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Rimedi Naturali · Apparato respiratorio

Tosse grassa

Aggiornato il 31 gennaio 20134 capitoli5 domande frequenti

Cosa è la tosse grassa

Quando si parla di tosse grassa non si sta discutendo di una vera e propria malattia, bensì di un segnale che indica che c’è qualcosa che non va a livello respiratorio. La maggior parte delle volte è quindi il sintomo più ricorrente per le affezioni delle vie aeree, come possono essere raffreddori o bronchiti o polmoniti. Come ben si sa, l’organismo reagisce ad ogni invasione da parte di agenti esterni con le opportune contromisure, prima per neutralizzarli, poi se possibile di espellerli all’esterno o distruggerli all’interno. Quando l’attacco avviene da parte di batteri ed è indirizzato alle vie aeree, dei bronchi per la precisione, il corpo reagisce attaccando gli invasori che l’hanno colpito. In un primo momento questi potrebbero avere la meglio e magari ci sarà la comparsa della febbre, ma successivamente, anche con gli aiuti esterni, le difese immunitarie vinceranno debellando i batteri. Ma cosa rimane di essi? Diciamo degli involucri vuoti da espellere, come detto. Poiché sono microscopici, dai bronchi viene secreta una sovrabbondanza di muco, la cui produzione era iniziata già da prima anch’esso come arma di difesa, per creare un’amalgama corposa che possa passare attraverso la laringe. E poiché non è dotata di movimento proprio, si metto in moto il meccanismo della tosse, che le permette la risalita contro gravità su per laringe fino ad arrivare al naso o alla bocca per essere espulsa. Ecco che cosi si crea la tosse grassa.

Come affrontarla

Essendo un’operazione di pulizia interna, non si dovrebbe intervenire per bloccarla, poiché in caso contrario il muco potrebbe ristagnare nei bronchi o negli alveoli e dar luogo ad infezioni e problematiche ben maggiori rispetto alla semplice tosse grassa. Avere per settimane la tosse con produzione di tanto muco, aspettando che passi naturalmente, non è certamente piacevole. In questo caso, anziché andare contro, le si può andare incontro aiutandola, agevolando l’espulsione di ciò che deve essere eliminato. Quindi piuttosto che prendere antitussivi o sedativi della tosse, si somministrano gli espettoranti, che rendono più abbondante il muco e quindi da usarsi quando questo è in ridotte quantità che non si riesce ad espellerlo con facilità; oppure i fluidificanti che rendono il muco meno denso e quindi rendono più facile la risalita attraverso la gola. In rari casi il medico prescrive anche un leggero antinfiammatorio per placare il bruciore che tutti questi movimenti creano nella trachea (al centro del petto).

Piante mucolitiche

Le piante mucolitiche e piante fluidificanti sono dei rimedi naturali spesso usati nella tradizione popolare e che oggi stanno tornando in auge. Bisogna però conoscerle almeno discretamente prima di poterle usare, quindi se avete dubbi chiedete ad un bravo erborista, perchè pressoché tutte queste piante sono anche sedative della tosse. La differenza sta nell’intensità di questa sedazione, che va bene se è leggera, ma non se è netta ed energica, cosa che andrebbe bene invece per una tosse secca. Tra le piante mucolitiche troviamo le foglie di piantaggine, sia quella lanceolata che quella maggiore, la radice di enula e di liquirizia e le sommità fiorite di timo e di issopo. Queste droghe posseggono tutte un leggero indice antitussivo, ma un elevato potere espettorante. C’è poi chi espleta un beneficio secondario, cosi c’è il timo e l’enula che sono anche antisettiche, la liquirizia che è antinfiammatoria. Può essere usato anche il decotto di radice di altea, in quanto ha un potere lenitivo e calmante per i bronchi, favorendo l’espettorazione del muco, di conseguenza agisce come anticatarrale e decongestionante. Bacche di ginepro e gemme di pino sono accomunate dalla presenza di resina balsamica, che come si sa fa bene per il naso chiuso, questo perché agiscono come espettorante fluidificante e quindi rendono meno denso il muco, che in questa maniera diminuirà anche le irritazioni. Un’azione come blando secretolitico, ovvero aumento della secrezione del muco, l’esercita la primula, di cui si usano le tisane con l’associazione di fiori e radice poiché risultano avere un potere leggermente superiore a quelle contenenti solamente una droga.

