Integratori di ferro

Cosa sono

Il nostro organismo vige in uno stato di benessere e salute quando tutti gli apparati funzionano correttamente e quando sono presenti tutte le sostanze di cui ha bisogno per poter svolgere le sue funzioni. In alcuni casi, però, per via di malattie, patologie o semplicemente stili di vita errati, alcune importanti sostanze o componenti dell’organismo risultano carenti. In questi casi le conseguenze possono essere gravi o lievi ma è sempre meglio controllare il proprio stato di salute rivolgendosi ad un medico ed eventualmente intervenire sul problema. Tra le sostanze più importanti vi sono i Sali minerali. Molto spesso capita che il proprio organismo non assorba i sali minerali e ne abbia maggiore bisogno. In questi casi, è bene integrare questi microelementi con degli alimenti che ne contengano delle sufficienti dosi o con dei prodotti esterni che si acquistano in puti vendita specifici, gli integratori.

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Fabbisogno e fonti di ferro

Molto spesso, si registra una carenza di ferro nell’organismo. Il ferro è un microalimento estremamente importante per il nostro corpo in quanto interviene nel processo di formazione dei globuli rossi. Esistono diverse maniere di assorbire il ferro, principalmente attraverso l’alimentazione. Sia gli alimenti vegetali che animali sono delle fonti di ferro, ma il loro apporto non è il medesimo. Attraverso gli alimenti di origine animale, infatti, l’assorbimento di ferro da parte dell’organismo è nettamente maggiore. Molto spesso si associa la carenza di ferro ad una malattia che ha diverse forme, l’anemia. Si tratta di un errore grossolano da non fare in quanto l’anemia può dipendere da diversi fattori e non tutte da un deficit di ferro, come le sideropeniche. Un individuo sano può assumere in media fino al 15% di ferro attraverso una dieta equilibrata e sana. Ovviamente, come detto precedentemente l’apporto di ferro dipende dalla tipologia di regime alimentare che si segue. Facendo un esempio ovvio e pratico, coloro che seguono una dieta vegetariana o vegana assumono una quantità di ferro minore rispetto a chi assume anche alimenti di origine animale. In questo caso è sufficiente provvedere integrando le possibili carenze di ferro con degli integratori esterni. Gli alimenti di origine vegetale, infatti, contengono delle scorte di ferro, ma le percentuali assorbite dall’organismo ammontano a circa il 2-10%, a fronte del 30% ottenuto dagli alimenti di origine animale. Il motivo è semplice: il ferro che contenuto nell’emoglobina è molto più facile da assorbire per l’organismo.


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Carenza di ferro

Una dieta corretta deve apportare la giusta quantità di ferro all’organismo. Per poterlo fare è necessario introdurre nel proprio regime alimentare tutti quegli alimenti ricchi, per l’appunto di ferro, sia di origine animale che vegetale. È importante, dunque, che si assuma carne rossa, pesce, uova, legumi, frutta e verdura. Se la propria dieta presenta tutti questi alimenti in proporzioni adeguate, in genere, non dovrebbero presentarsi delle carenze di ferro. Tuttavia, il deficit di questo microelemento può dipendere anche da altri fattori, non strettamente legati all’alimentazione. Le donne sono quelle più soggette a carenza di ferro soprattutto in periodi specifici, come quello mestruale in cui vi è perdita di emoglobina e dunque di sangue. È chiaro che in questo caso la carenza si sviluppa se vi è una perdita anomala di sangue per effetto di alcune patologie. Gli individui affetti da alcune patologie come diarrea cronica, ipocloridria, steatorrea intestinale, celiachia e altre ancora sviluppano, in alcuni casi, deficit di ferro. Come detto precedentemente se si segue una dieta in cui alcuni precisi alimenti vengono eliminati, come nel caso della dieta vegetariana e vegana, si è più predisposti alla carenza di ferro, anche nei casi in cui si assumono dosi troppo abbondanti di crusca e di altre fibre. In alcuni casi la carenza di ferro può insorgere in seguito a anomale emorragie come in seguito a emorroidi, ulcere, ferite o per l’assunzione di alcuni farmaci, a causa di calcoli renali, cistiti, uretriti e altre patologie di questo tipo. In alcune fasi della vita come la gravidanza e la fase di allattamento le mamme possono presentare dei livelli di ferro alquanto basso o addirittura carente.


Integratori di ferro: Integratori

Gli integratori di ferro si raccomando nei casi precedentemente citati, laddove una “terapia” alimentare non da i risultati sperati. Quando si sviluppano delle carenze di ferro, infatti, si consiglia di rivedere la propria dieta e di integrare quelle fonte naturali del microalimento. Laddove l’introduzione degli alimenti maggiormente ricchi di ferro non porta ai risultati sperati, ovvero a un innalzamento del livello di ferro, bisogna intervenire con dei supporti esterni quali gli integratori che si trovano facilmente in commercio a prezzi competitivi. L’assunzione degli integratori deve essere regolata da un medico o leggendo le informazioni sul foglietto illustrativo. È importante rispettare in maniera rigorosa le modalità e i tempi di assunzione per evitare che vi siano delle conseguenze spiacevoli.



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