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Infuso di mela e cannella: preparazione e varianti autunnali

Aggiornato il 10 ottobre 20264 capitoli
Mele nuove e cannella in stecca: cosa mettere in tazza

Mele nuove e cannella in stecca: cosa mettere in tazza

Quando arrivano le prime mele del raccolto e le giornate si accorciano, l'infuso di mela e cannella è la bevanda calda più semplice da tenere pronta in casa. Ti servono pochissime cose: una mela sana, lavata con cura e preferibilmente non trattata, perché di questo frutto si usa soprattutto la buccia, dove si concentrano fibre e polifenoli, e una stecca di cannella intera. Scegli frutti croccanti e profumati: una mela acidula regala alla tazza una nota fresca, mentre una varietà più zuccherina dà un risultato tondeggiante, vicino al profumo di una torta appena sfornata. Sulla spezia conviene orientarsi sulla stecca piuttosto che sulla polvere, che resta in sospensione e intorbidisce la bevanda senza cedere molto di più: la corteccia arrotolata rilascia i suoi oli essenziali lentamente e puoi toglierla appena l'aroma ti sembra abbastanza presente. Essendo una preparazione senza teina né caffeina, la puoi bere a qualunque ora, anche dopo cena, quando una tazza tiepida chiude il pasto meglio di un caffè.

Preparazione: infusione in tazza o cottura dolce delle bucce

Partendo da questi ingredienti hai due strade, e cambiano il carattere della bevanda. Per l'infusione rapida affetta mezza mela a fettine sottili, mettila in una caraffa o in una tazza capiente con un pezzetto di stecca di cannella e, se ti piace, una fetta di arancia; versa sopra circa mezzo litro di acqua bollente e copri subito, perché il coperchio trattiene gli aromi che altrimenti se ne vanno col vapore. Lascia in infusione sette o otto minuti, il tempo che la frutta si ammorbidisca appena e l'acqua prenda profumo: se la spezia diventa troppo invadente, togli la stecca prima di servire. Se invece hai solo le bucce, mettile in un pentolino con l'acqua e la cannella e tienile su fuoco dolce con il coperchio per circa dieci minuti, poi filtra con un colino: l'estrazione è più lunga e il risultato più pieno di colore e di gusto. In entrambi i casi aggiungi il miele soltanto quando l'infuso di mela e cannella non è più bollente, così conserva il suo aroma, e correggi con qualche goccia di limone se cerchi una nota più viva.

Varianti autunnali: zenzero, agrumi, chiodi di garofano

Lo stesso impianto si presta a molte varianti, e l'autunno offre gli abbinamenti migliori. Due fettine di zenzero fresco, aggiunte in cottura, portano una punta piccante che si sposa con la dolcezza del frutto; le scorze di limone o di arancia, prese solo dalla parte colorata per non raccogliere l'amaro dell'albedo, danno un profumo agrumato che tiene insieme tutto. Se vuoi una tazza più speziata, nello stile delle miscele chai, unisci un chiodo di garofano e un paio di bacche di cardamomo appena schiacciate, oppure una stella di anice: vai per gradi, perché queste spezie coprono facilmente la frutta. Per un corpo diverso puoi far riposare le fettine di mela e la cannella insieme a un cucchiaino di rooibos, che resta privo di teina e aggiunge una rotondità legnosa; tieni invece il tè verde per il mattino o il pomeriggio, dato che contiene teina. E se la giornata è mite, prepara la bevanda più concentrata, filtrala e servila fredda in caraffa con qualche fettina di frutta fresca.

Conservazione, momenti giusti e qualche cautela

Quello che avanza non va buttato: filtra la bevanda, travasala in una bottiglia di vetro e tienila in frigorifero per un giorno o due, scaldandola poi senza portarla a bollore, altrimenti gli aromi si appiattiscono. Preparata la sera prima, è comoda da riprendere a metà pomeriggio o da offrire dopo un pasto abbondante, quando una tazza calda e profumata accompagna la digestione meglio di una bibita fredda. Un paio di cautele restano utili. La cannella va usata con misura: la varietà più diffusa sul mercato, quella detta cassia, contiene cumarina, per cui se bevi questo infuso ogni giorno mantieni dosi contenute e chiedi al farmacista se assumi farmaci con regolarità, se aspetti un bambino o se lo prepari per i più piccoli. Il miele, infine, non si offre ai bambini sotto l'anno di età: in quel caso lascia la dolcezza naturale della frutta, che in piena stagione basta da sola.

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