Piante aromatiche

fieno greco

Come si intuisce dal nome botanico, la Trigonella foenum graecum L. è quella che viene chiamata fieno greco. Il nome trigonella deriva dal latino trigonium che significa triangolare, in allusione alla forma triangolare che prende la corolla.

di Redazione

15 gennaio 2013

Caratteristiche della pianta

Come si intuisce dal nome botanico, la Trigonella foenum graecum L. è quella che viene chiamata fieno greco. Il nome trigonella deriva dal latino trigonium che significa triangolare, in allusione alla forma triangolare che prende la corolla. Diversi i sinonimi che le vengono dati nelle varie regioni italiane: erba medica (da non confondere però con la Medicago sativa, la “vera” erba medica), fen grech, fèin grech, san fen, fenu grecu, pisu molentinu, cafè messico. Il fieno greco è una pianta erbacea annuale della Famiglia delle Papillionaceae. Ha un portamento eretto, fino a quasi 50 cm. Ha foglie alterne con un lungo e sottile picciolo e sono formate da tre piccole foglioline che presentano una forma ovata, seghettate nella parte superiore e con stipole interne. I fiori sono bianchi oppure giallo pallido. Crescono all’ascella delle foglie e sono quasi privi peduncoli. La loro fioritura avviene nel mese di maggio. I frutti sono dei legumi lunghi, stretti e senza la presenza di peli. Contengono dai dieci ai venti semi ciascuno. I semi presentano un profondo solco che li divide in due lobi disuguali Appiattiti e quasi quadrati, sono molto duri e hanno un sapore amore; nonostante posseggano un odore sgradevole, vengono sovente utilizzati per la preparazione di tisane.

Coltivazione e origine

È una pianta originarie dell’Oriente, ma si è ben acclimatata lungo le coste mediterranee, in modo particolare dell’Africa, dove viene coltivata in maniera intensiva, così come avviene in India. È una pianta rara allo stato spontaneo e se la si trova è perché sicuramente è fuggita da alcune culture delle vicinanze. Il clima mediterraneo è il più idoneo con i suoi inverni miti; inverno che è il punto debole del fieno greco, infatti le improvvise gelate rischiano di comprometterne il raccolto, percui è sempre meglio adottare delle misure di prevenzione durante l’approssimarsi della stagione fredda. Al contrario non teme l’esposizione al sole, che al contrario deve essere prioritaria. Per questo durante l’estate va annaffiata spesso e regolarmente, senza far ristagnare l’acqua. Il terreno deve essere fresco, ben drenante e si vuole utilizzare del concime, questo deve essere organico. Una volta raccolti i frutti, il fieno greco può essere tranquillamente come pianta da sovescio, il quale è anche uno dei motivi principali per cui viene coltivato. Parti utilizzate La droga della pianta sono i semi, utilizzati come stimolatori della appetito e come ricostituente proteico. Tecniche di raccolta La raccolta dei semi avviene con tutto il frutto. La tecnica è la stessa usata per il grano, con macchine mietitrici che tagliano i frutti dal resto della pianta e poi in un secondo momento si separano i semi dai frutti. Oppure si possono utilizzare le mietitrebbia che svolgono tutte e due le operazioni contemporaneamente riducendo drasticamente i tempi.

