Alfafetoproteina

Alfafetoproteina

L'alfafetoproteina, come rivela il nome, svolge la sua funzione primaria durante le fasi di formazione e sviluppo dell'embrione e del feto: è in questi momenti che i livelli sono più alti, per poi stabilizzarsi a valori minori durante la vita adulta. Monitorare i livelli di alfafetoproteina permette di reperire preziose informazioni riguardanti lo stato di salute del feto in fase di sviluppo e, nell'adulto, di tenere sotto controllo l'evoluzione di eventuali forme tumorali presenti. In particolare, questa proteina viene misurata per controllare lo sviluppo del tumore al fegato. Non si tratta di un test diagnostico, ma di un modo per ottenere informazioni aggiuntive e preziose. Per questo, l'analisi viene solitamente richiesta in condizioni particolari e non rientra in normali controlli medici di routine. In generale, valori elevati possono risultare nel caso di persone tendenti allo sviluppo di malattie epatiche: in questo senso, in caso di sospetti legati a patologie di questo tipo, l'alfafetoproteina permette di offrire informazioni utili per la prevenzione. Allo stesso modo, in caso di asportazione di tumori o altri interventi chirurgici che riguardano il fegato, elevati livelli di alfafetoproteina possono essere spia di una recidiva, rendendo possibile l'intervento tempestivo.
Alfafetoproteina

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Eccesso di alfafetoproteina

Alfafetoproteina Come visto, nel corso della propria vita un individuo va incontro a diverse fasi che sono caratterizzati da diverse soglie dei livelli di alfafetoproteina. I livelli più elevati che caratterizzano la formazione del feto calano poi progressivamente, fino a stabilizzarsi intorno ai 500 ng/mL della persona adulta sana. Livelli più alti possono invece essere spia di altre patologie in corso: l'analisi delle alfafetoproteine permetterà di svolgere più accurate analisi e di individuare eventuali problemi prima che arrivino ad uno stadio avanzato. Inoltre, questa proteina fornisce molte informazioni importanti durante la gravidanza. Se la madre presenta livelli alti, il feto potrebbe essere a rischio di disfunzioni del tubo neurale, come la spina bifida. Va comunque tenuto presente che, in gravidanza, i livelli tendono in ogni caso ad essere più alti del normale. Livelli particolarmente bassi in fase di gravidanza, invece, possono essere spia di problematiche per il feto come la Sindrome di Down: ancora una volta, il controllo di questi valori è utile per dare spazio ad esami più approfonditi in modo rapido e tempestivo. In caso di data di concepimento incerta, invece, i bassi livelli rispetto alla media del periodo possono aiutare a datare correttamente la gravidanza.

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Valori medi di alfafetoproteina

I valori di alfafetoproteina, nell'adulto sano, si aggirano intorno ai 500 ng/mL, anche se la letteratura medica riporta leggere discrepanze a riguardo. In linea generale, numeri di molto lontani da questi valori possono creare allarme e richiedere controlli specifici. Solitamente, il controllo dell'alfafetoproteina viene eseguito in presenza di sospetti di malattie specifiche, in caso contrario non costituisce controllo di routine. Diverso, invece, il caso delle donne in gravidanza, per le quali i controlli vengono effettuati con regolarità e i livelli di questa proteina sono una importante spia delle condizioni di salute del feto. I livelli medi di concentrazione al terzo mese di gravidanza sono pari a 30 ng/mL, a quattro mesi di gestazione salgono a 35 ng/mL, per arrivare al quinto mese a 65 ng/mL. A questo punto la parabola si inverte e i livelli tornano a scendere, con valori medi pari a 30 ng/mL all'ottavo mese. Va comunque ricordato che si tratta di valori medi, che possono variare da donna a donna. Valori più concentrati fino a 2.5 volte possono comunque registrarsi in assenza di problematiche o anomalie. Per ogni valutazione, dunque, è fondamentale attendere il parere del proprio medico specialista, che saprà individuare eventuali fattori di rischio e intervenire se necessario.


Altre cause di alfafetoproteine alte in gravidanza

In caso di gravidanza, il monitoraggio dell'alfalfetoproteina può avvenire più volte durante tutto il periodo gestazionale per verificare che non vi siano problemi riguardanti il feto. I valori alti possono essere indizio della necessità di più accurate indagini, ma non sempre sono anomali o da considerarsi come campanelli d'allarme di pericoli in corso. Infatti, livelli elevati possono essere causati anche da ansia o stress, oppure risultare bassi rispetto alle attese del periodo se è stata fatta una scorretta individuazione della data di concepimento. In altri casi, i livelli elevati sono la prima spia che rivela la presenza di una gravidanza gemellare. Anche uno sforzo fisico può essere causa di livelli troppo elevati: in questo caso, così come per i fattori di stress, i livelli elevati dovrebbero però ritornare nella norma entro breve tempo e risultare nella norma durante il controllo successivo. A destare maggiori preoccupazioni, invece, dovrebbero essere livelli molto alti per un periodo prolungato della gravidanza, pur ricordando che non sempre segnalano una malattia effettivamente presente.




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