Capelvenere

Caratteristiche della pianta

L’Adianthum capillus-veneris, o Capelvenere, conosciuta anche come barba di Giove, è una graziosissima piccola felce perenne appartenente alla famiglia delle Polipodiacee, assai simile al capelvenere dei giardinieri (diverse varietà orticole coltivate a scopo ornamentale derivate da alcune specie di origine esotica: Adianthum cuneatum, Adianthum tenerum e simili), ma di taglia più ridotta e molto più rustica.

Il suo aspetto è molto delicato e forse il suo nome deriva dal fatto che ricorda una folta e fluente capigliatura femminile; mentre il nome del genere, Adianthum significa “non bagnato” in relazione al fatto che quando piove le sue foglie tendono a far scivolare via l’acqua e a non rimanere umide.

L’aspetto di chioma le deriva dalle abbondanti e leggerissime foglioline verdi quasi flabellate, incise e cuoriformi. Sono attaccate ai rami con lunghi piccioli sottili, coriacei, lucidissimi e bruni.

Gli sporangi sono posti nella pagina inferiore dei lobi (le foglie) e sporifica in estate. Ha steli esili, neri e lucidi. La sua altezza generalmente varia dai 10 ai 50 cm e ha un modesto rizoma fornito di numerose radichette.

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Coltivazione e origine

Originaria della Gran Bretagna e dell’Europa centrale e meridionale, cresce spontaneamente in tutte le località a clima temperato e tropicale, in pianura come in collina, su rocce e terreni gessosi fino ad altitudini di 1.300 m.

Come tutte le felci, predilige posti freschi ed ombrosi, ma soprattutto molto umidi o almeno soggetti a continuo gocciolio, come attorno alle sorgenti, in prossimità delle cascate, sulle pareti all’imboccatura di grotte e caverne o al margine dei pozzi.

Le varie specie di capelvenere crescono bene in terriccio organico, umifero e fertile (va bene anche a base di torba e foglie); a seconda delle caratteristiche specifiche si possono coltivare sia all’aria aperta sia in appartamento: nel primo caso scegliete posizioni ombrose che siano naturalmente umide; nel secondo, disponete i vasi in modo che ricevano luce ma, allo stesso tempo, non vengano colpiti direttamente dai raggi del sole. In ogni caso richiede atmosfera umida.

Annaffiate sistematicamente le piante in modo che conservino sempre umido il terriccio, evitando, però di creare pericolosi ristagni d’acqua, soprattutto per quelle coltivate in vaso; ogni 30-40 giorni, somministrate un fertilizzante completo solubile in acqua.

Le specie rustiche, da coltivare all’aperto, si mettono a dimora (cioè trasferite dal vaso di coltivazione al pieno campo) in aprile; la tecnica migliore per la moltiplicazione del capelvenere è la divisione dei rizomi, da effettuarsi in primavera: dividete i rizomi in modo che ciascuna parte abbia almeno due o tre gemme.

Può essere colpita dalle cocciniglie e dal ragno rosso, che si eliminano con gli opportuni trattamenti antiparassitari.

Parti utilizzate

Si può utilizzare tutta la pianta, ma di solito è la sola parte aerea fresca o, più frequentemente essiccata, ad essere impiegata.

Dopo l’essiccazione all’ombra, va conservata in contenitore chiuso, opaco e in luogo asciutto.

tecniche di raccolta

Si possono recidere, tramite l’utilizzo di forbici per potare o lame ben affilate, le piccole fronde o raccogliere tutta la piantina dalla tarda primavera, durante l’estate, fino all’autunno. Sarebbe opportuno servirsi solo di esemplari di coltivazione per non depauperare la già scarsa diffusione attuale della specie selvatica.


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Proprietà e uso nella storia

Il capelvenere viene impiegato sin dai tempi assai remoti per la cura delle affezioni delle vie respiratorie; era un tempo il più importante ingrediente erboristico di un comune sciroppo contro la tosse, chiamato capillare, che restò in uso sino al XIX secolo.

Altre indicazioni, lo vedevano rientrane anche nelle preparazioni per la regolatazione delle mestruazioni, se non addirittura anche come abortivo. Era usato anche come vermifugo sia umano che per la cura dei prati.

Nei secoli scorsi, quando i rifornimenti di the scarseggiavano, era utilizzato come suo succedaneo.

Principi attivi

I suoi costituenti non sono stati isolati tutti. Rimane ancora una pianta alquanto sconosciuta dal punto di vista della composizione fitochimica. Si sa però che contiene mucillagine, tannini, acido gallico, zuccheri, vari principi amari, capillarina, tracce di olio essenziale.


Capelvenere: Benefici e avvertenze

Emolliente - espettorante

Ha spiccate proprietà decongestionanti, emollienti ed espettoranti. Non solo ma anche decongestionante, espettorante e sedativo bronchiale. Insomma gli impieghi abituali del Capelvenere sono tutti quelli inerenti le affezioni delle prime vie aeree dovute a raffreddamento e conseguente produzione di catarro.

Emmenagogo

Da alcuni autori ritenuto anche induttore del ciclo mestruale, tanto che in passato oltre che essere usato per tale scopo, era somministrato nelle gravidanze indesiderate come abortivo.

Antitussivo

Ai bambini viene dato come bechico, contro la tosse prodotta dai raffredamenti.

Inoltre risulta essere anche leggermente antireumatico, astringente e fluidificante biliare.

Anti calvizia

In cosmetica viene utilizzata nella formulazione di preparati, per lo più shampoo e lozioni, per il trattamento conto la forfora e contro la caduta dei capelli, più in generale nella cura dei capelli grassi.

Prodotti in commercio

È una pianta poco usata in erboristeria, forse perché poco conosciuta.

Si possono comperare alcuni prodotti per fare dei decotti oppure tinture.

Come estratto, tra gli ingredienti in shampoo e lozioni per capelli.

Controindicazioni

Non si registrano particolari controindicazioni per un uso secondo le dosi.

Evitare l’uso in caso di sospetto o accertato stato di gravidanza.

Avvertenze

Consultare sempre il medico e l’erborista, specie in concomitanza di terapie farmacologiche.

Non eccedere le dosi consigliate.

Attenzione a non confonderla con il falso capelvenere (Asplenium trichomanes) che ha fronde strette, una sola volta pennate e composte da lobi arrotondati.



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