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Quiz: quanto conosci le spezie dell'inverno?

Aggiornato il 08 novembre 20264 capitoli
Prima domanda: sai riconoscere le spezie dell'inverno a colpo d'occhio?

Prima domanda: sai riconoscere le spezie dell'inverno a colpo d'occhio?

Cominciamo dal cassetto della cucina. Davanti a te ci sono quattro barattoli: uno con piccoli chiodini bruni dalla testa tonda, uno con baccelli verdi e allungati, uno con un pezzo di radice nodosa dalla buccia beige e uno con bacche scure dalla sfumatura bluastra. Quale di questi contiene un fiore e non un seme o una radice? Se hai risposto il primo, hai centrato la domanda: il chiodo di garofano è il bocciolo essiccato di un albero tropicale, raccolto prima che si apra, ed è proprio questo a renderlo così ricco di olio essenziale. I baccelli verdi sono il cardamomo, che custodisce al suo interno i semini neri davvero profumati; la radice è lo zenzero, che in botanica si chiama rizoma; le bacche scure sono quelle del ginepro, che i tecnici definiscono galbuli perché derivano da una conifera. Questo primo passaggio sembra un gioco, ma ha una ricaduta concreta: le spezie dell'inverno si comprano meglio intere, e per sceglierle con sicurezza devi sapere che cosa stai guardando. Un chiodo di garofano di qualità trattiene ancora un filo d'olio se lo premi con l'unghia, un baccello di cardamomo deve essere ben chiuso e di un verde vivo, mentre un rizoma di zenzero fresco deve risultare sodo e liscio, senza grinze.

Seconda domanda: come si conservano le spezie natalizie senza perderne l'aroma?

Ora che le hai riconosciute, verifica se sai anche tenerle in forma. Dove va il barattolo delle spezie dell'inverno: sulla mensola sopra i fornelli, comoda e a portata di mano, oppure in un ripiano chiuso lontano dal piano cottura? La risposta giusta è la seconda, anche se è meno pratica. Calore, luce e umidità sono i tre fattori che fanno evaporare gli oli essenziali responsabili del profumo, e il vapore che sale dalle pentole fa esattamente questo lavoro ogni giorno. Scegli contenitori di vetro con chiusura ermetica, preferibilmente scuri o riposti in un'anta, e tieni le spezie intere finché puoi: la polvere espone molta più superficie all'aria e si spegne in fretta, mentre un chiodo di garofano o un baccello di cardamomo intero conservano il loro carattere per tutta la stagione e oltre. C'è un test semplice per capire se una spezia è ancora viva: strofinane un po' tra le dita o schiacciala leggermente e annusa. Se il profumo arriva subito, netto, puoi usarla; se devi avvicinarla al naso e sforzarti, è ora di sostituirla, perché in cucina darebbe solo un retrogusto polveroso. Macina o pesta solo la quantità che ti serve al momento, con un mortaio o un piccolo macinino dedicato, e otterrai piatti e tisane molto più profumati con la stessa quantità di prodotto.

Terza domanda: quale spezia va in infusione e quale va cotta a lungo?

Passiamo alla pratica. Hai davanti una tisana da preparare, un ragù di cervo che deve cuocere per ore e un latte caldo da aromatizzare prima di dormire: a quale spezia dell'inverno affidi ciascuna preparazione? Lo zenzero fresco, tagliato a fettine sottili, dà il meglio in infusione breve in acqua ben calda, dove rilascia la sua nota piccante e pulita senza diventare amaro; se lo lasci bollire a lungo il gusto si fa più aggressivo. Le bacche di ginepro, leggermente schiacciate, sono invece la compagna classica della selvaggina e dei crauti, perché reggono bene le cotture prolungate e con il tempo il loro aroma resinoso si fonde con il sugo. Il cardamomo, con i baccelli appena aperti, profuma il latte caldo o il caffè in pochi minuti e si toglie prima di servire. Se nella tua risposta compaiono anche i chiodi di garofano, ricorda la regola che vale per tutte le spezie natalizie più intense: pochi pezzi bastano, perché il loro sapore tende a coprire tutto il resto. Un paio di chiodi in un brodo o in una composta di mele sono già percepibili, e vanno sempre tolti prima di portare in tavola, così nessuno rischia di morderne uno intero. Imparare a dosarle con questa misura ti permette di valorizzare il piatto senza che una sola spezia prenda il sopravvento.

Quarta domanda: le spezie natalizie hanno un posto anche nei cosmetici naturali?

L'ultima domanda esce dalla cucina. Le spezie dell'inverno possono entrare nella cura della persona? Sì, ma con una cautela che vale la pena conoscere. Gli oli essenziali di chiodi di garofano e di cannella sono tra i più irritanti per la pelle e non vanno mai applicati puri: se vuoi usarli, limitati a poche gocce in un diffusore o in un pot-pourri di scorze d'arancia secche, pigne e bastoncini, che profuma la casa senza toccare l'epidermide. Diverso è il caso dello zenzero in polvere, che puoi mescolare a zucchero di canna e a un olio vegetale come quello di mandorle dolci per uno scrub corpo da massaggiare con delicatezza su gambe e braccia sotto la doccia, evitando il viso e le zone arrossate. Prima di provare qualsiasi preparato casalingo fai una prova su una piccola porzione di pelle, per esempio all'interno del braccio, e aspetta qualche ora per escludere rossore o prurito. Se sei in gravidanza, se hai la pelle molto reattiva o se vuoi usare questi preparati sui bambini, chiedi prima consiglio al farmacista o all'erborista di fiducia. Con queste attenzioni, un sacchetto di spezie intere nell'armadio o nel cassetto della biancheria resta il modo più semplice e sicuro per portare il profumo del Natale anche fuori dalla cucina.

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