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Barba e freddo: come curarla con oli naturali in autunno

Aggiornato il 16 ottobre 20264 capitoli
Perché freddo e vento seccano la barba e la pelle sottostante

Perché freddo e vento seccano la barba e la pelle sottostante

Con i primi freddi l'aria diventa più secca, il vento sferza il viso e si passa di continuo da ambienti riscaldati a strade umide: tre fattori che mettono alla prova barba e pelle. La cute sotto il pelo è protetta dal film idrolipidico, una sottile pellicola di sebo e acqua che trattiene l'idratazione; freddo e sbalzi termici la assottigliano e la pelle inizia a tirare, a prudere e, nei casi più fastidiosi, a desquamarsi, con quella forfora da barba che si nota sul colletto. Anche il pelo risente del cambio di stagione, soprattutto se arriva da un'estate di sole e salsedine che lo hanno già sfibrato. Senza il sebo che normalmente lo riveste perde elasticità e lucentezza, si spezza con più facilità e si solleva in modo disordinato. Curare la barba con oli naturali in autunno serve proprio a restituire a cute e pelo quel grasso protettivo che il freddo porta via, prima che secchezza e irritazione si trasformino in un fastidio quotidiano.

Quali oli naturali scegliere: jojoba, argan, mandorle dolci e karité

Non tutti gli oli vegetali si comportano allo stesso modo sulla barba, quindi scegli in base a ciò che ti serve. L'olio di jojoba, che in realtà è una cera liquida, ha una composizione molto vicina a quella del sebo umano: la pelle lo riconosce, lo assorbe senza lasciare la sensazione di unto e aiuta a riequilibrare la cute che si è seccata. Se porti la barba corta o la pelle tende a ingrassarsi in fretta, è la scelta più leggera, adatta anche di giorno. L'olio di argan, ricco di vitamina E e acidi grassi, è più nutriente ed è indicato quando il pelo è lungo, ruvido e sfibrato dopo l'estate, perché lo ammorbidisce e gli restituisce lucentezza. L'olio di mandorle dolci è una base delicata, utile se hai la pelle sensibile. Quando il freddo si fa più intenso puoi passare a texture più ricche: il burro di karité, da solo o fuso con un olio, lascia sulle punte una pellicola che resiste meglio al vento. Gli oli essenziali, come cedro o rosmarino, vanno usati solo diluiti in un olio vegetale e in poche gocce, perché puri possono irritare; se hai la pelle reattiva, prova il prodotto su una piccola zona dell'avambraccio e aspetta un giorno. Verifica infine che l'olio sia spremuto a freddo, perché conserva meglio le sue proprietà.

Come applicare l'olio da barba: momento giusto, quantità e massaggio

Il momento migliore per applicare l'olio da barba è dopo la doccia, quando la pelle è pulita, il calore ha dilatato i pori e il pelo è ancora leggermente umido: così l'olio si distribuisce meglio e trattiene l'acqua invece di scivolare sopra un pelo asciutto. Versa poche gocce nel palmo, in proporzione alla lunghezza, e scaldale sfregando le mani. Inizia dalla cute, massaggiando con i polpastrelli in piccoli cerchi dalla base della barba verso le punte, perché la pelle è la parte che soffre di più il freddo e il massaggio favorisce la microcircolazione. Completa con una spazzola a setole naturali o un pettine a denti larghi, che districano i nodi e portano l'olio fino alle punte. Se la barba è molto secca, un'applicazione più generosa la sera, lasciata agire durante la notte, dà risultati più evidenti; al tatto deve risultare morbida, non lucida di grasso.

Lavaggio, esfoliazione e abitudini quotidiane che proteggono dal freddo

Gli oli lavorano meglio se non ne vanifichi l'effetto con un lavaggio sbagliato. In autunno riduci la frequenza a due o tre lavaggi a settimana con un detergente specifico per barba, più delicato di uno shampoo per capelli, e usa acqua tiepida: quella troppo calda scioglie il sebo e lascia la pelle ancora più secca. Una o due volte a settimana puoi esfoliare la cute con uno scrub delicato o con la sola spazzola, per rimuovere le cellule morte che altrimenti si accumulano sotto il pelo e alimentano prurito e forfora. Anche qualche abitudine quotidiana fa la differenza: asciuga sempre la barba tamponando, evita il getto del phon troppo caldo e troppo vicino, copri la parte bassa del viso con una sciarpa nelle giornate di vento e non tenere il riscaldamento troppo alto in casa, perché l'aria secca degli ambienti chiusi asciuga quanto il freddo esterno. Se nonostante oli e cure il prurito persiste, compaiono chiazze rosse o una desquamazione marcata, non insistere con i rimedi fai da te: potrebbe trattarsi di una dermatite e conviene farsi vedere da un dermatologo o chiedere consiglio al farmacista.

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