Camedrio - Teucrium futicans

Caratteristiche della pianta

Il Teucrium chamaedrys L., comunemente detto teucrio o camedrio, deve il suo nome ad un mitico re di Troia, Teucer o Teucro, che per primo ne scoprì le proprietà medicinali, sebbene si pensi che il termine sia una storpiatura che Linneo fece al nome greco Teukrion. Il nome specifico, invece, chamaedrys, significa “quercia a terra” per la rassomiglianza delle sue foglie con quella del ben più alto simile, ma con un portamento erbaceo anziché arboreo.

Dal significato chameedrys, deriva anche un altro nomignolo molto diffuso, cioè querciolo. A questo si affiancano nomi volgari quali caledrios, camitrea, calamandrea, cersolla, cersuddra, carruedda de timpa; più tutta una serie di aggettivi associati ad “erba”, come erba calandrina, febrina, biga, sanrocca, china, querzuleina o erba cersulla.

Nelle principali lingue europee il camedrio è chiamato Germandree officinale, francese, wall germander, inglese, echter gemander, tedesco, e xamedrios, spagnolo.

È una pianta erbacea perenne, dall’aspetto cespuglioso, alta non più di 50 centimetri, appartenente alla famiglia delle Labiate.

Il rizoma è serpeggiante e gracile, con degli stoloni giallognoli.

Il gusto è sdraiato e legnoso alla base con i fusti quadrangolari.

Le foglie sono coriacee e con crescita opposta. Sopra sono lucenti, biancastre nelle pagina inferiore per la presenza di peluria. Sono di forma ovale o lanceolata con un breve picciolo e un margine fortemente crenato.

I fiori sono rosa o porpora in gruppo di 2 o 3, raccolti in spighe. La corolla è bilabiata, con il labbro superiore molto breve, mentre quello inferiore e formato da 3 sezioni, delle quali quella centrale risulta più grande di quelle laterali.

I frutti sono degli acheni.

Teucrium chamaedrys - Camedrio - Spg - Semi

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Coltivazione e origine

La sua origine è europea sud orientale. È infatti nelle regioni che vanno dalla Grecia alla Siria, e persino a Gerusalemme dove la sua presenza è assai più frequente che negli stati dell’Europa occidentale e nordica.

La pianta non ha preferenze di particolari suoli e cresce bene su qualunque tipo di substrato, anche se fiorisci al meglio in quelli calcarei, anche se sassosi. Importanti sono le annaffiature che devono essere regolari abbondanti quel tanto che basta per non far asciugare il terreno, in quanto la siccità è un suo nemico (evitare quindi l’esposizione in pieno sole continuo). Anche i ristagni idrici possono danneggiarla, mentre non soffre il freddo.

La sua propagazione avviene per seme, in questo caso è meglio seminare in semenzaio o in serra per permettere una maggior percentuale di germinazione, e poi mettere a dimora in campo quando le piantine saranno ormai ben formate e pronte per l’aria aperta.

Oppure si possono fare delle talee da prelevare in primavera, ma anche in estate. Porle a radicare in ambiente protetto e poi interrarle in campo in autunno.

Infine si possono utilizzare il metodo della divisione delle radici, da praticarsi in autunno, quando la pianta è ormai in riposo e non subirà traumi fatali.

Parti utilizzate

Si utilizzano le sommità aeree con le infiorescenze, che sono anche le responsabili dei rischi di epatite acuta.

tecniche di raccolta

La raccolta si effettua tagliando le parti più alte della pianta, con le forbici da potatura o con macchinari adeguati.


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Proprietà e uso nella storia

Galeno le consigliava per sue capacità di abbassare la temperatura corporea e far sudare, due benefici decisamente poco attendibili.

Spesso usato al posto dell’artemisia (assenzio) in quanto gli si attribuivano le stesse proprietà.

Curiosa la credenza in alcuni paesi del sud Italia, dove si pensava che facesse regredire l’ernia.

Si andava in campagna e si sceglieva una pianta di querciolo, la si tagliava in due senza però sradicarla. La persona con l’ernia doveva passarci attraverso per tre volte, dopo di che la pianta veniva riunita. Se dopo un anno, essa si riuniva perfettamente allora l’ernia era passata, altrimenti di doveva ricorrere all’operazione.

descrizione dei principi attivi

Sono presenti diversi principi amari, olio essenziale, colina, tannino, flavonoidi e acidi fenolici come il caffeico e il clorogenico.

Inoltre troviamo particolari molecole come la scutellarina, ad azione antivirale, la teucrioresina, una resina per l’appunto.


Camedrio: Benefici e avvertenze

Eupeptica – stomachica

Le sostanze amare presenti, assiem alla presenza dei tannini, rendono questa pianta particolarmente amara, ottima quindi per la funzionalità di produzione di acido gastrico applicabile sia per migliorare la digestione che per stimolare l’appetito.

Possiblità anticancro

Alcuni studi hanno intravisto un possibile impiego dei suoi estratti come base per lo possibili farmaci anticancro. Infatti è stato riscontrato che alcune molecole, non ancora identificate con precisione, hanno dato ottimi risultati nel bloccare la prolificazione delle cellule anomale e nella loro induzione alla apoptosi (morte cellulare).

Prodotti in commercio

Non dovrebbero essere acquistabili prodotti contenenti camedrio perché velenoso.

In passato, comunque, quando ancora non era possibile venderlo, si trovavano soprattutto parti essiccate pronte per gli infusi, tinture e alcoolati.

Controindicazioni

Data la non chiara situazione della pianta, in Italia proibita ma non in altre nazioni, è altamente sconsigliato il suo utilizzo in qualunque forma.

Avvertenze

La pianta è stata inserita nell’elenco di quelle non utilizzabili negli integratori alimentari e non è quindi vendibile nonostante siano reperibili alcuni prodotti che la contengono.

È però inserita tra “Gli aromi e gli ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti ottenuti dal materiale di base possono essere utilizzati esclusivamente per la produzione di bevande alcoliche”, regolamento (CE) N. 1334/2008 del parlamento europeo e del consiglio del 16 dicembre 2008, (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 31.12.2008)



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