Perché il raffreddore in gravidanza è così frequente e cosa comporta
Durante i nove mesi il sistema immunitario lavora in modo diverso dal solito, perché deve tollerare il bambino che cresce, e questo rende la futura mamma un po' più esposta ai virus respiratori che circolano in autunno e in inverno. Il raffreddore in gravidanza è quindi un disturbo molto comune e, di per sé, non rappresenta un pericolo né per te né per il bambino: si tratta di un'infiammazione delle prime vie aeree, naso e faringe, causata quasi sempre da virus come i rinovirus, che si trasmettono con l'aria e con il contatto delle mani. Non esiste una cura che lo faccia passare prima: il raffreddore segue il suo corso in una settimana circa, e quello che puoi fare è alleviare i sintomi, cioè naso chiuso, starnuti, mal di gola, qualche linea di febbre e senso di stanchezza. La prudenza con i farmaci nasce dal fatto che nel primo trimestre il bambino è particolarmente sensibile alle sostanze che raggiungono la placenta, mentre gli antinfiammatori comuni vanno evitati soprattutto nell'ultimo trimestre, perché possono interferire con la sua circolazione. Per questo i rimedi naturali diventano la prima scelta, purché tu li scelga con lo stesso criterio di sicurezza che useresti per un medicinale.
Lavaggi nasali e suffumigi: come liberare il naso chiuso senza rischi
Il sintomo che pesa di più è quasi sempre il naso chiuso, e qui il rimedio più sicuro è anche il più semplice: l'acqua salata. I lavaggi con soluzione fisiologica o con spray a base di acqua di mare puliscono le mucose, fluidificano il muco e non contengono principi attivi che passano nel sangue, quindi puoi ripeterli più volte al giorno. Trovi soluzioni isotoniche, più delicate, e ipertoniche, più ricche di sali e più rapide a decongestionare; se il naso è molto ostruito, la doccia nasale, un apparecchio che nebulizza la fisiologica direttamente nelle narici, aiuta a pulire anche più in profondità. Verifica sempre che il prodotto non contenga decongestionanti o cortisonici, che in gravidanza si usano solo su indicazione del ginecologo. Anche i suffumigi aiutano, ma con un'accortezza: in attesa è prudente limitarsi al vapore semplice, perché molti oli essenziali balsamici, tra cui eucalipto, menta piperita e rosmarino, sono sconsigliati nei nove mesi o vanno comunque valutati caso per caso con l'erborista o il medico. Respira il vapore per una decina di minuti tenendo il viso a distanza di sicurezza dall'acqua bollente, e ripeti la sera prima di coricarti: dormirai con il naso più libero.
Tisane, zenzero e brodo caldo: i rimedi da bere che aiutano davvero
Bere molto è uno dei consigli più utili, perché i liquidi caldi mantengono umide le mucose, rendono il muco più fluido e reintegrano quello che si perde con la febbre e con la respirazione dalla bocca. Tra le piante, lo zenzero fresco è quello che le future mamme conoscono meglio, perché è lo stesso che si usa contro la nausea del primo trimestre: metti un cucchiaio di radice appena grattugiata in una tazza di acqua appena bollita, copri, lascia in infusione circa venti minuti e filtra, aggiungendo succo di limone a piacere. Puoi berlo caldo o anche a temperatura ambiente durante la giornata, con moderazione, e dolcificarlo con un cucchiaino di miele se non hai allergie, perché il miele addolcisce anche la gola irritata. Un brodo di pollo caldo, o un brodo vegetale con il miso se non consumi carne, scalda, nutre e dà energia nei giorni in cui l'appetito manca, mentre frutta e verdura di stagione garantiscono vitamine e sali minerali. Fai attenzione invece alle tisane già miscelate per il raffreddore: non tutte le piante balsamiche sono adatte in gravidanza, quindi leggi la composizione e chiedi all'erborista di confermarti che ogni ingrediente sia compatibile con il tuo trimestre.
Riposo, aria di casa e i segnali per cui sentire il ginecologo
Nessun rimedio sostituisce il riposo: concedi al corpo il tempo di difendersi, dormi con la testa leggermente sollevata da un cuscino in più per respirare meglio e tieni umida l'aria della camera, perché l'aria secca del riscaldamento irrita le mucose già infiammate. Arieggia spesso le stanze, evita gli sbalzi di temperatura e lava bene le mani, che è anche il modo migliore per non riprenderti il virus da chi ti sta vicino. Se la febbre sale o dura più di un paio di giorni, se compaiono dolore all'orecchio, tosse insistente con catarro colorato o difficoltà a respirare, oppure se i sintomi non migliorano dopo una settimana, chiama il ginecologo: potrebbe trattarsi di una complicazione come otite o bronchite che richiede una terapia. Lo stesso vale per qualsiasi farmaco, compreso il paracetamolo, che è considerato compatibile con la gravidanza ma va preso nelle dosi e nei tempi indicati dal medico, senza associarlo ad altri antinfiammatori.





