escolzia - Eschscholzia californica

Caratteristiche della pianta

L’Escolzia californica è un tipo di papavero, esattamente quello che viene comunemente chiamato papavero della California o americano. Deve il suo nome al fatto che è nativo proprio dell’assolato e famoso stato degli Stati Uniti.

Lì etimologia del suo nome è differente dalla maggior parte delle piante; mentre era consuetudine dei Linneo e degli altri botanici del passato di utilizzare nomi derivanti dal latino o dal greco, Chamisso, chi ha classificato la pianta per primo nel 1821, l’ha dedicata ad un altro botanico, Escholtz. Da cui il nome Eschscholtzia californica Cham.

Essendo originaria di un paese d’oltreoceano, in Italia non esistono nomi comuni regionali o volgari per identificarla. Probabilmente verrebbe identificato come un papavero, ma non come escolzia.

Anche in Spagna il suo nome è exclocia, mentre in Gran Bretagna è californian poppy; kappen mohn in Germania e escholzie in Francia.

È una pianta erbacea perenne della Famiglia delle Papaveracee. Non presenta peli ed ha un fusto molto ramificato che raggiunge un’altezza media di 40 centimetri.

La radice è a fittone e per essere una pianta erbacea, si insinua molto in profondità nel terreno.

Le foglie sono alterne, picciolate e senza stipole. Sono tripennatofide, ovvero sono profondamente divise tanto da prendere la forma di lacinie lineari.

I fiori sono grandi e solitari, molto belli. Sono formati da 4 petali lucidi e caduchi, di colore giallo-arancio, ma non sono esclusi altri colori.

Il frutto è una cassula monoloculare che presenta delle coste longitudinali. A maturità si apre dividendosi in due valve.

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Coltivazione e origine

L’origine di questa pianta è insita nel suo nome, la California, anche se poi è largamente diffusa lungo tutti gli Stati Uniti nordoccidentali, in habitat vari che vanno dal piano sino alla montagna.

Oggi si è acclimatata in molti paesi, soprattutto in Cile dove si è naturalizzata. In Europa e in Italia non è riscontrabile alla stato selvatico, però è coltivato a scopo ornamentale per la bellezza dei fiori. Gli esemplari che si dovessero trovare allo stato spontaneo sono sicuramente alcune fuggiti dai semenzai o dai giardini.

È una pianta che ama la piena esposizione al sole e si adatta bene ai terreni argillosi, che però non presentino ristagni, anche se la sua preferenza va a quelli sabbiosi, e tra l’altro non molto fertili.

Si propaga tramite semina direttamente in piena terra, ma volendo anche in vasi in semenzaio per la produzione di fiori per appartamento.

Le annaffiature devono essere regolari e continue durante la germinazione, poi si possono diradare, ma non bisogna mai creare ristagni, altamente dannosi.

In campo non abbisogna di fertilizzanti, ma in vaso potrebbe essere necessario un intervento con i classici prodotti per piante da fiori.

Parti utilizzate

Di questa pianta si utilizzano le parti aeree, foglie, rami e fiori.

tecniche di raccolta

La raccolta dell’escolzia può avvenire come per le altre erbacee di cui si possono utilizzare le parti aeree, ovvero con una trebbiatrice meccanica con le lame tarata ad un’altezza stabilita. Oppure per i piccoli appezzamenti si può usare un falcetto per la raccolta a mano, preservando nel migliore dei modi le piante per l’anno successivo.

Non è però una pianta particolarmente diffusa, tutt’altro.


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Proprietà e uso nella storia

Le notizie storiche arrivate a noi sull'uso di questa pianta sono praticamente inesistenti.

Essendo una pianta statunitense l'utilizzo dell'escolzia era quasi esclusivo delle tribù indiane prima e di alcuni dottori pionieri del far west poi.

e' risaputo che alcune tribù indiane effettuavano impacchi e preparavano tisane per alleviare e far passare i dolori di varia natura, dalle semplici contusioni da caduta da cavallo ai dolori da ferite da combattimentom, sfruttandone il potere analgesico.

proprietà (descrizione dei principi attivi)

Sono stati isolati dei glicosidi fenolici, alcaloidi isochinolinici di vario tipo: pavinici, come l’ascoltzina e la californidina; protopinici, come l’allotriptamina e la protopina; benzofenantrinici, come la sanguinaria e la cheletrina.

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escolzia: Benefici e avvertenze

Benefici

Antispasmodica

L’azione degli alcaloidi si esplica a livello della muscolatura liscia determinandone un rilassamento. Questo meccanismo è sfruttabile per far passare ad esempio i dolori indotti dalle coliti

Sedativa

Come molte papaveracee, anche l’escolzia è dotata di un potere sedativo. Pertanto può essere impiegata per combattere l'insonnia, il nervosismo e l'ansia.

Prodotti in commercio

L’escolzia è un prodotto abbastanza diffuso nel mercato erboristico, sotto molte forme diverse di preparazioni.

Le più diffuse sono quelle liquide, sia le tinture che gli estratti liquidi, forse per praticità d’uso; ma si trovano anche compresse e capsule che utilizzano la polvere della pianta secca.

Controindicazioni

Sebbene non siano riportati effetti tossici, la ricchezza in alcaloidi consiglia un uso moderato e sotto la supervisione di un medico, quando si tratta di utilizzare la pianta fresca.

Avvertenze

Può dare assuefazione a dosi elevate o continuative nel tempo.



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