando si pulisce il campo dalle erbacce quando sono già spuntate le piantine, che facilmente possono essere confuse come erba infestante e quindi sradicate per errore.

La divisione delle radici va eseguita con una vanga tagliente, dividendole in pezzi abbastanza grandi, con attaccati giovani germogli. Ombra e un substrato sabbioso aiuteranno il loro radicamento.

Parti utilizzate

Del partenio vengono utilizzate le foglie, con annesse e mono le parti aeree.

tecniche di raccolta

Non dovendo selezionare accuratamente le parti da raccogliere, la falciatura può avvenire tranquillamente con mezzi meccanici che tagliano le piante all’altezza desiderata.


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Proprietà e uso nella storia

Nella medicina popolare, è stato per molto tempo usato come vermifugo. La sua azione come tale è si efficace, ma anche tossica, per via della presenza del tujone.

Sempre come rimedio degli anziani, il suo infuso e il decotto era usato per l’interruzione delle gravidanze non desiderate.

La pianta fresca o anche il macerato acquoso erano spesso spalmati sulle punture degli insetti per lenire il prurito. Si era convinti a tal punto che alcuni la consigliavano per prevenire l’attacco degli insetti stessi. L’azione antiprurito poteva avere una certa efficacia dato il leggero potere antinfiammatorio, ma è presumibile che provocasse più danni che benefici, dato che è una pianta c

che irrita facilmente la cute.

Il decotto con l’aggiunta di miele e zucchero era un toccasana per far passare tosse, respiro sibilante e una generale respirazione difficile.

descrizione dei principi attivi

La molecola attiva principale che è stata isolata è un lattone sesquiterpenico, il partenolide. Sembra che abbia la capacità di intervenire su diversi processi che avvengono nel nostro organismo. Tra le interazioni più significative, c’è quella dell’interferenza con la cascata dell’acido arachidonico, l’inibizione dell’aggregazione piastrinica e quella per il rilascio di serotonina (il cui eccesso sembra essere responsabile degli eventi emicranici).

Affianco al partenolide, si trova il suo idrossido, che ne potenzia l’effetto, il 3-bet-idrossipartenolide. Ma anche altre molecole della spessa specie come l’artemorina e l’epossiartemorina, e la tanapartina.

A completare il fitocomplesso, ci sono canfora, beta farnese, germacrrene, pinene, acetato di bornile.


Partenio: Benefici e avvertenze

Preventivo del mal di testa

Il principalmente il partenio è usato per far ridurre sia la frequenza che l’entità di qualsiasi tipo di emicrania, ma non quando questa è in atto. Praticamente è il suo impiego è quello preventivo e si esplica solamente sul sintomo, ovvero sul mal di testa in se, senza intervenire sulla causa che lo ha provocato. Inoltre i benefici si vedono solamente se la sua assunzione è costante e continua. Una volta che si interrompe, l’emicrania torna a manifestarsi. Data la presenza del tujone e la sua tossicità nel lungo periodo, l’uso del partenio nel prevenire il mal di testa risulta non essere del tutto sicuro, per cui per ottenere gli stessi benefici senza rischi, sarebbe meglio orientarsi su un'altra specie similare o direttamente su un’altra pianta.

Antielmintico

La presenza del tujone e di altre sostanze amare, rendono il partenio particolarmente efficace nell’eliminazione dei vermi intestinali.

Emmenagoga

Il fitocomplesso ha dimostrato un’attività favorente le mestruazioni attraverso l’aumento del flusso sanguigno nella zona pelvica. La contemporanea azione rilassante sulla muscolatura liscia, lo rende utile anche nella regolarizzazione dei casi di dismenorrea.

Prodotti in commercio

Sono pochi i prodotti reperibili in erboristeria. Maggiori, invece, le possibilità di trovarli via internet, ma senza l’assistenza di una persona competente e soprattutto la certezza di sapere ciò che si sta comperando.

È possibile reperire prodotti solidi come compresse e capsule, ma anche liquidi, come gli estratti liquidi e molli, sia acquosi che alcolici.

Mentre per i solidi è più comune l’associazione con altri vegetali, le formulazioni liquide sono per lo più solamente di partenio.

Controindicazioni

Avendo proprietà emmenagoghe è controindicata l’assunzione in caso di gravidanza certa o sospetta.

Non associare ad anticoagulanti.

Limitare o evitare l’uso in caso di ulcere o gastriti.

Avvertenze

Da non confondere con il somigliante il Tanacetum vulgaris o Chrysanthemum vulgaris, il Tanaceto, il quale è velenoso.

Può causare bruciori di stomaco e ulcer



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