Bronchite

Cosa è la bronchite

La bronchite è una infiammazione della mucosa dei bronchi, ovvero dello strato epidermico più esterno, quello che per essere più precisi viene a diretto contatto con l’aria quando inspiriamo.

Essendo una infiammazione a carico dell’apparato respiratorio, spesso la bronchite non si manifesta da sola, ma può essere accompagnata anche da laringite, tracheite, tonsillite, tutte assieme o con solo una o più di questa. Il motivo è facilmente spiegabile. Sono tutte “sezioni” di uno stesso apparato attraverso cui passa l’aria, che farà da veicolo per il trasporto della causa dell’infiammazione (ovviamente quando la bronchite è causa da agenti patogeni che possono essere trasportati dall’aria, come ad esempio i virus dell’influenza).

Genericamente la bronchite viene classificata dai medici in bronchite acuta e bronchite cronica, che a loro volta sono generate da diversi fattori, dai quali possono prendere il nome (bronchite asmatica, bronchite allergica e cosi via), dal quale si può anche intuire il motivo che scatenante.

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Bronchite acuta e cronica

I due tipi di bronchite presentano fondamentalmente gli stessi sintomi, anche se poi possono variare con il loro decorso. La loro differenza sta però nella durata temporale e nel numero di episodi durante un anno. Mentre quella acuta è caratterizzata da un singolo episodio isolato, magari due con una ricaduta; la forma cronica, invece, si deve manifestare in maniera continuativa in un lasso di tempo ben determinato, che è stato individuato in 3 mesi in un anno e in almeno 2 anni consecutivi.

Per quanto riguarda i sintomi, come detto, hanno di base le stesse manifestazioni, come tosse con produzione di muco (sebbene la forma acuta si presenza inizialmente senza di esso), dolore e senso di bruciore dietro lo sterno; in più la forma acuta può portare febbre, perché è spesso causata da infezioni, mentre quella cronica da fattori diversi, come il fumo da sigaretta.

La forma acuta di bronchite, poi, può essere suddivisa in bronchite acuta infettiva e bronchite acuta irritativa. La prima è causata da una infezione virale, più raramente batterica, mentre la seconda da agenti come polveri minerali o vegetali, esalazioni di solventi e dal fumo. La loro sintomatologia è di tipo asmatico e se non vengono eliminati gli agenti scatenanti, allora col tempo può cronicizzarsi e divenire bronchite cronica.


La bronchite cronica e le sue complicanze

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Curare la bronchite

A volte capita che i casi di bronchite vengano sottovalutati e si spera che passino da soli, convincendosi che “tanto è solo un po’ di catarro”, cosa che già dovrebbe insospettire in quando il catarro non è normalmente presente nei bronchi, ma si forma a seguito di qualche anomalia. Quindi se vengono trascurate, in modo particolare le forme acute causate da agenti patogeni come il virus del raffreddore o dell’influenza, possono degenerare poi in patologie più complicate e pericolose, come ad esempio la broncopolmonite, quando l’infiammazione si estende a tutto l’albero bronchiale e agli alveoli polmonari, oppure la pleurite, quando l’infiammazione passa alle pleure, le due sottili membrane separate da del liquido che rivestono i polmoni e permettono il loro gonfiarsi riducendo al minimo lo sfregamento.

Rivolgersi al medico è un obbligo, quando si evidenziano questi sintomi, poiché saprà individuare il tipo di infiammazione, da cosa è dato e quindi prescriverci la cura più indicata. Ricordiamo che in caso di bronchite, ma il discorso vale anche in generale, non v preso “quel” medicinale perché consigliato da amici o parenti che hanno avuto lo stesso problema; cosi come assumere antibiotici, che spesso non servono a niente contro la bronchite, poiché questa classe di medicinali agisce solo sui batteri, mentre le bronchiti sono causate per lo più da virus (esistono anche quelle di forma batterica, ma è il medico che saprà riconoscerla come tale).

In alcuni casi, sarà necessario effettuare degli esami più approfonditi, come ad esempio una radiografia toracica, per formulare meglio la diagnosi. Spetterà però sempre al medico se prescriverla o meno.


Aiuti erboristici

Come abbiamo già detto la bronchite è una malattia che va curata dal medico con farmaci mirati, ma questo non esclude l’erboristeria, che riesce ad entrare pienamente e con merito nel suo trattamento.

Esistono piante che riescono rinforzare l’efficacia dei farmaci utilizzati in quando o riescono a interagire sul medesimo meccanismo d’azione, oppure perché collaborano con una azione secondaria “ai lati”, come ad esempio sciogliere il muco per facilitarne l’espulsione, ridurre i bruciori o le intensità dei colpi di tosse.

Sommità di isoppo, foglie di malva e piantaggine, radici di liquirizia sono solo alcune delle droghe di molte piante che possono essere utilizzate per preparare degli infusi e dei decotti che si possono somministrare indifferentemente per entrambi i tipi di bronchite.

Pianta di polmonaria, sommità di maggiorana, fiori di sambuco, primula e borragine sono la scelma migliore per la preparazione di una tisana da somministrare a chi è soggetto a bronchite acuta, da prendere tre volte al giorno: colazione, pranzo e cena.

Se invece voglia alleviare la bronchite acuta, tre le altre piante, sono indicate i semi fieno greco, i fiori di arnica e le foglie di olmo per la preparazione di un infuso, da prendere la mattina e la notte. Un tazza aggiuntiva può essere assunta se durante la giornate gli attacchi di tosse dovuti alla cronicità sono molto persistenti e fastidiosi.

La radice di saponaria e di angelica, a cui si può aggiungere la radice di polipodio e il rizoma di giaggiolo, sono consigliate per il decotto. In questo caso si possono aggiungere dopo la bollitura, ma quando il preparato è ancora caldo, bacche di ginepro e semi di anice stellato. Queste aggiunte, oltre ad avere la capacità di dilatare i bronchi, permettendo un apporto maggiore di aria, e sciogliere il muco prodotto, conferiscono alla bevanda un sapore aromatico e balsamico decisamente migliore di quello che assume il decotto se non fossero aggiunte.




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