Caigua - Cyclanthera pedata

Caratteristiche e origine della pianta

Meglio conosciuta come Caigua o Achoccha, la Cyclanthera pedata Schard., facente parte della famiglia delle Curcubitacee (come la zucca e il cocomero), è nota anche con altri due nomi: Korila e melone selvaggio (per la sua tendenza ad invadere tutto il terreno possibile).

La Cyclanhera è un erbacea rampicante annuale, simile alla vite nostrana. È monoica, ovvero lo stesso individuo produce sia fiori maschili che femminili, che solitamente maturano in tempi diversi per evitare l’autofecondazione. I fiori sono gialli e piccoli, con un odore delicato, e da soli fanno si che valga la pena di coltivarla per bellezza.

Le foglie sono glabre e profumate.

Il frutto, commestibile sia da crudo che da cotto, è simile ad un grosso peperoncino verde o al peperone cosiddetto friggitello. È di colore verde chiaro con delle venature sempre verdi, ma più scure, con una polpa bianca e tenera.

Ogni frutto contiene all’incirca 12 semi, uniti da un’unica placenta, che però vengono eliminati al momento della consumazione. Caratteristica di questo frutto è che a maturità si apre lanciando letteralmente i semi a grande distanza.

La pianta è originaria della cordigliera delle Ande, tra il Perù e la Bolivia. Dato il clima del suo luogo natio, cresce facilmente nelle zone fredde e in altura, ma si adatta facilmente anche alle elevate temperature. Non è difficile quindi farla crescere nei nostri orti.

Coltivata più in centro e sud America, alcune culture si trovano anche in Europa, per lo più effettuate da appassionati.

Pianta di caigua e frutti

Cyclanthera Pedata Seeds

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Coltivazione e raccolta

Primo piano dei frutti di caiguaNonostante la sua longevità in coltivazione, non perde la sua naturale resistenza alle malattie e parassiti.

La coltivazione di questa pianta è molto simile a quella del cetriolo. Si possono mettere i pergolati oppure semplici e bassi treppiedi. Si ricordi che tende ad invadere tutto lo spazio disponibile, a volte anche soffocando le piante vicine.

L’impollinazione avviene per mezzo di insetti, ma non è raro che si debba intervenire con una fecondazione a mano, tramite lo strofinamento dei fiori maschili su quelli femminili. Ciò per aumentare le probabilità di fecondazione dato che i fiori maturano in tempi diversi.

Prima la pianta sembra produrre solo fiori maschili e solo qualcuno femminile; e non si ha traccia della formazione dei frutti, che appaiono tutti in una volta a fine estate.

Se si lasciano i frutti sulla pianta, quando raggiungono la maturità questi si aprono lanciando i semi a notevole distanza. Se invece si raccolgono ancora verdi, come si dovrebbe, e si ha cura della pianta, questa continuerà a produrre generosamente fino ai primi freddi.

Poiché i semi posseggono una ottima germinazione, si può pensare di conservare i semi della cultura in atto. Questi devono essere recuperati prima che il frutto giunga a maturazione e poi essere posti ad essiccare completamente in un ambiente caldo, ma non in forno. Infine conservati in un contenitore ermetico fino alla prossima semina.

Parti utilizzate

La droga sono i frutti, che andrebbero raccolti quando sono ancora acerbi, ma va bene anche quando sono maturi ma non ancora apertesi per propagare i semi.

tecniche di raccolta

Non c’è una particolare forma di raccolta; i frutti vengono raccolti uno ad uno con il taglio di un paio di forbici o di una lama.


Semi - Alchechengi (Physalis alkekengi)

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Proprietà e impiego nella storia

Gli sciamani peruviani sfruttavano le proprietà della Caigua per la perdita di peso e per l’abbassamento della pressione nei riti magici e poiché si ottenevano risultati, la pianta stessa era considerata magica.

Gli abitanti creoli, invece, la conoscevano anche come pianta culinaria, inserendola nella preparazione del "Guiso Caiga" o la "Caigua Rellena".

Impiegata tradizionalmente nel diabete, nei disturbi cardiovascolari e per eliminare i grassi in eccesso.

Principi attivi

Sicuramente sono presenti peptine, acido galatturonico, resine, minerali, vitamina C, steroidi. Tra questi ultimi il sitosterolo-3-beta-D-glicoside, responsabile della diminuzione del colesterolo, in quanto a lui chimicamente molto simile e quindi competitivo per il sito di assorbimento.

La specie è non è ancora stata completamente studiata sotto l’aspetto fitochimico, questo vuol dire che ci possono essere altri principi attivi, legati o meno alla riduzione del colesterolo.


Caigua - Cyclanthera pedata: Benefici e prodotti

pocolesterizzante

I frutti della Cyclanthera hanno un effetto ipocolesterizzante. Come detto poco sopra, sono ricchi di sitosterolo-3-beta-D-glicoside, chimicamente molto simile al colesterolo, e questo fa si che ne prenda il suo posto durante l’assorbimento a livello intestinale. La conseguenza è la diminuzione dei livelli di colesterolo nel sangue.

Il trattamento con la Caigua, per almeno 3 mesi, ha mostrato miglioramenti nel rapporto tra colesterolo LDL (a bassa densità, “cattivo”) e quello HDL (alta densità, “buono”), a favore di quest’ultimo.

Riequilibrio tricligeridi

Permette anche il riequilibrio dei valori dei trigliceridi, e dei lipidi in genere. Azione che si svolge anche nei soggetti femminili nei quali lo squilibrio è una conseguenza dal cambiamento fisiologico indotto dalla menopausa.

Prodotti in commercio

Ognuno può comprare il prodotto a lui più congeniale, dato che ritroviamo numerosi tipi di preparazioni, di pratico utilizzo, come gli estratti secchi, le capsule e le compresse di polvere del frutto essiccato.

Se si è fortunati in America latina lo si può trovare in alcuni mercatini come semplice ingrediente per la cucina.

Controindicazioni

Non sono noti né effetti di tossicità, né interazioni con altri farmaci. La Caigua sembra priva anche di effetti secondari.

Avvertenze

Pazienti trattati con farmaci contro l’ipercolesterolemia devono consultare il proprio medico curante se intendono far uso della caigua.

Poiché la pianta è ancora in fase di studio, si sconsiglia l’uso in gravidanza.

Si consiglia comunque di consultare il medico di fiducia.



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