Proprietà e uso nella storia

Sin dai tempi antichi, la medicina popolare lo ha stato usato come tonico e ricostituente negli stati di debolezza e astenia. Il medico arabo Avicenna (XI secolo), prescriveva il fieno greco come rimedio per il diabete. Nel 1400, Michele Savonarola lo consigliava per fare un vino che poi poteva essere usato come emmenagogo. Più attendibili gli usi suggeriti nel secolo scorsa da Campana, il quale suggeriva di bollirne i semi per estrarne una mucillagine lubrificante e emolliente usata per oftalmie e diarree da dissenteria. descrizione dei componenti Nei semi del fieno greco troviamo olio essenziale, , amminoacidi, molte mucillagini (fino al 30%), che si possono estrarre mediante la bollitura, proteine, anche esse molto abbondanti (25%) e lipidi. Poi troviamo anche glicosidi come i trigofenoside, classificati dalla lettera A alla G, che potrebbero essere i responsabili del sapore amaro dei semi. La trimetilammina, la neurina e la betaina stimolano l'appetito con la loro azione sul sistema nervoso, come gli alcaloidi dell’olio di fegato di merluzzo, ma producono anche un effetto diuretico o ureo-poietico. Molto numerosa è la presenza di saponine steroidee, in modo particolare la yamogenina e la diosgenina, la quale è utilizzata come punto di partenza per la produzione semisintetica degli ormoni steroidei, anche se la sua concentrazione non è ai livelli di quelli presenti nell’agave e nella dioscorea. Infine una nota per la fienogrechina o fenugrecina, un estere peptidico della saponina steroidea diosgenina, che sembra dare alla pianta anche delle proprietà cardiotoniche, ipoglicemizzanti e ipolipemizzante. Infine flavonoidi, steroli (sitosterolo e colesterolo), fosforo, ferro, calcio, vitamine A,B e C.

Benefici

Emolliente Si lascia bollire la polvere dei semi fintanto che non si forma una massa ricca di mucillagini che viene usata come cataplasmi esterni per il trattamento di foruncoli, ulcere, eczemi e alcune volte anche per ustioni. Tonico ricostituente Indicato nei casi di debolezza, astenia e mancanza di appetito (leggera anoressia). Questa sua caratteristica è indotta dall’alto valore nutrizionale dato dalla massiccia presenza di proteine. Ma sembra che agisca anche stimolando la motivazione al mangiare, aumentando la percezione del gusto dei cibi. Stimolante muscolare Il fieno greco è dotato di numerose sostanze che intervengono sul metabolismo degli sportivi in maniera positiva, migliorando la vitalità generale e anche la massa muscolare magra. Per la presenza della proteine è un ottimo integratore di amminoacidi essenziali e anche di sali minerali. Ipoglicemizzante L’uso come ipogliemizzante o come antidiabetico è conosciuto da sempre nella medicina araba e indiana. Studi scientifici hanno supportato questo effetto, dimostrando la sua azione sia sul diabete di tipo I che di tipo II, con evidente diminuzione della glicemia. Infatti è presente un aminoacido che aumenta la produzione di inulina da parte delle cellule del Langherans nel pancreas. Un aumento di inulina porta ad una riduzione di zuccheri nel sangue, ipoglicemia, reattiva nello stimolare il senso di fame. Ipolipemizzante I semi hanno azione anche a livello del metabolismo lipidico, con una riduzione dei trigliceridi plasmatici, del colesterolo LDL senza influenzare quello HDL (buono). Galattagogo In medicina popolare al fieno greco si attribuiscono proprietà galattogene nelle puerpere. Proprietà che se pur utili, non possono essere sfruttate a pieno poiché l’amaro dei semi viene trasmesso anche al latte, rendendolo non sopportabile per i neonati. Ciò però non esclude di poterlo usare in piccole dosi in associazione con altre piante di ugual potere. Si dice anche che sia usato per aumentare il volume del seno di una donna (anche non in caso di allattamento o stato di gravidanza).

