Stitichezza

La sezione del nostro sito dedicata alla stitichezza è una sezione che riteniamo sarà molto seguita, in quanto si tratta di un problema che colpisce circa il 10% della popolazione dei paesi industrializzati e in Italia circa 13 milioni di persone, in prevalenza donne (9 milioni). Quando parliamo di stitichezza o stipsi ci riferiamo alla difficoltà di svuotamento dell’intestino mediante l’eliminazione delle feci.

La scienza medica considera affetti da questo disturbo tutti coloro che nell’arco di una settimana non riescono ad effettuare almeno tre evacuazioni ma spesso molti di coloro che si dichiarano stitici hanno un’attività intestinale più regolare della norma e accusano i sintomi di una stitichezza fisiologica sulla base di un disturbo solo soggettivo. Spesso la stitichezza è determinata dalla eccessiva lentezza attraverso il colon del materiale digerito con la conseguenza che l’intestino assorbe una quantità di acqua eccessiva che rende più difficoltosa l’evacuazione. Spesso la stitichezza è dovuta ad un’alterazione dell'equilibrio della flora batterica curabile con fermenti lattici, ... continua


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      prosegui ... , come lo yoghurt, o ad una carenza di fibre alimentari.lIl problema della stitichezza è curabile con lassativi, ossia sostanze che stimolano la motilità intestinale (peristalsi), consentendo una corretta defecazione. Esistono poi cure più drastiche, come le purghe, che si praticano solo in caso di necessità con rimedi oleosi o salinici ma che fanno perdere all'organismo notevoli quantità di sodio e potassio. I lassativi più conosciuti sono la crusca, la gomma di guar, i semi di lino, la cellulosa, la carbossimetilcellulosa, che hanno la caratteristica di aumentare il volume delle feci rendendole più morbide, rilassando le pareti dell’intestino e promuovendo un’attività propulsiva secondaria. Queste sostanze inoltre garantiscono un aumento della flora microbica intestinale che contribuisce a migliorare la funzionalità e l’equilibrio dell’intestino. Gli effetti si producono non immediatamente ma solo dopo 14-72 ore.

      Naturalmente occorre avere una certa accortezza nell’utilizzare questi prodotti, tenendo conto del tipo di problema, dell’età, di condizioni particolari come la gravidanza. Infatti, quasi il 50% delle donne in gravidanza soffre di questo disturbo e ciò è dovuto al progesterone, un ormone essenziale necessario ad evitare le contrazioni dell'utero nei primi 7-8 mesi di gravidanza che ha l’effetto di diminuire anche l’intensità delle contrazioni peristaltiche e ciò determina l’emissione di feci dure e compatte.

      Il problema della stitichezza riguarda anche i neonati e i bambini un po’ più grandicelli. Spesso le mamme si allarmano e temono che il bimbo abbia questo disturbo semplicemente perché il bimbo non evacua per 2-3 giorni, ma questo non è indice di stitichezza nel bambino. Si può parlare di stitichezza vera e propria solo quando il bambino si scarica ad intervalli di almeno 4 giorni e le feci risultano dure e a forma di palline.Le cause della stitichezza del bambino devono essere ricercate in squilibri nell’alimentazione, in particolare se la dieta è carente di fibre e liquidi, in uno stile di vita troppo sedentario che non favorisce la motilità intestinale, o in vomito, febbre e inappetenza che determinano disidratazione e quindi stipsi.

      Altra causa della stipsi possono essere le ragadi anali, ossia piccoli taglietti che si formano sull’orifizio anale che provocano dolore durante la defecazione e inducono il bambino a trattenere le feci per non sentire male.

      Talvolta la stitichezza può essere dovuta a condizionamenti di tipo psicologico; infatti se nei confronti di un bambino tra i 18 e i 24 mesi che inizia a imparare l’uso del vasino si adotta un atteggiamento troppo rigido si rischia di suscitare una reazione di rifiuto e resistenza che può condizionare anche la regolarità intestinale, perché il bambino è spinto a trattenere le feci, che tenderanno a indurirsi e a rendere più difficoltosa e dolorosa l’evacuazione.

      In tutti i casi in cui il bambino ha problemi di stipsi è bene rivolgersi al pediatra che, valutata l’entità del problema, darà i consigli del caso e nei casi più gravi potrà prescrivere l’assunzione di lassativi, che peraltro hanno lo svantaggio di indurre una certa dipendenza e rendere più difficoltosa la ripresa della regolarità intestinale. E’ evidente che la dieta costituisce un valido rimedio ai problemi di stipsi. E’ quindi utile che il bambino mangi frutta e verdura, perché l’elevata quantità di acqua in esse contenuta rende le feci più morbide e favorisce la regolarità intestinale. Occorre poi che il bambino pratichi un’attività sportiva che favorisce la motilità intestinale.

      Parleremo inoltre di sintomi della stitichezza, che possono presentarsi come lievi e sopportabili dolori localizzati o diffusi che possono divenire più forti fino a sfociare in una colica; inoltre, la stipsi può essere associata a mal di testa, alitosi, insonnia e cardiopalmo e può comportare una diminuzione dell'appetito. Possono inoltre comparire dermatosi, come eczema, acne, orticaria dovute all’assorbimento di sostanze che avrebbero dovuto essere eliminate e che pertanto intossicano l’organismo.

      Ci soffermeremo in modo approfondito sull’alimentazione da seguire per cercare di ridurre il problema della stitichezza e che favorisce una regolarità intestinale.

      Questi e molti altri argomenti saranno trattati suscitando la vostra curiosità e il vostro interesse nella sezione dedicata alla stitichezza.