Maggiorana - Origanum majorana

Caratteristiche della pianta

La maggiorana è una delle piante che rientrano a pieno titolo tra quelle denominate aromatiche, che in modo più comune, in gergo culinario, vengono anche definite come da aroma o spezie da cucina.

Il suo utilizzo come profumo da cucina è tanto diffuso quanto quello di tipo erboristico.

È stata inserita nella Famiglia delle Lamiacee o Labiate, la stessa dell’origano comune, che è un suo parente prossimo dato che entrambe sono inserite nell’ampio Genere Origanum. Ma mentre l’origano propriamente detto, è chiamato Origanum vulgare L., la maggiorana è delle Origanum majorana L, nota anche come Majorana hortensis Moench.

All’estero è conosciuta come di marjoram in inglese, majolaine in francese, dost oppure echter majoran in tedesco; mentre in spagnolo è detta almoradux, arnarico oppure oregano hortense.

I nomi volgari dialettali, che si discostano dall’assonanza con il nome italiano tradizionale, sono: amaraco, majorana gentile, persia bianca, sansico, scarsapepe, spersa, segarzoela, rigamu.

Il nome deriva da oros: monte e ganos: ornamento, per il fatto che cresceva spontanea sui monti, ricoprendone i versanti a bassa quota.

È una pianta perenne e suffruticosa, che quindi presenta una base legnosa mentre i rami sono erbacei ma un leggero turgore che le permettono di arrivare a 25-30 centimetri di altezza.

Il rizoma semilegnoso è prostrato e dotato di radichette secondarie. I fusti sottili hanno la tendenza ad essere quadrangolari e rossastri, ramosi. Si ergono dritti ma sono molto flessibili.

Le foglie sono semplici, opposte due a due, picciolate. Di forma ovale, solo leggermente allungata ed intere.

I fiori sono riuniti in spicastri molti densi, cresciuti in posizione terminale, all’apice dei rami. Il loro colore varia dal bianco al porpora. Sia il calice che la corolla presentano la classica bilabiatura della Famiglia delle Lamiacee. Il labbro superiore del calice è bifido mentre quello inferiore risulta trifido. All’interno crescono 4 stami con antere che presentano logge distinte .

Il frutto è una tetrachenio liscio.

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Coltivazione e origine

La sua origine è stata identificata nelle zone dell’Asia centrale e dell’Africa settentrionale compresa la penisola arabica, da cui deriva il nome di persia bianca.

Oggi è coltivata in tutta l’Europa, anche se ha trovato difficoltà sia nell’essere coltivata dai contadini sia nell’adattarsi alle temperature, infatti è una pianta che soffre molto il freddo. Per questo è coltivata in modo annuale, anche se grazie all’opera del vento e degli insetti è possibile trovare delle piante perenni allo stato spontaneo, ma in regioni in cui il clima invernale è particolarmente mite, come ad esempio nel bacino mediterraneo.

Ottenere dell’ottima maggiorana bisogna che questa cresca al sole, altrimenti perde il suo profumo, tendendo a confondersi con il comune rosmarino, cosa che accade nelle varietà coltivate nel nord Europa.

Nonostante abbia bisogno di un clima particolare, la maggiorana non è altrettanto pignola per quanto riguarda il terreno. Esiste ovviamente quello ideale, che deve essere leggermente alcalino, permeabile ed asciutto, con sufficiente sostanza organica. Attenzione particolare bisogna averla nei riguardi dell’acqua, che non deve creare ristagni in quando, essendo per lo più a livello del terreno, la farebbero marcire.

La maggiorana si moltiplica per seme o per talea. La moltiplicazione per seme può avvenire o in semenzaio o direttamente in campo. Se si sfrutta il semenzaio, allora i semi devono essere piantati ad inizio primavera e all’ombra. Una volta spuntata le piantine, si spostano in una zona illuminata ma non a diretto contato il sole. Il trapianto in campo va fatto ad aprile, maggio, quando le piantine sono ormai ben formate.

