Gramigna comune

Caratteristiche della pianta

La Gramigna è una pianta perenne erbacea tristemente nota tra gli agricoltori, ma anche da chi possiede un prato per la sua aggressività di infestante.

È conosciuta con vari nomi comuni quali Gramaccia, Gramiccia, Dente canino, Caprinella, Gramigno e Gramignone; il suo vero nome, quello botanico, è Elytrigia repens (L.) Nevski oppure la si può trovare anche sotto Agropyron repens (L.) P. Beauvais.

Appartiene alla famiglia delle Poaceae (nuova nomenclatura delle Graminaceae) e può raggiungere un’altezza di 8-12 cm. Brevemente stolonifera con steli ascendenti, ha nodi caratteristicamente allungati (4-7 mm). Le foglie sono glabre o poco pelose sul bordo e sulla pagina inferiore, con la lamina larga 8-9 mm, generalmente piana e ligula nulla. La spiga ha una lunghezza di 7-15 cm, mentre le spighette hanno 5-7 fiori di circa 10 mm ciascuna racchiuse nell’insieme di due glume e due glumelle, acute e brevemente appuntite; la cariosside è oblunga a cima villosa, le antere hanno lunghezza di 4 mm.

Si ritrova negli incolti, nei bordi di vie, campi, prati aridi, in terreni sia acidi che alcalini fino a 1400 m, ma può raggiunge anche i 2000 m.

Il suoi rizomi sono fusti sotterranei biancastri o giallastri tra 1,5 mm e 4 mm di diametro, sono ricchi di carboidrati e servono come riserva di cibo per la pianta.

Il colore delle foglie varia dal verde al glauco-azzurrastro, il lemma (brattea più esterna del fiore) all’apice è più o meno aristato e in alcuni casi le ariste sono assenti, però la resta è sempre più breve della parte laminare del lemma.

Fiorisce tra maggio e luglio ed è presente in tutto il territorio nazionale. È originaria dell’Europa, ma si è ampiamente naturalizzata anche nelle Americhe, in Australia, nel Nord dell’Asia e nel Nord Africa.

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Coltivazione e origine

Essendo una pianta infestante, che si trova facilmente senza particolari ricerche, non viene solitamente coltivata, ma si raccoglie lo spontaneo.

La Gramigna, come detto, è un’erba invasiva e risulta difficile da estirpare in quanto da ogni pezzo di rizoma rimasto in campo può svilupparsi una nuova pianta. Un metodo di eliminazione è quello di scavare in profondità nel terreno in modo tale da sradicare la maggior quantità di gramigna possibile. L'area dovrebbe essere poi essere coperta con uno spesso strato di trucioli di legno per impedire il germogliare degli eventuali "resti".

Parti utilizzate

La droga è costituita dal rizoma stolonifero. In alcuni testi antichi è riportato anche l’uso dei semi e delle foglie.

Tecniche di raccolta

Il rizoma viene raccolto in autunno e in primavera, viene liberato dalle radici, tagliato a piccoli pezzi, lavato e posto ad essiccare velocemente.


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Proprietà e uso nella storia

"impiego nella storia"

È una pianta conosciuta sin dall’antichità; Dioscoride nel suo De Materia Medica consigliava di ottenere dalle radici un succo mettendo queste a cottura con mele in egual parte, vino, incenso, pepe e mirra, diventando così un’ottima medicina per gli occhi. Il succo però andava riposto in vasi di rame. Si utilizzava anche per le ulcere alla vescica, per provocare la minzione, calmare i vomiti, “i flussi del corpo” e per eliminare (o rompere) i calcoli.

Principi attivi

Dal rizoma si ottiene un olio essenziale i cui costituenti principali sono prevalentemente monoterpeni: carvone (in percentuale maggiore), agropirene, timolo, carvacrolo, p-cimene, mentone, mentolo, trans-anetolo, e vari sesquiterpeni.

Sono inoltre presenti polisaccaridi quali la triticina, l’inositolo, il mannitolo, nonché vitamine A e B, un glucoside della vanillina, mucillagini, acidi grassi, silicio e ferro.


Benefici

Benefici

I rizomi sono molto utili nel trattamento di una vasta gamma di disturbi renali, del fegato e delle vie urinarie. Il suo è un delicato rimedio, che è ben tollerato dal corpo e non ha effetti collaterali.

L’effetto diuretico è dovuto al fatto che la gramigna è in grado di aumentare il flusso dell’urina a seguito di un aumento del flusso sanguigno verso i reni causato dalla vasodilatazione delle arterie renali.

Alcuni studiosi ritengono che l’agropinene contenuto nell’olio essenziale ha proprietà antimicrobiche e pertanto viene utilizzato il rizoma nelle infezioni urinarie, mentre le mucillagini hanno proprietà antinfiammatorie attraverso un meccanismo d’azione sia diretto sulle vie respiratorie sia riflesso sulle vie urinarie.

Trova inoltre impiego in caso di cistiti, debolezza renale, nell’iperplasia prostatica benigna, nella prostatite acuta e subacuta in assenza d’infiammazione, nelle uretriti, nell’ematuria (presenza di sangue nelle urine) con dolore durante la minzione e nel trattamento della gotta.

Ha proprietà emollienti in grado di calmare le membrane interne piuttosto che quelle esterne.

Per uso esterno è utilizzato il decotto della radice, come lavaggio, in caso di gonfiori degli arti.

E’ una pianta medicinale che può trovare impiego anche in ambito veterinario in quanto i cani e i gatti solitamente mangiano abbondanti quantità di foglie per liberarsi lo stomaco (si pensa che il nome comune di dente canino derivi proprio da questo aspetto); ai bovini invece si integra l’alimentazione con la gramigna in caso di calcoli alla cistifellea.


Gramigna comune: Prodotti ed avvertenze

Prodotti in commercio

In commercio è possibile reperire l’estratto secco, l’estratto fluido, l’infuso e la tintura madre.

La posologia dell’estratto secco e dell’infuso freddo è di 10-25 grammi al giorno; dell’estratto fluido 3-6 ml al giorno; della tintura madre 15-40 ml al giorno.

Altri usi

Colorante, stabilizzazione del terreno, alimentazione animale.

La pianta ha un lungo rizoma strisciante, pertanto viene piantata nelle dune di sabbia vicino alla costa in modo tale da stabilizzare il terreno. Dalle radici si ottiene un colorante grigio.

Ha un alto contenuto di amido e di proteine, pertanto viene impiegata ampiamente nell’alimentazione animale.

Controindicazioni

Non sono riportate in letteratura controindicazioni alle dosi consigliate né interazioni con altri farmaci. È comunque da assumere con cautela in soggetti affetti da nefriti.

Avvertenze

Alcuni autori ritengono che questa pianta abbia anche proprietà di abbassare la pressione sanguigna, pertanto l’uso in pazienti che soffrono di ipotensione è sconsigliato o, in alternativa, va assunta sotto controllo medico.



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