Carota - Daucus carota

Caratteristiche della pianta

Se sentite dire carrot in Gran Bretagna, carotte in Francia, karotte in Germania e zanahoria in Spagna, si sta sempre parlando di carote.

L’unico ortaggio arancione che si usa in cucina, la carota per l’appunto, non è altro che la Daucus carota L., facente parte della famiglia delle Umbrellifere.

Forse non tutti sanno, che la carota nasce viola, o bianca, e non arancione. Furono gli agricoltori olandesi che nel 1720 “inventarono” il suo colore attuale, incrociandole con delle carote africane, per omaggiare la dinastia allora regnante, gli Orange.

La sua ampia diffusione è data per gli scopi alimentari della sua radice a fittone, grossa, arancione e dolce.

È una pianta biennale che nel primo anno si sviluppa al livello del terreno e le foglie crescono attorno alla radice. Le foglie sono finemente suddivise in lacinie, più o meno riveste peli, e quelle più basse notevolmente più grandi della superiori; la loro disposizione sullo stelo è alternata e tutte quante abbracciano il fusto con la base della guaina.

I fiori sono densamente raggruppati in ombrelle composte terminali. Gli stessi fiori sono molto piccoli, ma con il loro numero formano come un piano quasi piatto. Possono essere di colore bianco o rosato, mentre al centro è viola scuro, caratteristica che permette di riconoscere la Daucus carota dalle altre piante dello stesso genere.

Gli steli sono eretti, duri e ramificati, e se si lascia crescere la pianta fino al secondo anno, generalmente raggiunge circa i 2 metri di altezza.

I semi sono piccoli grigio-bruni, leggermente convessi. Hanno un lieve odore aromatico e sapore caldo e pungente.

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Coltivazione e origine

Assegniamo l’origine della carota moderna arancione all’Olanda, visto che sono state selezionate in quel paese nel 1720, ma altre specie si trovavano già diffuse in Europa, in Africa e in Asia.

La carota cresce su terreni sciolti con un mix tra sabbia e argilla, per lo più acidi (pH 6.5), ma ricchi di sostanza organica in quanto la radice è avida di nutrienti, cosa che costringe a concimare bene il campo con letame o potassio e fosforo prima della semina, mentre l’azoto va aggiunto dopo.

Da evitare i ristagni d'acqua e soprattutto i terreni sassosi e compatti perché tendono a far biforcare le radici, rendendole commercialmente inutili.

Per avere una buona rotazione culturale, l’ideale è coltivarla dopo il porro o l’aglio e comunque mai coltivarla nello stesso terreno prima di due anni dall’ultima sua cultura.

Parti utilizzate

La radice fittone è la droga, mentre vengono eliminate le radichette da esse generate. Da raccogliere prima che raggiunga la maturità, altrimenti sarà secca e legnosa anziché tenera e dolce.

I semi.

Tecniche di raccolta

La raccolta può avvenire indifferentemente a mano, afferrandola per i “ciuffi” e sradicandola , o per mezzo di macchinari.

I macchinari possono estrarre esclusivamente la carota, oppure contemporaneamente possono eliminare foglie e terreno, accorciando così il processo di lavorazione.


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Proprietà e uso nella storia

La carota allo stato spontaneo era nota sin dall’antichità, ma veniva data come foraggio agli animali e non impiegata a scopi culinari.

Negli usi tradizionali, si era soliti dare la carota come stimolatore del latte per le neo mamma con difficoltà ad allattare.

Come tutti sapranno, la corata è molto ricca di caroteni, tra i quali il più conosciuto è il β-carotene. Esso è la provitamina A, che nel fegato viene convertita in vitamina A, regolatore della funzionalità e dell’integrità del tessuto epiteliale.

Sono presenti anche altre vitamine, che rendono la carata un ottimo integratore; queste sono la vitamina B1 e B2, e la vitamina C.

Sono state isolate diverse proantocianidine, la più rappresentativa è la cianidina esterificata. Si è scoperto che queste vengono attivate in presenza di raggi UV, quindi risultano essere le dirette responsabili della difesa contro l’esposizione solare.

Troviamo acidi grassi, fistosteroli, pectine.

Da menzionare anche la presenza del glutatione, uno tra i più attivi antiossidanti.


Carota: Benefici e avvertenze

La presenza di pectine fa si che possa essere utilizzata come astringente di emergenza nelle diarree acute e croniche, efficace per lo più nei bambini.

Mangiando carote, assumiamo abbondanti scorte di β-carotene, utile nella riparazione e mantenimento dei tessuti epiteliali, come le mucosa di bocca, naso e gola.

Il β-carotene riesce a chelare gli agenti inquinanti, fungendo cosi da ottimo antiossidante contro i radicali liberi, che attaccano e invecchiano la pelle.

L’eccessivo consumo di carota, fa accumulare il β-carotene nella pelle, donandogli una colorazione scuro-aranciato, simile all’abbronzatura, e allo stesso tempo le antocianidine la proteggono dall’azione dei raggi UV. Queste due azione fanno si che prevenga le prima scottature, quelle di inizio estate quando ancora non è stata stimolata la melanina (ovvero non si è abbronzati).

“Mangia carote che cosi non porti gli occhiali”. Quante volte questa frase è stata rivolta dalle mamme ai propri figli… e non avevano torto! Infatti le carote hanno il potere di stimolare i bastoncelli, presenti nell’occhio, alla percezione della luce, anche in condizione di scarsa visibilità. Indicata quindi nei casi di emeralopia, ovvero nell’indebolimento dell’acuità visiva.

Tradizionalmente è utilizzata come galattagogo, ovvero stimolatore della produzione di latte materno.

I semi sono carminativi, stimolanti e molto utili contro la flatulenza, coliche, singhiozzo.

Sono ottimi contro le ostruzioni intestinali e nell’ittero (per i quali nel passato sono stati considerati una cura specifica); e sono anche emmenagoghi.

Prodotti in commercio

In commercio si trovano quasi esclusivamente le carote da utilizzare in cucina. Queste vengono classificate in base alla grandezza e colore.

Una curiosità: quelle chiamate “baby” non sono una specie particolare, ma sono normali carote che sono state tagliate e lavorate per renderle cosi piccole e appetibili per i bambini, che notoriamente non vengono attirati dalle verdure.

Controindicazioni e avvertenze

Non sono noti effetti indesiderati o collaterali.


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