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Lavaggi nasali con acqua salina: come farli e quando evitarli

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
A cosa servono i lavaggi nasali e quale soluzione salina scegliere

A cosa servono i lavaggi nasali e quale soluzione salina scegliere

Con l'arrivo dell'autunno il naso torna a essere il primo bersaglio di virus, aria secca dei riscaldamenti e polveri degli ambienti chiusi. I lavaggi nasali con acqua salina servono proprio a ripulire le cavità del naso da muco, crosticine e particelle inspirate, restituendo umidità a una mucosa che altrimenti si irrita e si gonfia. Il liquido salato fluidifica le secrezioni e le aiuta a scendere o a uscire, così respiri meglio e riduci il ristagno che favorisce sinusiti e, nei più piccoli, otiti. La scelta della soluzione dipende da come sta il tuo naso. La soluzione isotonica, chiamata anche fisiologica, contiene circa lo 0,9% di cloruro di sodio, la stessa concentrazione dei liquidi del corpo, e per questo è la più delicata: va bene per l'igiene quotidiana e per il raffreddore comune. La soluzione ipertonica, di solito al 3% di sale, richiama acqua dalla mucosa e sgonfia più in fretta, quindi è utile quando il muco è denso e il naso molto chiuso, ma può pizzicare e non è adatta a un uso prolungato. Esistono anche acque termali sulfuree o ricche di minerali, da valutare con il medico se soffri di rinite allergica o cronica.

Come fare un lavaggio nasale corretto: strumenti, posizione e temperatura

Per gli adulti gli strumenti più comuni sono la siringa senza ago, il neti lota, una piccola brocca con il beccuccio che sfrutta la gravità, e la doccia nasale, un accessorio da collegare all'apparecchio per aerosol che nebulizza la soluzione. Qualunque strumento tu scelga, usa una soluzione tiepida, vicina alla temperatura corporea: fredda dà fastidio e calda può scottare la mucosa. Se la prepari in casa, sciogli circa 9 grammi di sale fino, non iodato e senza antiagglomeranti, in un litro di acqua bollita e lasciata raffreddare; l'acqua del rubinetto così com'è non va mai usata, perché può portare nel naso microrganismi indesiderati. Piegati in avanti sopra il lavandino, inclina la testa di lato e tieni la bocca aperta per respirare, così il palato molle chiude il passaggio verso la gola. Introduci la soluzione nella narice che resta in alto, senza spingere con forza, e lasciala uscire da quella in basso; ripeti dall'altro lato, poi soffia il naso con delicatezza, una narice per volta, perché soffiare forte a naso pieno di liquido può spingere la soluzione verso le orecchie. Lava e asciuga bene lo strumento dopo ogni uso e non condividerlo con nessuno. Nei giorni di raffreddore puoi ripetere il lavaggio una o due volte al giorno, meglio se non subito prima di coricarti.

Lavaggi nasali nei neonati e nei bambini: siringa, momenti giusti e dosi

I bambini piccoli respirano quasi solo dal naso e non sanno soffiarselo, perciò il lavaggio nasale con acqua salina è per loro il modo più semplice per liberare le vie aeree. Sotto i due anni i pediatri consigliano la siringa senza ago da 2,5 o 5 millilitri, che permette di introdurre la soluzione fisiologica con una pressione moderata ma sufficiente a smuovere il muco; per i bambini più grandi vanno bene gli spray predosati o la doccia nasale micronizzata, meno invasiva e spesso meglio accettata. Sdraia il piccolo su un fianco, o tienilo in braccio con la testa leggermente ruotata, e inserisci la soluzione nella narice rivolta verso l'alto, senza mai tenere la testa all'indietro. I momenti più utili sono prima delle poppate, perché un naso libero gli consente di succhiare e respirare insieme, prima della nanna e prima dell'aerosol, dato che il farmaco nebulizzato arriva meglio in un naso pulito. Preferisci sempre le confezioni monodose sterili e, se il pediatra suggerisce un'ipertonica per il muco molto denso, limita l'uso ai giorni indicati.

Quando evitare i lavaggi nasali e quali segnali richiedono il medico

Per quanto siano un gesto semplice, i lavaggi nasali non vanno fatti in ogni condizione. Evitali, o rimandali al parere del medico, se hai un'otite in corso o dolore all'orecchio, perché il liquido potrebbe risalire attraverso la tromba di Eustachio e peggiorare l'infiammazione; lo stesso vale per chi ha una perforazione del timpano, per chi è stato operato di recente al naso o ai seni paranasali e per chi soffre di frequenti perdite di sangue dal naso. Se una narice è completamente ostruita non insistere con la pressione: il liquido non trova sbocco e cerca la via dell'orecchio. Un lieve bruciore o pizzicore durante il lavaggio è frequente e si attenua passando da una soluzione ipertonica a una isotonica e controllando la temperatura dell'acqua. Se invece compaiono dolore, sangue abbondante, febbre che non scende, secrezioni giallo-verdi che durano oltre una decina di giorni o mal di testa intenso sopra gli occhi, il lavaggio da solo non basta e serve una visita, perché potrebbe trattarsi di una sinusite da trattare. Ricorda infine che la soluzione salina non sostituisce i farmaci prescritti: li accompagna e, spesso, ne migliora l'efficacia.

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