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Oleolito fatto in casa: metodo a freddo e a caldo

Aggiornato il 30 ottobre 20264 capitoli
Che cos'è un oleolito e come scegliere olio e pianta nei mesi freddi

Che cos'è un oleolito e come scegliere olio e pianta nei mesi freddi

Un oleolito fatto in casa è una macerazione di una pianta officinale in un olio vegetale, che lavora come solvente e trattiene le sostanze liposolubili della droga: resine, carotenoidi, olio essenziale, fitosteroli e alcuni flavonoidi. L'olio che scegli deve quindi reggere settimane di contatto con la pianta e poi mesi di conservazione senza irrancidire. In inverno, quando il macerato serve soprattutto per pelle secca e screpolature da freddo, l'olio di oliva resta la scelta più affidabile, perché è emolliente, stabile e ricco di antiossidanti propri. Se preferisci una base più leggera e meno odorosa, valuta il girasole o le mandorle dolci, ricordando che quest'ultimo si ossida più in fretta e richiede qualche goccia di vitamina E. Anche la pianta va scelta con criterio. Le più adatte sono quelle ricche di principi attivi che si sciolgono nei grassi: calendula per la pelle sensibile, arnica per contusioni e indolenzimenti, lavanda e camomilla per l'azione lenitiva, rosmarino per un olio da massaggio tonificante. Nei mesi freddi lavorerai quasi sempre con la droga essiccata, e questo è un vantaggio: la pianta secca non porta acqua nel barattolo e il rischio di muffe si riduce. Fa eccezione l'iperico, i cui fiori si usano solo freschi e si preparano quindi in estate.

Il metodo a freddo: tempi di macerazione e accorgimenti d'inverno

La macerazione a freddo è il metodo più semplice e rispetta meglio le sostanze delicate. Sminuzza la pianta, sistemala in un barattolo di vetro pulito e perfettamente asciutto e coprila con l'olio in modo che resti sommersa di almeno un paio di dita: ciò che spunta fuori a contatto con l'aria è il primo punto in cui si forma la muffa. Chiudi, etichetta con data e contenuto e lascia riposare per circa ventuno giorni, scuotendo il barattolo ogni giorno per rimescolare il materiale vegetale. In estate molti lasciano il vaso al sole; in inverno la luce diretta scarseggia e la stanza è più fredda, quindi conviene tenere il barattolo in un angolo tiepido della casa, vicino a un termosifone ma non a contatto, e lontano da sbalzi di umidità. Il tempo potrà allungarsi di qualche giorno rispetto alla stagione calda, e lo capirai dal colore dell'olio, che prende la tinta della pianta, e dal profumo. Se usi droga essiccata, controlla nei primi giorni che non compaiano gocce di condensa sotto il coperchio: se le vedi, apri e asciuga il tappo prima di richiudere.

Il metodo a caldo: il bagnomaria quando serve l'oleolito in poche ore

Il metodo a caldo accorcia l'estrazione da settimane a poche ore e per questo è il più pratico nei mesi freddi, quando il sole non aiuta e magari vuoi il tuo oleolito pronto per un fine settimana. Metti pianta e olio in un barattolo di vetro o in un pentolino, poi immergilo in una pentola più grande con acqua a fuoco dolcissimo: l'acqua deve scaldare, mai bollire, perché il calore eccessivo degrada i componenti più fragili e accelera l'ossidazione dell'olio stesso. Lascia in infusione per qualche ora, rimescolando di tanto in tanto e rabboccando l'acqua del bagnomaria se cala. Questo metodo è indicato per le droghe più dure, come radici e cortecce, che a freddo cederebbero poco, e per le piante secche in generale. Spegni, lascia raffreddare nel bagnomaria e filtra solo quando l'olio è tiepido, così scorre bene attraverso il tessuto. Se noti un odore di fritto o un olio imbrunito, la temperatura è salita troppo: la preparazione non è pericolosa, ma avrà una qualità inferiore e durerà meno. In cambio di un'attenzione costante al fornello ottieni un macerato pronto in giornata.

Filtrare, conservare e usare l'oleolito durante l'inverno

Quando l'estrazione è conclusa filtra l'olio attraverso una garza o un telo di cotone a trama fitta sistemato in un colino, strizzando con cura la pianta per recuperare tutto il liquido, poi lascia riposare il filtrato una notte e travasalo di nuovo lasciando sul fondo l'eventuale deposito acquoso o le polveri più fini. Versa l'oleolito in bottiglie di vetro scuro ben asciutte, riempiendole fino all'orlo per ridurre l'aria, ed etichetta con pianta, olio e data. Conservalo al fresco e al buio: in inverno un ripostiglio o una dispensa non riscaldata vanno benissimo. Un macerato ben fatto su olio di oliva dura diversi mesi; un odore pungente o acre ti dice che si è irrancidito e va buttato. Nei mesi freddi l'oleolito dà il meglio come olio da massaggio per mani, labbra, gomiti e talloni screpolati, oppure come base per un unguento protettivo da sciogliere con poca cera d'api. Ricorda che resta un cosmetico e non un farmaco: su pelle lesa, nei bambini piccoli o se segui terapie dermatologiche chiedi prima al medico o al farmacista, e prova sempre una piccola quantità sull'avambraccio per escludere reazioni.

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