Crescione - Nasturtium officinalis

Caratteristiche della pianta

Il crescione è una pianta molto conosciuta e diffusa in Italia, usata spesso per adornare le fontane dei parchi e giardini, ma anche ad uso alimentare. Il crescione è anche conosciuto con i nomi sisimbrio, cicembro e agretto.

Linneo la chiamò Sisymbrium nasturtium, ma R. Brown la ribattezzò Nasturtium officinale, denominazione latina più famosa, anche per il fatto che il crescione è anche semplicemente conosciuto come nasturzio. In entrambi nomi, però, è sempre presente la parola nasturtium in riferimento al “torcere il naso” (nasum torquere) a causa dell’odore acuto che emana il suo succo.

La pianta è un’erbacea perenne, con il fusto, cavo internamente, che prima cresce prostrato e radicante, poi si erige fino a circa 50 cm. di altezza.

Le foglie hanno un picciolo amplessicaule, pennatosette con segmenti interi o dentati, e quello terminale più grande, quasi rotondo.

Fiori tetrameri sono piccoli e bianchi, portati su dei racemi. I sepali sono quattro e separati tra loro; cosi come i petali, che hanno una posizione a croce e superano del doppio la lunghezza dei sepali. Da porre in evidenza le antere di color giallo, differenza importante per il riconoscimento del nasturzio con il ranuncolo d’acqua con il quale a volte condivide l’habitat e si può confondere, ma questo è velenoso (ha le antere viola).

Il frutto è una siliqua deiscente, con due valve e una membrana centrale.

I semi sono bruni, alveolati; disposti in due file.

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Coltivazione e origine

È una pianta acquatica che si trova diffusa in tutta l’Europa, ovunque ci sia abbondanza di acqua. Predilige i luoghi in cui ci sia ristagno, come laghi, fontane, zone paludose, ma anche sponde di fiumi e ruscelli se la corrente è sufficientemente lenta.

Pur essendo una pianta che vive nell’acqua, la sua propagazione per seme deve essere effettuata in terra in semenzaio. La semina va effettuata un substrato che contenga terra, torba e sabbia nelle stesse proporzioni, da poi riportare in vasca; a copertura andrà messa della ghiaia per evitare che la terra vada ad intorpidire l’acqua e danneggiando così la crescita della pianta.

Parti utilizzate

Si utilizza la pianta intera allo stato fresco, senza le radici.

Per uso alimentare si preferisce raccogliere i germogli, senza lasciare alla pianta il tempo di crescere.

Tecniche di raccolta

La raccolta avviene a mano in primavera. Gli operai taglieranno la pianta, lasciando e, nel caso, sistemando le radici in modo che la pianta ricresca e l’anno successivo sia pronta per una nuova raccolta.


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Proprietà e uso nella storia

Il nasturzio è stato usato da sempre dai marinai per combattere e prevenire l’insorgere dello scorbuto nei loro lunghi viaggi per mare.

Usata in cucina per variegare le insalate, donando un sapore più deciso e pungente.

Principi attivi (descrizione dei componenti)

Il Crescione è una pianta ricca di composti inorganici, quali lo iodio, il ferro, vari fosfati, un olio fosfo-azotato, ossalato di potassio, solfato acido di potassio.

Come in tutte le brassicadaceae è presente la mirosina che agisce sul peculiare glucoside del crescione, il nasturzioside, scindendolo per via idrolitica nel sevenolo, essenza tipica di questa pianta.

Completano i composti una buona quantità di glucosio,uno dei principali principi attivi, oltre alla abbondante presenza di vitamina A, D e in modo particolare la C, che la rende una pianta antiscorbuto.


Benefici

Antiscorbuto

La generosa quantità di vitamina C, fa sì che il nasturzio sia inserito di diritto tra le piante attive nel prevenire e curare lo scorbuto, per quanto questo sia altamente raro.

Integratore vitaminico

La contemporanea presenza delle vitamine A e D, oltre alla C, permette alla pianta di essere consigliata anche come integratore vitaminico.

Stimolante dell’appetito

Il nasturzio è stato spesso usato come stimolante dell’appetito. Le sostanze amare in esso contenute stimolano i recettori dello stomaco, inducendo ad aumentare la secrezione gastrica, il cui effetto è quello di indurre uno stato di appetito.

Antilipidico - lipolitico

Da recenti esperimenti, si è potuto notare che il nasturzio ha un notevole potere lipolitico o antilipidico, cioè ha la capacità di alterare positivamente i valori dei lipidi del sangue. La riduzione del colesterolo a bassa densità (che viene volgarmente chiamato “colesterolo cattivo”) e dei trigliceridi è arrivata a toccare anche il 50% di quella iniziale.

L'attività ipolipemica è stata attribuita alla sua potenziale antiossidante sui grassi.

Alopelicia

In cosmetica il crescione si utilizza nelle lozioni e shampoo contro la caduta dei capelli dovuta all’alopecia.

Diuretico

La molecola principale del crescione, ovvero il nasturzioside, stimola la diuresi. Bisogna però tener conto del fatto che è anche leggermente irritante le mucose.

Alleviare colite ulcerosa

Sempre il nasturzoside, ma questa volta glucosinato, ovvero il gluconasturtoside, allevia i sintomi della colite ulcerosa, malattia infiammatoria cronica che colpisce l'intestino.


Crescione: Prodotti e avvertenze

Prodotti in commercio

Il fatto di dover utilizzare il crescione allo stato fresco per poterne sfruttare tutti i benefici, soprattutto per la vitamina C, fa si che in commercio siano presenti pochi prodotti; assente il crescione fresco in erboristeria, ma in alcuni supermercati potete trovare i germogli da insalata.

Diffidate degli estratti secchi e le polveri: sono due preparazioni che impoveriscono il crescione.

Le due preparazioni più comuni sono i succhi e gli estratti fluidi, da consumarsi cosi come acquistati o da miscelare con dell’acqua.

È presente in alcuni shampoo e lozioni contro la caduta dei capelli.

Controindicazioni

Nessuna.

Avvertenze

Attenzione a quando si va a raccoglierlo: lo si può confondere con il “ranuncolo

d’acqua”, con il quale si trova talvolta in crescita, che allo stato fresco è velenoso.

Raccogliere la pianta solamente da luoghi ove non vi siano pascoli di ovini, altrimenti potrebbe essere stato infestata dalla Fasciola hepatica, parassita intestinale pericoloso per l’uomo.



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