Se si semina direttamente in campo, oltre a dover preparare prima il terreno in modo da renderlo meno compatto, bisogna considerare che i semi avranno una germinazione più lenta. Il periodo ideale per la semina diretta è aprile.

La talea invece va effettua in giugno; deve essere lunga tra gli 8 e i 10 centimetri dai germogli basali non fioriferi.

Parti utilizzate

Si utilizzano le sommità fiorite, ovvero le infiorescenze con le foglie e i rametti a cui sono attaccate.

Devono essere lavorate il più velocemente possibile in modo che non perdano il loro aroma.

tecniche di raccolta

La raccolta avviene con delle mietitrici che tagliano la pianta all’altezza prestabilita.

Per le piccole coltivazioni dove la raccolta avviene a mano, si usano le classiche forbici da potatura per cimare le sommità.


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Proprietà e uso nella storia

Anche i Greci avevano notato che cresceva bene al sole e per questo la dedicarono al Sole, come il rosmarino l’angelica e il ciclamino. Ovviamente questa dedica le attribuiva anche poteri magici, di cui ci si avvaleva durante le cerimonie sacre.

Dagli antichi romani apprendiamo che con questa pianta veniva cinto il capo degli sposi in modo da ringraziare Venere, altra dea a cui era dedicata la pianta, per aver fatto incontrare i due; infatti le giovani nubili donne erano solite metterne un rametto sotto il cuscino per poter sognare il futuro marito.

Il Theatrum Sanitatis, uno dei “Tacuina sanitatis in medicina”, ovvero i manuali di medicina naturale scritti e applicati tra il 1350 e il 1450, la raccomandava per le costipazioni cerebrali, senza però esagerare nella frequenza di utilizzo per evitare danni cerebrali.

Nel 1600 invece divenne il rimedio contro l’invasione delle formiche.

descrizione dei principi attivi

I principali componenti dell’olio essenziale sono una miscela di terpeni, borneolo, canfora sabinene e acido tannico.

Sono stati isolati anche flavonoidi come apigenolo, luteolo e apigenina, acido caffeico e rosmarinico, e tracce di vitamine A e C.


Maggiorana: Benefici ed avvertenze

Ansiolitico

Uno degli impieghi della maggiorana è quello di riuscire a calmare il sistema nervoso dando risultati sia sul trattamento dell’insonnia che nei momenti in cui si è “giù di morale” (quando ci definiamo depressi per un abbattimento morale momentaneo).

Antispasmodica

Questa pianta può essere usata contro le coliche, gli spasmi muscolari e in un qual modo anche contro i crampi, in quando induce un’atonia muscolare, ovvero impedisce la contrazione muscolare.

Decongestionante

La composizione dell’olio essenziale fa si che si possa utilizzare per fare suffumigi per liberare le vie aeree. Non fa certamente parte del gruppo migliore di piante con quest’azione, ma sa dare bene il suo contributo se sapientemente inserita nel mix da utilizzare.

Battericida

Il suo olio essenziale possiede un discreto potere battericida che si sfrutta nella disinfezione della cute con l’applicazione di pomate, unguenti e meno raramente saponi.

Prodotti in commercio

In commercio si trova la pianta polverizzata o sminuzzata da usare come condimento in cucina, ma anche per le tisane ad azione antispasmodica.

Più diffuso è l’olio essenziale, confezionato in boccette di vetro scuro a protezione dei raggi solari.

Alle volte è inserita nella formulazioni di pomate per frizioni o unguenti per via esterna.

Controindicazioni

Non sono conosciute interazioni particolari con i principali farmaci.

Avvertenze

La maggiorana può risultare stupefacente inducendo oscuramento delle facoltà intellettive e sonnolenza.

Non applicare l’olio essenziale sulle ferite cutanee


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