Melissa - Melissa officinalis

Caratteristiche della pianta

La melissa è un’altra pianta d’elite nel panorama dell’erboristeria, che non dove mai mancare in una rivendita erboristica che si rispetti e nella dispensa di chi ama prendersi cura di se con le piante. Sebbene non abbia una storia importante come altre, bene o male è sempre stata utilizzata anche se poi il suo reale potere non sia mai stato effettivamente apprezzato.

La caratteristica peculiare di questa pianta è l’odore di limone, tanto che a volte ne prende anche il nome come nel caso di erba limoncina. Lungo tutta la penisola, la melissa prende altri nomi come cedronella, appiastro, erba cedrata.

Anche in inglese il riferimento al limone nel suo nome è evidente, lemon balm; cosi come in tedesco zitronen-melisse. In francese invece si chiama solamente melisse officinale; in spagnlo melisa oficinal.

Classificata nella Famiglia delle Lamiacee o Labiate, il suo nome botanico è molto semplice, Melissa officinalis L.

È una pianta erbacea perenne, non troppo grande: raggiunge circa i 40-50 centimetri di altezza massimo. Presenta un fusto quadrangolare, poco ramificato.

Le foglie sono opposte, a forma di cuore ma allungate, di colore verde scuro ma lucido. Piuttosto evidenti le nervature secondarie che formano un intricato reticolo sulla pagine superiore. Il margine delle foglie è dentato, più raramente crenato.

I fiori sono piuttosto grandi, di colore bianco ma possono presentare delle screziature o maculature rosate. Crescono in spicastri ascellari.

Il frutto è un tetrachenio ovoidale e scuro.

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Coltivazione e origine

L’origine di questa erba è stata individuata nell’area orientale del Mediterraneo, anche se poi si è velocemente diffusa per tutto il bacino. Ora la si ritrova un po’ in tutto il mondo.

I luoghi più comuni dove trovarla sono ai margini dei boschi e nel sotto bosco, ma non è raro che si sviluppi anche lungo i fossati e le siepi se riesce ad trovare una zona adeguatamente ombreggiata.

Si riproduce facilmente per talea, ma anche mettendo a dimora i cespi che già presentano radici e primi germogli; altro modo, ma più lungo, per la sua propagazione è la semina. Questa è preferibile se la si coltiva a casa, in vaso, oppure in semenzaio. La coltivazione in vaso può dare soddisfacenti risultati senza particolari cure, cosa che può avvenire ovviamente anche in pieno campo, come nelle coltivazioni estensive, dove però c’è bisogno di qualche accorgimento in più.

Parti utilizzate

Foglie e sommità fiorite sono le parti della pianta che vengono raccolte per essere utilizzate in erboristeria. Il tempo balsamico per la raccolta è all’inizio della primavera e si protrae anche quando questa è inoltrata. Si evita di raccogliere in estate quando ormai i principi attivi stanno scomparendo.

tecniche di raccolta

La raccolta avviene con l’ausilio di macchinari automatizzati che tagliano direttamente foglie e sommità fiorite. La legge ammette una certa quantità di steli, ma bisogna poi fare un’ispezione del raccolto per accertarsi che questa non sia stata superata.


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Proprietà e uso nella storia

Conosciuta sia dagli antichi greci che romani, la melissa non ha mai rivestito un ruolo di primo piano nella loro vita; anzi spesso non veniva nemmeno presa in considerazione, tanto che sono rari i testi in cui è descritto un suo utilizzo.

È solo nel Medioevo, però, che inizi la sua ascesa come pianta erboristica. In questi secoli, si osserva che il suo infuso riesce a rilassare la mente e viene quindi indicata, giustamente, nelle nevrosi.

Nel XVII secolo, i carmelitani scalzi, esperti conoscitori delle erbe medicinali, creano una bevanda di varie erbe, che da tutti veniva definita come miracolosa, e che veniva chiamata semplicemente “Acqua dei Carmelitani scalzi”. Indicata pure in questo caso come sedativo, anche se poi la modalità d’azione riferita, non era propriamente la più giusta: “buon rimedio per la malattie, che provengono dalla corruzione d’umore, mandandosi fuori per traspirazione ò per urina… ”

Il medico naturalista del secolo scorsa, Antonio Campana, attribuiva alla pianta e all’acqua che se ne distillava, proprietà stomachiche e antisteriche.

descrizione dei principi attivi

L’odore di limone non è casuale. Anche nella composizione del fitocomplesso si trovano molte sostanze tipiche dell’agrume giallo. In modo particolare questa somiglianza si riscontra nell’olio essenziale che contiene citrale (costituisce fino al 30% dell’olio ed è il principale responsabile dell’odore di limone), pinene, citronellale, geraniolo, linalolo, citranellolo; mono e sesquiterpeni.

Olio essenziale, che pur rimanendo il punto di forza di questa pianta, risulta essere piuttosto scarso, infatti se ne riesce ad estrarre solamente dallo 0,02 al massimo 2%, se tutte le condizioni di crescita sono ottimali.


Melissa: Benefici ed avvertenze

Sedativa

L’azione principe di questa pianta è l’effetto sedativo sul sistema nervoso. Ha una azione talmente ampia che l’uso della melissa è consigliato sia negli stati ansiosi cosi come nell’insonnia.

Antiulcera

Interessante ed efficace è l’uso secondario come antiulcera da nervi. Al giorno d’oggi molte persone soffrono di ulcera scatenata dalle preoccupazione della vita quotidiana, dallo stress. La melissa con la sua azione sedativa, riesce a “calmare” anche lo stomaco, impedendogli di rilasciare smodatamente acido gastrico, che causa appunto i bruciore di stomaco e ulcere nervose. L’azione poi risulta ancora più efficace grazie alla presenza delle mucillagini, che creano come un velo protettivo attorno alla mucosa dello stomaco, proteggendolo dall’acido in eccesso.

Antivirale

La presenza degli acidi organici e di un tannino catechinico, donano alla melissa un’interessante proprietà antivirale e antibatterica. Risultati clinici hanno messo in evidenza come sia particolarmente efficace nel trattamento dei virus dell’herpes.

Prodotti in commercio

Essendo una pianta molto usata in erboristeria, si possono acquistare prodotti in quasi tutte le formulazioni galeniche.

Scontata la produzione di polvere o triturazioni di foglie essiccate per la preparazione di infusi o decotti, sia come singolo componente sia come componente principale nelle miscele.

Un’altra forma molto utilizzata è quella della tintura e dell’estratto, sia secco che fluido.

In boccette di vetro scuro, invece, si trova l’olio essenziale di melissa.

Raramente si trova a formare compresse o polvere per le capsule.

In alcuni casi si trova aggiunta al tabacco da pipa per aromatizzarlo e per mascherarne l’odore acre.

Controindicazioni

Non risultano controindicazioni nell’assunzione di melissa.

Avvertenze

Data la sua somiglianza sia per odore che per attività, può essere sofisticata con la più economica citronella o melissa indiana, il Cymbopong, che essendo una graminacea potrebbe scatenare reazioni allergiche nei soggetti sensibili.

Fare attenzione all’eventuale presenza della scritta “Spiritus melissae compositus”: trattasi di olio essenziale composto da melissa e Cymbopong: legale ma non vendibile come esclusivo olio di melissa.



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