Corbezzolo - Arbutus unedo

Caratteristiche della pianta

Il corbezzolo (Arbutus unedo L., 1753), appartenente alla famiglia delle Ericaceae, è un cespuglio o un piccolo albero alto fino agli 8 m con corteccia rossastra. Le foglie sono sempreverdi con picciolo di 1 cm e lamina coriacea, lucida e oblanceolata, acuminate e dentellate sul bordo. I fiori sono riuniti in infiorescenze corimbose di 15-30 elementi, terminali ai rami con asse pendulo; il calice è ridotto a brevi lacinie di 1,5 mm; la corolla è bianco-giallastra, cerea, lucida, urceolata con 5 lobi verdastri ed antere ferruginee con 2 cornetti gialli. I frutti sono purpurei, rugosi con diametro di 1-2 cm; sono delle bacche globose chiamate “bacole” che contengono al loro interno dai 4 ai 6 semi ovali lanceolati di colore marrone scuro.

È una pianta diffusa su tutta la le regioni italiane lambite dal mare e nei paesi del Mediterraneo occidentale, tipico elemento della macchia mediterranea vegeta tra altri cespugli e nei boschi di leccio, talora (ad esempio nella Maremma Grossetana) può risultare del tutto dominante.

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Coltivazione e origine

Il nome popolare varia nelle diverse regioni d’Italia: Albatro, Arbuto, Cocomero, Rossetto, Suorvo e dalla voce Cocomero (o dalla sua radice greca “kolaros”) alcuni botanici fanno derivare il nome dal monte Conero, vicino ad Ancona, zona ricca di Corbezzolo.

Il nome Arbutus potrebbe derivare dal celtico “ar” = aspro e “butus” = cespuglio per il sapore aspro del frutto e delle foglie, mentre Unedo = unum tantum edo significa “ne mangio uno solo” deriva da Plinio il Vecchio il quale sosteneva che il frutto fosse insipido e che quindi dopo averne mangiato uno non si aveva voglia di mangiarne altri.

Il corbezzolo si ritrova abbondantemente allo stato spontaneo e raramente viene coltivato. Predilige terreni silicei e vegeta ad altitudini comprese tra 0 e 800-1000 metri.

Parti utilizzate

Del Corbezzolo si utilizzano principalmente le foglie dove si ritrovano la maggior parte dei suoi principi attivi. Anche i frutti, i fiori, le radici e la corteccia hanno proprietà curative anche se in misura meno marcata.

Tecniche di raccolta

I frutti maturano nell'anno successivo rispetto alla fioritura che darà loro origine. La pianta si trova quindi ad ospitare contemporaneamente fiori e frutti maturi, cosa che la rende particolarmente ornamentale, per la presenza sull'albero di tre vivaci colori: il rosso dei frutti, il bianco dei fiori e il verde delle foglie.

Si raccolgono le foglie cresciute nell'anno e che sono portate dai rami terminali più giovani. Si colgono in qualsiasi periodo dell’anno anche se d'estate presentano il massimo delle proprietà balsamiche.

I frutti si raccolgono quando sono ben maturi, intorno a novembre-dicembre, anche le radici vanno estirpate in questo periodo.

Le foglie una volta raccolte vanno essiccate in ambienti bui, caldi ed asciutti. Si conservano in sacchetti di carta al buio.


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Proprietà e uso nella storia

Nelle Marche la tradizione narra che gli abitanti del luogo si recassero nella zona del promontorio del Monte Conero nel giorno dei santi Simone e Giuda per cibarsi abbondantemente dei frutti del corbezzolo incoronandosi dei rami della pianta, tramandando così un rito dionisiaco rivisitato in chiave cristiana. Questa festa oggi non è più celebrata ufficialmente, ma gli abitanti amano ancora passeggiare nei boschi del promontorio per raccogliere i corbezzoli nelle giornate autunnali.

In passato le foglie e la corteccia del corbezzolo, essendo ricche di tannini, venivano utilizzate per la concia delle pelli.

Le foglie contengono varie sostanze: derivati fenolici quali l'arbutoside o arbutina, la monotropeina, unedoside, asperuloside, geniposide; numerosi tannini; resine; steroli e gomme.

Il frutto contiene per circa il 10-20% zuccheri, pectine, arbutina, triterpeni, luppolo, vari steroli, pigmenti, flavonoidi e vitamine.


Corbezzolo: Benefici e avvertenze

Le foglie ricche di principi attivi quali tannini e il derivato fenolico arbutoside hanno un uso terapeutico antisettico, astringente e diuretico. In particolare hanno azione astringente, antidiarroica, antinfiammatoria per il fegato, le vie biliari e l’apparato circolatorio; antispasmodico per l’apparato digerente e le vie biliari; diuretico, depurativo, antisettico e antinfiammatorio delle vie urinarie.

L’infuso delle foglie aiuta a contrastare i sintomi influenzali e le infiammazioni della vescica.

I frutti eduli si possono preparare in decotto con azione diuretica e astringente.

Il miele di corbezzolo ha proprietà balsamiche, antispasmodiche, diuretiche e antisettiche, in particolare per le affezioni delle vie aeree superiori.

Il decotto della radice può essere usato nell'artesclerosi, mentre quello delle foglie essendo astringente si usa come tonico sulla pelle.

Altri utilizzi

Il legno di corbezzolo e un ottimo combustibile per il riscaldamento casalingo utilizzato su camini e stufe, ma il suo utilizzo maggiore è per gli arrosti grazie alle sue caratteristiche aromatiche. Il corbezzolo è un legno molto robusto e pesante; dopo circa 60 gg dal taglio può perdere fino al 40% del suo peso.

La pianta viene utilizzata a scopo ornamentale in parchi e giardini per il colore rosso intenso dei propri frutti presenti sulla pianta contemporaneamente ai bei grappoli di fiori bianchi ed anche per il denso e lucido fogliame.

Il frutto si presta ad un moderato consumo fresco, specie se associato a quello di altri piccoli frutti del bosco. La sua trasformazione consente l'ottenimento di marmellate, gelatine, sciroppi, canditi, fermentati e distillati.

Le foglie e la corteccia contengono principi attivi utilizzati in erboristeria ed una notevole quantità di tannino sfruttato a livello industriale, soprattutto per la produzione di coloranti e per la concia delle pelli.

E' una specie con una grande capacità di reazione agli incendi e trova impegno anche nei rimboscamenti.

Non si deve eccedere con l’uso delle foglie e nel consumare i frutti del corbezzolo perché in quantità eccessive possono provocare stitichezza. Un uso eccessivo dei frutti può provocare nausea.

I frutti hanno effetto antidiarroico. Essi contengono però un alcaloide che può causare, in persone particolarmente sensibili, inconvenienti di solito non gravi.


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