Vecchiaerboristeria.it · guide e consigli pratici
Rimedi Naturali · Capelli

Cuoio capelluto secco con i riscaldamenti: rimedi naturali

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Perché l'aria dei riscaldamenti inaridisce la cute

Perché l'aria dei riscaldamenti inaridisce la cute

Appena si accendono i radiatori, l'aria di casa e dell'ufficio perde umidità e diventa molto più asciutta di quella esterna. La pelle della testa è protetta da un sottile film idrolipidico, una miscela di acqua e sebo che trattiene l'idratazione: in un ambiente caldo e secco l'acqua di questo strato evapora in fretta e la cute resta senza difese. A questo si aggiunge lo sbalzo continuo tra il freddo della strada, che restringe i capillari e riduce l'afflusso di sangue ai bulbi, e il tepore degli interni. Il cuoio capelluto secco con i riscaldamenti nasce proprio da questa alternanza e si manifesta con pelle che tira, prurito insistente e piccole squame bianche e volatili che si posano sulle spalle. Prima di scegliere un rimedio conviene distinguere questa secchezza dalla forfora grassa, che si riconosce per scaglie più grandi, giallastre e attaccate alla cute, spesso con capelli che si sporcano in fretta. Se le squame sono fini e asciutte e il fastidio è comparso con i primi freddi, si tratta quasi certamente di una disidratazione stagionale, che risponde bene ai rimedi naturali. Se invece noti rossore marcato, croste o un prurito che non ti lascia dormire, fai valutare la cute al medico o al farmacista, perché potrebbe trattarsi di una dermatite che richiede un approccio diverso.

Oli vegetali e impacchi da fare prima dello shampoo

Il rimedio più immediato per restituire lipidi alla cute inaridita è un impacco di olio vegetale prima del lavaggio, una o due volte a settimana. L'olio di jojoba è quello che gli erboristi consigliano per primo, perché la sua composizione è molto vicina al sebo umano e viene assorbito senza ungere: bastano poche gocce distribuite sulla cute con i polpastrelli, con movimenti circolari lenti che favoriscono anche la microcircolazione. Vanno bene anche l'olio di mandorle dolci, più nutriente e adatto alle pelli sensibili, l'olio di avocado e l'olio di cocco, che a temperatura ambiente è solido e va intiepidito tra le mani prima dell'uso. Lascia agire l'impacco per circa venti o trenta minuti, avvolgendo la testa in un asciugamano caldo per aiutare la penetrazione, poi procedi con un lavaggio delicato e acqua tiepida. Se la cute è molto secca puoi tenere l'olio tutta la notte, proteggendo il cuscino con una federa vecchia. Chi ha capelli fini e che si sporcano facilmente faccia attenzione a non esagerare con le quantità e a concentrare il prodotto sulla cute piuttosto che sulle lunghezze, altrimenti servono due passaggi di detergente e si perde il beneficio. In genere il prurito si attenua già dopo le prime applicazioni regolari.

Aloe vera e infusi lenitivi per calmare il prurito

Accanto agli oli, che nutrono, servono anche sostanze che idratino e calmino l'irritazione superficiale. Il gel di aloe vera puro è il più indicato: ha una consistenza acquosa, rinfresca subito la cute che tira e si applica direttamente sulla pelle, a capelli asciutti o umidi, lasciandolo assorbire senza bisogno di risciacquo. Puoi usarlo anche come base per una maschera lenitiva mescolandolo con un cucchiaino di miele, che ha proprietà emollienti, da tenere una ventina di minuti prima dello shampoo. Un altro gesto semplice è il risciacquo finale con un infuso di piante emollienti e calmanti: camomilla, calendula e malva sono le più usate in erboristeria per le pelli arrossate. Prepara un infuso piuttosto concentrato di fiori secchi, lascialo raffreddare fino a renderlo tiepido, filtralo e versalo sulla testa come ultimo passaggio, senza risciacquare. Evita in ogni caso l'acqua molto calda, che porta via il poco sebo rimasto, e tieni il phon a temperatura media e a distanza, perché il getto bollente a pochi centimetri dalla cute ripete in piccolo l'effetto del radiatore. Se vuoi aggiungere oli essenziali, come lavanda o tea tree, diluiscili sempre in un olio vettore e non metterli mai puri sulla pelle.

Umidità in casa, acqua e alimentazione: le abitudini che aiutano

I rimedi applicati sulla cute funzionano meglio se riduci la causa a monte, cioè l'aria troppo asciutta. Un umidificatore nelle stanze in cui passi più tempo, o anche solo una ciotola d'acqua appoggiata sul radiatore e qualche pianta verde, riportano l'umidità a un livello più sopportabile per la pelle. Abbassare di un grado il termostato e arieggiare la casa per qualche minuto al giorno completa il lavoro, e giova anche agli occhi e alle vie respiratorie, che soffrono dello stesso problema. Ricorda poi che la pelle si idrata soprattutto dall'interno: in inverno si beve meno perché la sete cala, ma la cute ne risente. Tisane e infusi caldi aiutano a raggiungere la quantità di liquidi necessaria senza fatica. A tavola privilegia gli alimenti ricchi di acidi grassi essenziali, come noci, semi di lino, olio extravergine d'oliva e pesce azzurro, che contribuiscono a ricostruire il film idrolipidico, insieme a verdure e frutta di stagione per vitamine e minerali. Riduci infine la frequenza dei lavaggi, se ti è possibile, e scegli uno shampoo delicato senza solfati: un cuoio capelluto secco lavato ogni giorno non riesce a ricostituire la sua barriera protettiva, per quanti impacchi tu faccia.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche