Perché la radice di tarassaco si raccoglie tra ottobre e inizio novembre
Il tarassaco è una pianta perenne che, con l'arrivo dei primi freddi, smette di investire energie nelle foglie e nei fiori e concentra le riserve nella radice, dove accumula soprattutto inulina e sostanze amare. Per questo la radice di tarassaco si raccoglie tradizionalmente in autunno, tra ottobre e l'inizio di novembre, quando la parte aerea comincia a ingiallire ma il terreno non è ancora gelato. Una raccolta primaverile è possibile, ma la radice risulta più povera e più fibrosa, perché la pianta ha già speso le riserve per ripartire. Scegli piante di almeno due anni, riconoscibili dalla rosetta ampia e dal colletto robusto: hanno un fittone più sviluppato e più ricco. Verifica che si tratti davvero di tarassaco, con le foglie dentate disposte a rosetta, lo scapo fiorale cavo e privo di foglie e il lattice bianco che esce al taglio, perché altre composite dei prati gli somigliano nelle foglie. Evita i bordi delle strade, i campi coltivati di cui non conosci i trattamenti e le aree frequentate dai cani: la radice assorbe ciò che trova nel terreno e non puoi lavarlo via.
Come scavare il fittone senza spezzarlo
La radice di tarassaco è un fittone che scende in verticale e nei terreni sciolti arriva a circa trenta centimetri di profondità, quindi non si strappa: se tiri la rosetta ti resta in mano il colletto e la parte migliore rimane nel terreno. Aspetta un giorno in cui la terra sia umida ma non fangosa, magari dopo una pioggia, e lavora con una forca da giardino o con una vanga stretta, affondando a qualche centimetro dal colletto su due lati opposti per fare leva e sollevare la zolla intera. Chi raccoglie con regolarità usa l'estirpatore per tarassaco, un attrezzo a forcella lunga che si infila lungo il fittone e lo solleva con poca fatica e senza romperlo. Una volta fuori, scrolla la terra in eccesso con le mani e taglia la rosetta di foglie poco sopra il colletto: le foglie autunnali sono amare e coriacee, ma vanno bene nel compost. Raccogli con misura, prendendo qualche pianta qua e là e lasciandone altre a riseminare il prato, così l'anno successivo troverai ancora fittoni da scavare nello stesso posto.
Pulizia e taglio della radice prima dell'essiccazione
Lava le radici di tarassaco subito dopo la raccolta, prima che la terra si asciughi e si incrosti: tienile sotto l'acqua corrente e passale con una spazzola a setole dure, insistendo nelle fessure tra le radichette laterali. Elimina il colletto con i residui di foglie, le radichette troppo sottili e le parti ammaccate o scure, poi tampona ogni fittone con un canovaccio pulito. Non lasciare le radici a mollo: assorbono acqua, si gonfiano e poi impiegano molto più tempo a seccare. Taglia subito dopo il lavaggio, perché il lattice che esce dalle superfici recise ossida in fretta e la radice tende ad annerire. Le radici sottili puoi lasciarle intere, quelle più grosse tagliale a rondelle o a fette per il lungo, cercando uno spessore il più possibile uniforme di pochi millimetri: pezzi di dimensioni simili asciugano nello stesso tempo e non ti ritroverai con parti già secche accanto ad altre ancora umide, che sono quelle che ammuffiscono nel barattolo. Se la radice ti serve per il decotto, il taglio a pezzetti minuti è già quello giusto e ti risparmia di sminuzzarla da secca, quando è molto più dura.
Essiccazione all'aria o in essiccatore e conservazione
Il metodo tradizionale è l'essiccazione all'aria: distribuisci le fette in un solo strato su un graticcio, una rete o un telo di cotone, in un locale ombreggiato, asciutto e ventilato come un sottotetto. Girale ogni giorno e controlla che non compaiano macchie di muffa; in base all'umidità dell'aria e allo spessore dei pezzi servono da una a due settimane. Se disponi di un essiccatore domestico imposta una temperatura bassa, attorno ai quaranta gradi, e prosegui per alcune ore fino a completa asciugatura. Il forno è un ripiego: usalo alla temperatura minima con lo sportello socchiuso, perché un calore eccessivo tosta la radice e ne cambia aroma e proprietà. La radice di tarassaco è pronta quando si spezza di netto con un piccolo schiocco invece di piegarsi: se resta elastica contiene ancora acqua e va rimessa a seccare. Conservala in vasi di vetro a chiusura ermetica, al riparo da luce, calore e umidità, con un'etichetta che riporti pianta e data di raccolta. Ben conservata mantiene aroma e sapore amaro fino alla raccolta successiva, così hai la materia prima per i decotti di tutto l'inverno. Resta un rimedio tradizionale: se segui terapie o hai disturbi alla cistifellea, chiedi prima al medico o al farmacista.





