Perché con i primi freddi la pelle diventa secca e cosa le manca davvero
Con i primi freddi la pelle secca peggiora quasi sempre, e il motivo è semplice: l'aria fredda e asciutta all'esterno, i riscaldamenti accesi in casa e gli sbalzi di temperatura assottigliano il film idrolipidico, cioè quello strato di sebo e acqua che trattiene l'umidità e protegge dalle aggressioni esterne. Una pelle che già di suo produce poco sebo si ritrova così con una barriera più fragile: tira dopo la doccia, si arrossa sulle guance e si screpola su mani e labbra. Per scegliere bene tra burro di karité e oli vegetali conviene chiarire un equivoco frequente: nessuno dei due idrata, perché non contiene acqua. Quello che fanno è apportare lipidi e rallentare l'evaporazione dell'acqua già presente nella pelle. Per questo danno il meglio quando li applichi su pelle umida o sopra un prodotto acquoso, come una crema o un idrolato, così da sigillare l'acqua invece di stenderli su una pelle disidratata che resterebbe tale sotto uno strato grasso. Se tieni a mente questa distinzione, eviti di comprare prodotti che non risolvono il problema della pelle secca.
Quando preferire il burro di karité: le zone che si screpolano
Il burro di karité è la scelta più sensata quando la secchezza è marcata e localizzata: mani che si spaccano sulle nocche, labbra screpolate, gomiti, ginocchia e talloni ruvidi, oppure le guance esposte al vento. Solido a temperatura ambiente e ricco di acidi grassi e vitamine, forma sulla pelle una pellicola protettiva più consistente di qualsiasi olio, che resiste meglio al freddo e ai lavaggi ripetuti delle mani. Per lo stesso motivo sul viso va dosato con misura: su una pelle secca ma sottile, o con qualche imperfezione, una quantità abbondante risulta pesante e lascia un effetto lucido. Prendine poco, scaldalo tra le dita finché non diventa cremoso e massaggialo sulla zona ancora un po' umida, meglio la sera, così agisce durante la notte senza la sensazione untuosa di giorno. Se lo trovi troppo compatto, ammorbidiscilo lavorandolo con qualche goccia di olio vegetale: ottieni una consistenza più scorrevole senza rinunciare all'effetto barriera, utile soprattutto per le mani.
Oli vegetali: scegliere in base agli acidi grassi, non al nome
Gli oli vegetali sembrano tutti simili, ma si comportano in modo diverso a seconda degli acidi grassi che li compongono. Quelli ricchi di acido oleico, come l'olio di mandorle dolci, l'olio di avocado o l'olio di oliva, sono più ricchi al tatto e più nutrienti: sono i più indicati per una pelle secca che non ha problemi di impurità, perché limitano bene la perdita d'acqua e lasciano la pelle morbida ed elastica. Quelli ricchi di acido linoleico, come l'olio di vinaccioli o di semi di girasole, sono più leggeri e si assorbono in fretta: vanno meglio se la tua pelle è secca ma tende alle imperfezioni, oppure se sul viso un olio ricco ti dà fastidio. A parte sta l'olio di jojoba, che tecnicamente è una cera liquida molto simile al sebo: si assorbe senza ungere e va bene per quasi tutti i tipi di pelle, viso compreso, anche se da solo protegge meno di un olio oleico nelle giornate più fredde. Ricorda infine che gli oli essenziali sono tutt'altra cosa: sono estratti volatili e concentrati, non nutrono la pelle e non vanno mai applicati puri. Scegliendo l'olio in base al profilo e non alla moda del momento spendi meglio e trovi più in fretta quello che la tua pelle tollera.
Come usarli con i primi freddi: routine, abbinamenti e precauzioni
Nelle prime settimane di freddo non serve stravolgere la routine: basta spostarla verso texture più ricche. Al mattino, dopo una detersione delicata con un detergente oleoso o cremoso, applica la crema e, se la pelle tira ancora, poche gocce di olio sulle zone più secche. La sera usa l'olio vegetale puro su viso e corpo ancora umidi dopo la doccia, oppure stendi il burro di karité su mani, labbra e piedi prima di dormire. Se la pelle è molto secca puoi abbinarli: l'olio per tutto il corpo e il burro solo dove si screpola. Evita docce lunghe e molto calde, che sciolgono i lipidi della barriera, e usa un umidificatore se i termosifoni rendono l'aria di casa troppo asciutta. Qualche precauzione: molti oli derivano da frutta a guscio, quindi se hai allergie accertate chiedi al farmacista prima di usarli e prova il prodotto su una piccola zona dell'avambraccio per un paio di giorni. Preferisci oli spremuti a freddo e conservali al riparo da luce e calore, perché quelli ricchi di acidi polinsaturi irrancidiscono in fretta e un olio ossidato irrita invece di proteggere. Se la pelle secca resta screpolata, si spacca o prude in modo persistente, parlane con il medico o il dermatologo, perché potrebbe trattarsi di una dermatite che richiede altro.





