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Cambio dell'ora: come abituarsi con abitudini e tisane

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Perché il ritorno all'ora solare pesa anche se si dorme un'ora in più

Perché il ritorno all'ora solare pesa anche se si dorme un'ora in più

A fine ottobre, nella notte tra l'ultimo sabato e l'ultima domenica del mese, le lancette tornano indietro e sulla carta guadagniamo un'ora di sonno. Eppure il cambio dell'ora si fa sentire: il nostro organismo non legge il quadrante, ma segue un orologio interno, il ritmo circadiano, che si regola soprattutto sull'alternanza di luce e buio. Spostare di colpo gli orari di sveglia, pasti e riposo costringe questo meccanismo a riallinearsi, e il riallineamento richiede da qualche giorno fino a circa una settimana. Nel frattempo possono comparire risvegli anticipati, una certa pesantezza al mattino, fame fuori orario e un umore più spento, complice anche il buio che con l'ora solare arriva già nel tardo pomeriggio. Ne risentono di più i bambini, le persone anziane e chi dorme già male o attraversa un periodo di stress. Sapere che si tratta di un passaggio temporaneo aiuta a non forzare le cose e a scegliere con calma le abitudini, e le tisane, che accompagnano il corpo verso il nuovo orario.

Nei giorni prima: spostare gli orari poco alla volta e cercare la luce

La parte più utile del lavoro si fa prima, non dopo. Se sai che le lancette torneranno indietro, nei quattro o cinque giorni precedenti prova a posticipare di circa un quarto d'ora alla volta l'ora in cui vai a letto e quella in cui ti alzi, così che la domenica del cambio dell'ora il tuo corpo abbia già percorso buona parte della distanza. Vale lo stesso per cena e colazione: spostarle gradualmente nella stessa direzione dà all'orologio interno un segnale coerente, perché anche i pasti contribuiscono a regolarlo. Il secondo segnale, ancora più forte, è la luce. Esci al mattino appena puoi, anche solo per una passeggiata breve, e lavora vicino a una finestra se la giornata lo permette: la luce naturale nelle prime ore dice al cervello che la giornata è iniziata e tiene l'orologio interno ancorato al nuovo orario. La sera, invece, non cedere al primo sbadiglio che arriva presto perché fuori è già buio: dedica quell'ora a un'attività tranquilla con una luce normale e spegni schermi e luci intense solo nell'ultima mezz'ora prima di coricarti, perché la qualità del sonno dipende anche da come lo prepari.

Dopo il cambio dell'ora: orari fissi, movimento al mattino e cena leggera

Passata la domenica del cambio dell'ora, la tentazione è di dormire fino a tardi per recuperare o, al contrario, di andare a letto alle nove di sera appena compare la prima stanchezza. Entrambe le strade allungano l'adattamento. Fissa invece orari regolari di sveglia e di riposo, anche nel fine settimana, e se la sera non prendi sonno non restare a rigirarti: alzati, leggi qualcosa con una luce bassa e torna a letto quando la sonnolenza si fa sentire davvero, perché forzare il sonno lo allontana. Il movimento aiuta, a patto di collocarlo bene: una camminata, una corsa leggera o qualche esercizio nelle prime ore del giorno rinforza il segnale di veglia, mentre un allenamento intenso a tarda sera può tenerti sveglio. Anche la tavola conta. Una cena leggera, consumata con un po' di anticipo, facilita digestione e riposo; caffè, tè nero e alcolici nelle ore serali vanno invece evitati, perché i primi ritardano il sonno e l'alcol lo frammenta nella seconda parte della notte. Cura infine la camera: buio, silenzio e una temperatura fresca sono le condizioni in cui l'organismo riposa meglio, soprattutto in una settimana in cui sta ancora cercando il suo nuovo ritmo.

Le tisane giuste al momento giusto: sera rilassante, mattino tonico

Una tisana calda alla stessa ora ogni sera è un segnale per l'orologio interno: il corpo impara ad associare quel gesto al momento di rallentare, ed è questo rito, più della singola pianta, che aiuta nei giorni del cambio dell'ora. Scegli erbe rilassanti dal gusto gradevole, così la bevi volentieri: melissa, tiglio in fiori e brattee, fiori d'arancio e camomilla sono delicate; passiflora ed escolzia agiscono di più sull'addormentamento, mentre la valeriana, dall'odore deciso, sta meglio in miscela. Prepara l'infuso con acqua ben calda ma non bollente, copri la tazza e lascia riposare per circa dieci minuti, perché gli oli essenziali non si dispersano con il vapore, e bevila un'ora prima di coricarti per non doverti rialzare di notte. Al mattino il discorso si capovolge: una tazza di rosmarino, menta o karkadè, da sola o con una fetta di zenzero fresco, accompagna il risveglio senza l'effetto eccitante del caffè e si abbina bene alla luce della prima ora. Se pensi a integratori come melatonina o magnesio, molto proposti in questo periodo, parlane prima con il farmacista o il medico, soprattutto se assumi farmaci, sei in gravidanza o la tisana è destinata a un bambino: le stesse cautele valgono per valeriana ed escolzia.

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