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Alloro nelle tisane digestive: come usarlo e in che dosi

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Perché l'alloro aiuta a digerire i piatti autunnali più ricchi

Perché l'alloro aiuta a digerire i piatti autunnali più ricchi

Dopo un arrosto con le patate, una polenta con i funghi o una castagnata, la sensazione di pesantezza arriva puntuale e la richiesta di un digestivo naturale cresce. L'alloro è tra le piante più indicate perché le sue foglie contengono un olio essenziale ricco di cineolo e di altri composti aromatici che stimolano la secrezione dei succhi gastrici e favoriscono lo svuotamento dello stomaco. Gli erboristi lo classificano tra gli eupeptici, cioè le piante che aiutano la digestione, e tra i carminativi, quelle che riducono la formazione di gas e il gonfiore addominale. Non aspettarti però un effetto da farmaco: l'alloro nelle tisane digestive agisce in modo graduale e sostiene la normale attività dell'apparato digerente. Funziona meglio se la bevi tiepida, a piccoli sorsi, subito dopo il pasto, quando lo stomaco è ancora impegnato con i grassi e gli amidi dei piatti autunnali. Chi ha una digestione lenta per abitudine, e non solo nelle grandi occasioni, può inserirla nella routine serale al posto dell'amaro alcolico, con il vantaggio di non aggiungere alcol né zuccheri a una cena già abbondante.

Quali foglie di alloro scegliere e come prepararle per la tisana

La scelta delle foglie viene prima di ogni dose. Assicurati che si tratti di Laurus nobilis, l'alloro vero che usi anche in cucina, e non di lauroceraso, un arbusto ornamentale dalle foglie simili ma tossiche, molto comune nelle siepi dei giardini. L'alloro ha foglie opache sul retro, con il bordo leggermente ondulato, e sprigiona il tipico profumo quando le spezzi; il lauroceraso ha foglie più grandi e carnose, con il bordo finemente seghettato, e un odore di mandorla amara. Se raccogli da una pianta tua, scegli le foglie mature, di colore verde scuro, evitando quelle troppo giovani e quelle vicine a strade trafficate. Puoi usare le foglie fresche o essiccate. Le fresche danno una bevanda più verde e resinosa, le secche un aroma più rotondo e concentrato, perché con l'essiccazione l'acqua evapora e gli oli restano. Per questo motivo, a parità di numero, le foglie secche risultano più intense e ne basta una in meno. Prima di usarle, sciacquale e togli la venatura centrale, che è la parte più coriacea e tende a lasciare un fondo amaro. Conserva le foglie secche in un barattolo di vetro al riparo dalla luce e consumale entro un anno circa, perché in seguito perdono gran parte dell'aroma.

Dosi, tempi di bollitura e quante tazze al giorno

Veniamo alle quantità. Per una tazza da circa 250 ml bastano due o tre foglie di alloro fresche, oppure due foglie secche: l'aroma è deciso e aumentare il numero non migliora l'effetto digestivo, rende solo la bevanda amara e sbilanciata. La preparazione tradizionale è un decotto leggero: metti le foglie in un pentolino con l'acqua fredda, porta a ebollizione e lascia sobbollire a fiamma bassa per circa 3 minuti, poi spegni, copri con un coperchio e attendi altri 5 minuti prima di filtrare. Il coperchio è importante perché gli oli essenziali sono volatili e con il vapore se ne andrebbe proprio la parte che ti interessa. Se preferisci un gusto più delicato, prepara un semplice infuso versando l'acqua appena bollente sulle foglie e lasciando riposare coperto per circa 10 minuti. Quanto alla frequenza, una tazza dopo il pasto principale è la misura abituale; evita di superare le due o tre tazze al giorno e non prolungare l'uso quotidiano per settimane senza una pausa, perché l'alloro resta una pianta aromatica ricca di oli essenziali, non una bevanda da sorseggiare al posto dell'acqua.

Abbinamenti con altre erbe digestive e precauzioni da conoscere

L'alloro si sposa bene con altre piante digestive e una piccola miscela aiuta a smussarne il carattere. Una scorzetta di limone non trattato, senza la parte bianca, è l'abbinamento classico e rende la bevanda più fresca. Per il gonfiore dopo legumi e verdure cotte, aggiungi un cucchiaino di semi di finocchio pestati; se il problema è la nausea da pasto troppo grasso, una fettina di zenzero fresco; per la sera, qualche fiore di camomilla o un pizzico di melissa, che ammorbidiscono il sapore e accompagnano il riposo. Metti a bollire solo le foglie di alloro e unisci le erbe più delicate a fuoco spento, così non perdono il profumo. Se vuoi addolcire, aspetta che la tisana sia tiepida e aggiungi un cucchiaino di miele. Qualche cautela, infine. Se soffri di gastrite o reflusso, bevi la tisana tiepida e non bollente, ed evita di prenderla a stomaco vuoto. In gravidanza, durante l'allattamento e per i bambini piccoli l'uso dell'alloro in tisana è sconsigliato per prudenza, perché l'olio essenziale è concentrato e mancano dati sufficienti sulla sicurezza. Se assumi farmaci ogni giorno o hai un disturbo digestivo che dura da tempo, parlane con il medico o il farmacista prima di renderla un'abitudine: la tisana di alloro accompagna la digestione dopo un pasto ricco, ma non sostituisce una diagnosi.

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