Piante fluidificanti il muco

Sebbene le piante che aumentano la produzione del muco siano le più conosciute anche forse anche le più ricercate, non bisogna dimenticare che esistono anche quelle che hanno la capacità di rendere il muco più fluido, le cossidette fluidificanti. Quando il muco è denso è tende a ristagnare nei bronchi è necessario l’intervento di questo tipo di erbe piuttosto che di quello che stimolano la sua produzione, in quanto rischierebbero di aumentare il “tappo” da catarro e di conseguenza aumenterebbero le contrazioni per la tosse. I fiori e le bacche del sambuco, i frutti dell’anice stellato, che vengono chiamati semi, e le sommità fiorite di borragine vengono consigliati nei casi di presenza di muco denso, particolarmente appiccicoso e quindi di difficile eliminazione. A questa categoria appartiene anche il frutto del carrubo (Ceratonia siliqua). Dote nascosta e poca conosciuta di questo frutto, che però deve essere usato a tale scopo esclusivamente allo stato fresco, altrimenti cambia le propria proprietà. Altre due piante che si usano a tale scopo, ma che sono poco note e poco utilizzate, se non in circoscritte realtà paesane, dove la loro conoscenza viene tramandata dagli anziani del luogo (sperando che con il tempo non vada persa), sono la balsamita (Chrysanthemum balsamita) e la barba di becco (Tragopogon pratensis L.), di cui si adoperano le foglie della prima e le radici e i fiori della seconda.

Domande frequenti

  • È corretto assumere farmaci antitosse (sedativi) durante una tosse grassa?
    No, generalmente non è consigliato bloccare completamente la tosse grassa con sedativi. La tosse grassa è un meccanismo di difesa fisiologico fondamentale: serve a espellere il muco e i detriti cellulari accumulati nelle vie respiratorie. Bloccare questo riflesso potrebbe causare il ristagno del secreto nei bronchi o negli alveoli, aumentando il rischio di infezioni secondarie o complicanze più gravi. È preferibile utilizzare espettoranti o fluidificanti che favoriscano l'eliminazione del catarro, lasciando che il corpo svolga la sua funzione di pulizia interna.
  • Quali sono le migliori piante mucolitiche ed espettoranti per la tosse grassa?
    Tra le piante più efficaci vi sono il timo e l'enula, entrambe dotate di forte azione espettorante e antisettica, ideali per combattere le infezioni batteriche. La radice di liquirizia offre un valido supporto grazie alle sue proprietà antinfiammatorie. Anche le foglie di piantaggine e l'issopo sono eccellenti per favorire l'espettorazione. Inoltre, il decotto di radice di altea agisce come lenitivo e decongestionante, mentre le gemme di pino e le bacche di ginepro, grazie alle loro resine balsamiche, aiutano a sciogliere il muco e disostruire le vie aeree.
  • Come distinguere tra piante mucolitiche e fluidificanti nel trattamento del catarro?
    La distinzione è cruciale per un trattamento efficace. Le piante mucolitiche (come timo, enula, liquirizia) tendono ad aumentare la secrezione del muco per diluirlo meccanicamente e facilitarne l'uscita. Sono utili quando il muco è scarsissimo. Al contrario, le piante fluidificanti (come anice stellato, borragine, sambuco e carrubo fresco) agiscono rompendo i legami chimici del muco denso e appiccicoso, rendendolo meno viscoso senza necessariamente aumentarne il volume. Se il catarro è molto denso e difficile da espellere, le fluidificanti sono preferibili per evitare di creare ulteriori ostruzioni.
  • Il carrubo è utile per la tosse grassa? Come va utilizzato?
    Sì, il carrubo (Ceratonia siliqua) possiede proprietà secretolitiche e fluidificanti valide, ma il suo utilizzo richiede attenzione specifica. Per ottenere l'effetto desiderato sulla tosse grassa, il frutto deve essere impiegato esclusivamente allo stato fresco. Utilizzando il carrubo secco o trasformato, le sue proprietà cambiano radicalmente e perde l'efficacia nel fluidificare il muco bronchiale. Questa caratteristica lo rende un rimedio specifico ma limitato alla disponibilità della pianta fresca o a preparazioni particolari che ne preservino le proprietà originali.
  • Esistono piante poco conosciute ma efficaci per fluidificare il muco denso?
    Assolutamente sì, la tradizione erboristica conserva diverse piante meno comuni ma molto valide. La balsamita (Chrysanthemum balsamita), utilizzata prevalentemente sotto forma di foglie, e la barba di becco (Tragopogon pratensis), di cui si impiegano radici e fiori, sono esempi notevoli. Queste piante sono spesso tramandate oralmente nelle aree rurali e hanno spiccate capacità nel gestire il catarro ostinato. Tuttavia, essendo meno diffuse nei negozi tradizionali, richiedono una certa competenza per essere identificate e preparate correttamente, suggerendo il parere di un erborista esperto.

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