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Come proteggere le piante aromatiche in vaso dal freddo

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Quali aromatiche in vaso temono il gelo e quali lo sopportano

Quali aromatiche in vaso temono il gelo e quali lo sopportano

Non tutte le piante aromatiche in vaso reagiscono allo stesso modo alle prime gelate, quindi prima di coprire tutto conviene capire con cosa hai a che fare. Le perenni di origine mediterranea come rosmarino, salvia, timo, origano, lavanda e alloro sopportano qualche grado sotto zero quando sono in piena terra, ma in vaso diventano più fragili: il pane di terra è piccolo, si raffredda in fretta e l'acqua trattenuta dal terriccio può gelare ed espandersi, rompendo le radici più fini. Quando questo accade la pianta non riesce più ad assorbire acqua e, pur restando verde per qualche giorno, finisce per seccare. Le gelate notturne con cielo sereno e senza vento sono le più insidiose, perché il calore accumulato di giorno si disperde molto in fretta. Il basilico è un'annuale e con il freddo conclude il suo ciclo: raccogli le ultime foglie o porta la pianta in casa se vuoi prolungarla di qualche settimana. Menta, melissa ed erba cipollina invece entrano in riposo, la parte aerea ingiallisce e secca ma radici e rizomi restano vivi nel vaso, pronti a ricacciare in primavera. Più delicate sono le aromatiche di origine tropicale come la citronella, che vanno sempre ricoverate al coperto.

Dove sistemare i vasi: pareti esposte a sud, tettoie e piedini

Capito cosa rischia ogni pianta, il primo intervento, e il meno costoso, è spostare i vasi. Un angolo di balcone riparato dal vento, lo spazio sotto una tettoia o la base di una parete esposta a sud fanno una differenza notevole, perché il muro della casa assorbe calore di giorno e lo restituisce di notte, smorzando l'escursione termica. Se hai diversi contenitori, raggruppali: le chiome vicine creano un microclima più stabile e i vasi esterni fanno da schermo a quelli interni. Solleva poi ogni vaso da terra con piedini in plastica, listelli di legno o un paio di mattoni, perché il pavimento gelido raffredda il fondo del contenitore molto più dell'aria, e il rialzo favorisce anche lo scolo dell'acqua in eccesso. Per le specie che non tollerano il gelo, come basilico e citronella, il ricovero va fatto al coperto, ma scegli un ambiente luminoso e fresco: una veranda, un vano scale con finestra, una stanza poco riscaldata. Le aromatiche mediterranee soffrono l'aria secca e calda dei termosifoni, quindi se proprio devi portarle dentro tienile lontane dalle fonti di calore e vicino a un vetro, aprendo di tanto in tanto per far circolare l'aria.

Coprire chioma e radici con tessuto non tessuto, juta e pacciamatura

Quando la posizione riparata non basta, perché il balcone è esposto o le gelate previste sono intense, copri le piante. Il materiale che i vivaisti usano di più è il tessuto non tessuto, spesso abbreviato in TNT: un velo leggero e traspirante che lascia filtrare luce e aria, limita la condensa e protegge dal vento e dal gelo. Avvolgi la chioma senza stringere, fermando il telo alla base con uno spago, e nelle notti più fredde copri anche il vaso. Evita la plastica a contatto diretto con le foglie: non respira, trattiene l'umidità e favorisce marciumi e muffe. Per il contenitore vanno bene un sacco di juta, qualche giro di pluriball rivestito di tela o un coprivaso termico, perché difendere le radici conta più che difendere i rami. Sulla superficie del terriccio stendi uno strato di pacciamatura con foglie secche, paglia o corteccia sminuzzata. Non impedisce al gelo di arrivare, ma riduce gli sbalzi di temperatura nel substrato e trattiene il calore accumulato durante il giorno. Nelle giornate miti e soleggiate scopri le piante per qualche ora, così l'aria circola e la chioma si asciuga: la copertura permanente di una pianta aromatica in vaso è tra le cause più comuni di ingiallimenti e malattie fungine invernali.

Acqua, concime e potatura: cosa cambia con il freddo

Il freddo cambia anche il modo di annaffiare. In inverno le aromatiche consumano poca acqua e un terriccio zuppo è il pericolo maggiore, perché gela più facilmente e fa marcire le radici. Bagna solo quando il substrato è asciutto in profondità, al mattino di una giornata mite, e svuota sempre il sottovaso. Sospendi del tutto il concime: stimolerebbe una vegetazione tenera che il gelo brucia alla prima notte fredda. Per lo stesso motivo rimanda le potature importanti alla primavera e limitati, in autunno, a togliere i rami secchi o rotti. Dopo una gelata non affrettarti a eliminare le parti brunite: spesso fanno da schermo a quelle sottostanti e la pianta mostra da sola cosa è vivo quando ricaccia. Controlla i vasi dopo ogni ondata di freddo e, se il terriccio si è sollevato o il contenitore si è crepato, rinvasa appena le temperature lo consentono: con queste attenzioni le tue aromatiche arrivano alla bella stagione pronte a ripartire.

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