Prodotti e avvertenze

Prodotti in commercio Raramente si trovano prodotti per tisane e infusi esclusivamente con il solo fieno greco, o dove questo sia il componente più abbondante, poiché il suo sapore amaro rende assai difficile la sua assunzione orale. Quindi la presenza del fieno greco nelle tisane avviene in associazione con altre droghe del medesimo effetto in modo che esplichino un’azione sinergica, non dettata da un’unica pianta. Diverso il caso delle capsule che evitano il contatto della droga con le papille gustative perché vanno direttamente deglutite. Si trova anche la polvere di semi, ma il suo destino è quello di essere bollita fino a diventare una massa pastosa per la presenza di mucillagini che si riversano fuori e poi usare il tutto come impacchi esterni. Controindicazioni Non sono note interazioni con farmaci di sintesi. Avvertenze Usato ripetitivamente e per periodi molto lunghi, le applicazioni esterne possono far comparire delle reazioni cutanee non desiderate. Si sconsiglia l’assunzione in allattamento poiché il latte potrebbe assumere un gusto amaro ed quindi essere rifiutato dal lattante.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici del fieno greco per la salute metabolica?
    Il fieno greco è renowned per le sue proprietà ipoglicemizzanti e ipolipemizzanti. Studi scientifici confermano che aiuta a ridurre i livelli di glucosio nel sangue, agendo positivamente sia nel diabete di tipo 1 che di tipo 2, grazie a un aminoacido che stimola la produzione di insulina. Inoltre, contribuisce a migliorare il profilo lipidico diminuendo i trigliceridi e il colesterolo LDL ('cattivo') senza impattare negativamente sull'HDL ('buono'). Queste caratteristiche lo rendono un valido alleato naturale per chi cerca di gestire il metabolismo degli zuccheri e dei grassi.
  • Come si utilizza il fieno greco per scopi cosmetici o topici?
    Grazie all'elevato contenuto di mucillagini (fino al 30%), i semi di fieno greco diventano ideali per preparazioni esterne. Bollendo la polvere dei semi si ottiene una massa pastosa ricca di mucillagine che può essere applicata sotto forma di cataplasma. Questo impacco ha un'azione emolliente e lenitiva, risultando efficace nel trattamento di irritazioni cutanee, foruncoli, ulcere, eczemi e, in alcuni casi, lievi ustioni. L'effetto principale è quello di calmare l'infiammazione e favorire la rigenerazione della pelle colpita.
  • Perché il fieno greco è sconsigliato durante l'allattamento?
    Sebbene il fieno greco sia tradizionalmente considerato un galattagogo (sostanza che favorisce la lattazione), il suo utilizzo durante l'allattamento presenta un problema pratico significativo: il forte sapore amaro dei semi si trasmette attraverso il latte materno. Questo cambiamento di gusto rende il latte poco gradevole e spesso rifiutato dal neonato, portando a un calo dell'accettazione dell'alimentazione. Pertanto, non è raccomandato l'uso orale in questa fase, a meno che non sia associato ad altre piante per mascherarne il sapore, sotto stretto controllo professionale.
  • In quali forme commerciali è disponibile il fieno greco e qual è la più indicata?
    A causa del suo intenso sapore amaro, raramente si trovano tisane o infusi composti esclusivamente da fieno greco. Solitamente viene venduto in miscele con altre erbe sinergiche per bilanciare il gusto. Le forme più pratiche per l'assunzione interna sono le capsule, che permettono di ingerire la droga evitando il contatto diretto con le papille gustative. In alternativa, la polvere di semi è comunemente utilizzata per preparare impasti da applicare esternamente, sfruttando le mucillagini estratte con la bollitura, piuttosto che per consumazioni dirette.
  • Quali nutrienti e principi attivi contiene principalmente il fieno greco?
    I semi di fieno greco sono nutricionalmente densi, contenendo circa il 25% di proteine e molte mucillagini. Tra i principi attivi spiccano le saponine steroidee (come diosgenina e yamogenina), la fienogrechina (con effetti cardiotonici e ipoglicemizzanti), e composti come trimetilammina e betaina che stimolano l'appetito. Sono inoltre ricchi di flavonoidi, steroli (sitosterolo), e minerali essenziali come ferro, calcio e fosforo, oltre alle vitamine A, B e C. Questa combinazione ne fa un potente ricostituente e stimolante metabolico.

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