Cosa sono i geloni e perché compaiono con i primi freddi
I geloni, che il medico chiama eritema pernio, sono un'infiammazione dei piccoli vasi sanguigni della pelle che compare quando le estremità passano in modo brusco dal freddo al caldo. Il meccanismo è semplice: al freddo i capillari si restringono per trattenere il calore, e se poi scaldi le mani o i piedi troppo in fretta, magari appoggiandoli al termosifone, si dilatano più velocemente dei vasi più grandi, lasciando filtrare parte del sangue nei tessuti vicini. La pelle reagisce a questo piccolo danno con rossore, gonfiore e prurito. Per questo i geloni si presentano con i primi freddi e tendono a tornare ogni inverno nelle persone predisposte, in particolare in chi ha una circolazione periferica lenta, nelle donne e nei fumatori. Colpiscono soprattutto le dita di mani e piedi, ma possono comparire anche su talloni, naso e orecchie. Sapere che la causa è lo sbalzo termico, e non il freddo in sé, ti aiuta a capire perché la prevenzione passa prima di tutto dal modo in cui ti riscaldi.
Come riconoscerli, quanto durano e quando sentire il medico
Riconoscere un gelone non è difficile: la zona colpita diventa rossa o violacea, si gonfia e inizia a prudere, con un bruciore che aumenta proprio quando ti scaldi. Nei casi più intensi la pelle può diventare lucida e tesa, fino a formare piccole vesciche o screpolature. Resisti alla tentazione di grattarti, perché il grattamento non dà sollievo e rischia di aprire la pelle, favorendo infezioni che rallentano la guarigione. Se eviti nuove esposizioni al freddo, i geloni si risolvono di solito in una-tre settimane circa e non sono contagiosi, perché non dipendono da virus o batteri. Rivolgiti però al medico se il dolore aumenta, se compaiono ulcerazioni o se gli episodi si ripetono ogni anno, perché geloni ricorrenti possono segnalare un disturbo della circolazione o del tessuto connettivo che merita di essere valutato.
Rimedi naturali: le piante che aiutano il microcircolo e la pelle
Una volta chiarito di cosa si tratta, puoi affidarti ad alcune piante che l'erboristeria utilizza da sempre per il microcircolo e per la pelle irritata. La centella asiatica, in crema o unguento, aiuta a rinforzare le pareti dei capillari e a renderle più elastiche; il rusco, detto anche pungitopo, ha un'azione protettiva sui vasi e ne sostiene il tono; l'arnica stimola la circolazione locale e favorisce il riassorbimento dei piccoli gonfiori, ma va applicata solo su pelle integra, mai su vesciche aperte o screpolature. L'elicriso, con il suo olio o in pomata, è apprezzato per l'effetto lenitivo sul rossore e sul prurito. Applica il prodotto con un massaggio leggero, dalla punta delle dita verso il polso o la caviglia, più volte al giorno finché il fastidio non si attenua. Se la pelle è già lesa, preferisci una pomata alla calendula o un unguento a base di cera d'api e olio vegetale, che proteggono e favoriscono la riparazione senza irritare. Chiedi comunque consiglio all'erborista o al farmacista se segui terapie o se la zona non migliora, così scegli il preparato adatto al tuo caso.
Prevenire i geloni: come riscaldare mani e piedi senza sbalzi
I rimedi funzionano meglio se li accompagni con abitudini che evitano lo sbalzo termico. Vestiti a strati e copri bene le estremità con guanti, calze in lana o in fibre tecniche e scarpe non troppo strette, perché una calzatura che comprime il piede rallenta ancora di più il flusso di sangue. Quando rientri al caldo, lascia che mani e piedi si riscaldino gradualmente: niente termosifone, borsa dell'acqua calda o phon sulle dita gelate, piuttosto un pediluvio o un bagno delle mani in acqua tiepida, non calda, seguito da un'asciugatura accurata. Se i geloni tornano ogni inverno, considera anche uno stile di vita che favorisca la circolazione: muoverti con regolarità, limitare il fumo, che restringe i vasi periferici, e tenere la pelle ben idratata già dall'autunno. Sono accorgimenti semplici che riducono il numero di episodi e rendono quelli che compaiono meno intensi.





