Noce moscata - Myristica fragrans

Caratteristiche della pianta

La noce moscata è una spezia molto conosciuta in campo culinario. Il suo gusto particolarmente forte piace o non piace, mentre è più gradito il macis, il rivestimento del seme (noce moscata), che ha lo stesso gusto ma più delicato.

Il Genere Myristica è l’unico a far parte della Famiglia delle Myristicaceae, che a sua volta è una Famiglia composta esclusivamente da piante tropicali. Però la Myristica fragrans Houtt., non è l’unica specie del Genere, ve ne fanno parte un altro centinaio.

La myristica o erroneamente chiamata anche macis, è un grande albero dioico, con individui separati che portano fiori maschili o fiori femminili, i quali ovviamente saranno gli unici a produrre il seme commestibile. L’imponenza di questo albero lo porta a crescere fino a 20 metri.

Le foglie sono persistenti, alterne e intere. La loro forma è ovole-lanceolata, con margine intero.

I fiori crescono in piccoli grappoli raccolti all’ascella delle foglie.

I frutti sono delle drupe carnose e pendenti, simili alle prugne con la variante che queste sono di colore giallo pallido. Al loro interno è contenuto un unico seme, che viene espulso mediante l’apertura del frutto in due valve.

Il seme ha la forma di una sfera. Ha un tegumento esterno lignificato, di colore bruno scuro. Per poterlo consumare, il seme deve essere privato dal rivestimento che lo circonda, chiamato arillode, edibile a sua volta e che una volta seccato prende il nome di macis.

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Coltivazione e origine

La sua origine è praticamente unica: isole Molucche. È stata coltivata per anni solamente in queste isole, mentre oggi si trovano piccole coltivazione anche in alcune isole della Nuova Guinea e alcuni paesi della fascia tropicale. Non si hanno notizie di altre parti del mondo dove venga coltivata.

Il substrato nel quale crescono deve essere ricco e ben drenante. L’esposizione al sole diretto come i tutti i grandi alberi e considerando la latitudine in cui crescono, le temperature non devono scendere sotto i 15 gradi per non farli andare in sofferenza.

Si possono riprodurre per seme o per talea. In entrambi i casi non si avranno particolari difficoltà nella coltura. I semi germogliano facilmente e velocemente; le talee attecchiscono con ugual efficacia. Bisogna però considerare che a produrre i semi sono solamente gli alberi femminili, e la talea è l’unica certezza per avere piante produttive. Nella scelta della metodologia si deve anche tener conto che prima che l’albero entri in produzione passano tra i 7 e i 10 anni, anche se poi produrrà per circa altri 60 anni!

Parti utilizzate

Si usano il seme, la noce moscata ripulita, oppure il macis, il rivestimento reticolare rossastro (endocarpo) che avvolge il seme. Entrambi hanno lo stesso sapore e gli stessi usi culinari, ma il macis risulta essere meno intenso sia di sapore che odore, quindi preferito in alcuni piatti, come il curry.

tecniche di raccolta

I frutti si raccolgono esclusivamente a mano o al massimo ci si aiuta con dei bastoni, battendo sulle fronde o i frutti per farli cadere.

L’estrazione del seme e dell’arillode avviene a mano cosi come la loro separazione.


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Proprietà e uso nella storia

La limitata diffusione geografica ha ristretto l’uso della noce moscata a quel paese fintanto che gli intensi traffici commerciali nel 1600 non la fecero conoscere anche in Europa.

È stata causa della guerra tra la Compagnia olandese delle Indie orientali e la Compagnia Inglese delle Indie Orientali che volevano il monopolio della sua commercializzazione in tutta l’Europa. In una delle continue battaglie tra inglesi e olandesi per il predominio di un’isola dove questi alberi crescevano rigogliosi, Pulau Run, avendo ormai perduto l’isola, gli olandesi distrussero completamente gli alberi per impedire che i nemici li sfruttassero.

descrizione dei principi attivi

In generale, il seme della myristica contiene molto amido, sostanze grasse e olio essenziale.

In particolare, l’olio essenziale ottenuto tramite distillazione in corrente di vapore, contiene terpeni come canfene e pinene, alcooli, come borneolo e geraniolo, eugenolo, safrolo e molta miristicina.

Le sostanze grasse, invece, sono ottenute per spremitura a freddo, ovvero senza far riscaldare materiali o droga durante la lavorazione poiché il calore ne altererebbe in modo consistente i costituenti. La sostanza che si ricava è detta “burro di noce moscata” e contiene elevate percentuali di miristina, l’acido grasso derivato dall’acido miristico, e gli acidi grassi derivati dall’acidi oleico e palmitico.


Noce moscata: Benefici e avvertenze

Culinario

Superfluo elencare le modalità di utilizzo della noce moscata in cucina, dato che ormai tutti sanno che è una spezia tra le indicate per dare un particolare gusto alla pietanze.

Antiemetica

Pochi sanno che la noce moscata esplica una azione anti vomito, prevenendone la sensazione. Pratico e naturale rimedio alle nausee da mal d’auto o da mal di mare, ingerita prima del viaggio riesce a non far comparire i classici sintomi di questo malessere.

Eupeptico

Il particolare sapore, ovviamente indotto dai principi attivi che essa contiene, dona alla noce moscata la capacità di stimolare l’appetito nei casi di inappetenza, ma anche di facilitare la digestione.

Vasodilatatore – rubefacente

Questa caratteristica è tipica del burro della noce moscata. Ad uso topico, richiama il sangue localmente tramite la dilatazione dei vasi periferici e dei capillari. È impiegata nella preparazione di creme o cerotti antireumatici o per attività sportiva.

Prodotti in commercio

Tutti prodotti che si trovano in commercio sono derivati dal seme. Questo può trovarsi semplicemente essiccato, la comune noce moscata che si usa anche in cucina, oppure in polvere.

Controindicazioni

Non utilizzare ricercando le proprietà erboristiche mentre si è in gravidanza poiché potrebbe causare aborto. In culinaria, dati i bassi dosaggi, non crea problemi.

Avvertenze

Ad alte dosi, ha azione narcotica con convulsioni ed allucinazioni.


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