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Selenio: a cosa serve e in quali alimenti si trova

Aggiornato il 08 ottobre 20264 capitoli
Che cos'è il selenio e quali funzioni svolge nell'organismo

Che cos'è il selenio e quali funzioni svolge nell'organismo

Il selenio è un oligoelemento, cioè un minerale presente nel corpo solo in tracce, eppure necessario a molti processi. Nell'organismo non lavora da solo: entra nella struttura di un gruppo di proteine, le selenoproteine, fra cui enzimi antiossidanti come la glutatione perossidasi, che proteggono le membrane cellulari dai danni dello stress ossidativo e agiscono in sinergia con la vitamina E. Fa parte anche delle deiodinasi, gli enzimi che convertono gli ormoni tiroidei nella loro forma attiva, per questo una tiroide che funziona bene ha bisogno di un apporto regolare di questo minerale. A queste funzioni si aggiunge il contributo alle difese immunitarie e alla crescita delle cellule, due aspetti che spiegano perché il selenio venga citato spesso in autunno, quando il cambio di stagione mette alla prova l'organismo e i capelli tendono a cadere di più. Le ricerche indicano un effetto favorevole anche sulla salute del capello, legato al ruolo antiossidante e al corretto funzionamento della tiroide, ma si tratta di un sostegno che si esprime quando l'apporto è adeguato, non di un rimedio da aumentare a piacere.

Fabbisogno giornaliero, carenza ed eccesso di selenio

Il fabbisogno medio di un adulto si aggira intorno a 55 microgrammi al giorno, una quantità minima che una dieta varia copre senza difficoltà. Il contenuto di selenio degli alimenti dipende però da quanto ne contiene il terreno in cui sono cresciuti i vegetali o si sono nutriti gli animali, quindi in alcune zone l'apporto può risultare più basso di quanto ci si aspetti. Una carenza vera è comunque poco frequente e riguarda soprattutto chi segue diete molto restrittive o ha problemi di assorbimento intestinale, come nelle malattie infiammatorie croniche dell'intestino o nelle persone in dialisi. Fai attenzione però all'eccesso, perché il margine fra la dose utile e quella dannosa è più stretto rispetto ad altri minerali. L'assunzione massima suggerita è di circa 450 microgrammi al giorno: superarla a lungo porta alla selenosi, un'intossicazione che si manifesta proprio con perdita di capelli e unghie fragili, cioè l'opposto di quello che molti cercano, e nei casi gravi può coinvolgere il sistema nervoso e il cuore. Se sospetti una carenza, valuta con il medico un dosaggio del selenio nel sangue prima di integrare: così eviti sia di trascurare un deficit reale sia di assumere quantità inutili.

Gli alimenti più ricchi di selenio e come conservarlo in cucina

Il selenio si concentra negli alimenti proteici, quindi le fonti principali della dieta sono pesce, carne, frattaglie e uova. Fra i pesci spicca il tonno, con circa 92 microgrammi in una porzione da 85 grammi, seguito da sardine, ostriche, vongole, gamberi e salmone; fra le carni il prosciutto crudo, il maiale magro, il manzo e il tacchino ne forniscono quantità più modeste ma regolari, e un uovo ne apporta circa 20 microgrammi. Latte, yogurt e ricotta contribuiscono con dosi minori, mentre fra i vegetali contano soprattutto i cereali integrali, come il riso integrale, e alcuni funghi; frutta e verdura ne contengono poco, con l'eccezione delle piante ricche di composti solforati come aglio e cipolla. L'alimento più ricco in assoluto è la noce del Brasile: una manciata da 28 grammi, cioè sei-otto noci, arriva a circa 544 microgrammi, molto oltre il fabbisogno quotidiano. Per questo limitati a una porzione un paio di volte a settimana e non consumarle ogni giorno, così sfrutti il loro apporto senza avvicinarti alla soglia di tossicità. Tieni conto anche che una parte del selenio si perde con la cottura, perché forma composti volatili: metodi brevi e delicati, come il vapore o la padella a fuoco moderato, ne conservano di più rispetto a bolliture prolungate.

Integratori di selenio in autunno: quando valutarli e con quali cautele

Se la dieta è varia e comprende pesce, uova e cereali integrali, in autunno non hai bisogno di un integratore di selenio solo perché i capelli cadono di più: la caduta stagionale è fisiologica e tende a risolversi da sola. L'integrazione ha senso quando esiste una carenza accertata, quando l'alimentazione è povera di proteine animali o quando il medico lo suggerisce per sostenere la tiroide, spesso insieme a un apporto adeguato di iodio. In erboristeria lo trovi in forma organica, come selenio da lievito o selenometionina, che l'organismo assorbe bene, oppure in forma inorganica come selenito di sodio, spesso in prodotti multiminerali che lo associano a zinco e vitamine. Qualunque formula tu scelga, controlla sempre in etichetta il dosaggio per compressa e confrontalo con il fabbisogno giornaliero, ricordando che devi sommare anche il selenio che arriva dagli alimenti e da altri integratori. Chiedi consiglio al farmacista o all'erborista se assumi farmaci per la tiroide, se sei in gravidanza o se hai problemi renali, e rivolgiti al medico se la caduta dei capelli è intensa o accompagnata da stanchezza persistente, perché la causa potrebbe non dipendere da questo minerale. Un uso misurato ti permette di coprire un'eventuale mancanza senza correre rischi inutili.

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